LINFONODO SENTINELLA NEL TUMORE AL SENO: COS'E', COME SI INDIVIDUA E QUANDO EVITA L'ASPORTAZIONE DEI LINFONODI
- Dott. Alessio Thodas

- 22 giu
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 6 giorni fa
Linfonodo Sentinella: Cos'è e Come Funziona nel Tumore al Seno
Scopri cos'è il linfonodo sentinella, come viene identificato con linfoscintigrafia o verde di indocianina (ICG) e perché può evitare l'asportazione completa dei linfonodi ascellari.
Cos'è il Linfonodo Sentinella?
Prima di tutto: cos'è il linfonodo sentinella? Immaginate il sistema linfatico come una rete di piccoli canali che percorre tutto il corpo. Quando un tumore si forma nella mammella, le cellule tumorali — se decidono di "migrare" — seguono esattamente questi canali. Il primo linfonodo che incontrano sul loro cammino verso l'ascella si chiama linfonodo sentinella. È, letteralmente, la prima sentinella. Il primo posto in cui cercare eventuali cellule tumorali che hanno lasciato il seno.
L'idea alla base della tecnica è semplice quanto elegante: se il linfonodo sentinella è sano, con grande probabilità tutti gli altri lo sono. E in quel caso, non c'è alcun motivo di rimuoverli. Questo principio ha rivoluzionato la chirurgia senologica. Prima della sua introduzione, la prassi standard prevedeva la rimozione di tutti i linfonodi ascellari — un intervento chiamato linfoadenectomia — con conseguenze spesso pesanti: gonfiore cronico al braccio (linfedema), riduzione della mobilità, dolore persistente. Complicanze che potevano accompagnare una donna per il resto della vita.

La Svolta: Dalla Radioattività alla Luce
Per molti anni, per trovare il linfonodo sentinella si utilizzava e si utilizza tuttora una tecnica basata su un tracciante radioattivo. Questa sostanza debolmente radioattiva viene iniettata vicino al tumore. Il chirurgo poi la segue con una sonda speciale durante l'operazione. Il metodo funziona bene, ma presenta alcuni limiti logistici significativi. Richiede la presenza della medicina nucleare, tempi di preparazione rigidi, e una gestione complessa sia per l'equipe che per la paziente.
Da alcuni anni esiste un'alternativa altrettanto valida che tende a diffondersi: il verde di indocianina, noto con la sigla ICG (Indocyanine Green). Il principio è affascinante: si tratta di un colorante completamente biocompatibile e già approvato per uso clinico. Questo colorante viene iniettato nella mammella pochi minuti prima dell'intervento. Una volta nel corpo, il verde di indocianina fluisce attraverso i vasi linfatici e si accumula nel linfonodo sentinella. A questo punto entra in gioco la tecnologia: una telecamera a fluorescenza, collegata al sistema operatorio, è in grado di vedere questo colorante anche dove l'occhio umano non arriva, perché emette una fluorescenza nell'infrarosso.
In sala operatoria, sul monitor, i vasi linfatici appaiono luminosi come fiumi su una mappa. Il linfonodo sentinella si illumina. Il chirurgo lo vede con precisione e lo rimuove per l'analisi.
I Numeri che Incoraggiano
I dati pubblicati nel 2025 dalla Breast Unit di Peschiera del Garda, frutto di una collaborazione internazionale con l'Università di Utrecht, raccontano bene la direzione che sta prendendo la chirurgia senologica nel loro centro. Nel 2022, il 100% dei linfonodi sentinella veniva identificato con il metodo tradizionale a isotopo radioattivo. Nel 2025, l'86% dei casi viene già trattato con la tecnica ICG. Non è una moda. È il risultato di anni di ricerca, confronto tra centri specializzati e dati clinici solidi che confermano una cosa fondamentale: l'ICG identifica il linfonodo sentinella con la stessa affidabilità rispetto al metodo tradizionale, senza la complessità gestionale legata alla radioattività.
Cosa Cambia Concretamente per la Paziente
Quando spiego questa tecnica alle mie pazienti, mi piace descriverla con una sola parola: precisione. Meno si tocca ciò che non va toccato, meno conseguenze si affrontano dopo.
Vantaggi della Tecnica ICG
Non è necessaria la preparazione in medicina nucleare il giorno prima o la mattina dell'operazione, con tutto il carico logistico che questo comporta.
L'intervento è più fluido: il chirurgo vede in tempo reale dove si trova il linfonodo, senza dover "cercare" con una sonda per la radioattività.
Si evita l'esposizione a sostanze radioattive, un aspetto che per molte pazienti ha un peso psicologico non trascurabile.
Il risultato oncologico non cambia: la radicalità della chirurgia — ovvero la certezza di non lasciare cellule tumorali — è pienamente mantenuta.
Svantaggi della Tecnica ICG
Disponibilità di un'apparecchiatura apposita (telecamera a fluorescenza).
Disponibilità sul mercato del colorante da iniettare.
Resta valido il principio fondamentale indipendentemente dalla tecnica utilizzata per la sua identificazione: se il linfonodo sentinella risulta sano all'esame istologico eseguito durante l'operazione, l'ascella viene lasciata intatta. Nessun linfonodo aggiuntivo rimosso. Basso rischio di linfedema.
Quando i Linfonodi Devono Essere Rimossi
È giusto essere chiari: non tutte le situazioni permettono di fermarsi al linfonodo sentinella. Quando l'esame istologico estemporaneo — eseguito dal patologo direttamente in sala operatoria mentre l'intervento è ancora in corso — rivela la presenza di cellule tumorali nel linfonodo sentinella, la valutazione diventa più articolata. In alcuni casi, in accordo con le più recenti linee guida internazionali, è possibile evitare comunque la rimozione completa dei linfonodi dell'ascella, affidandosi alla radioterapia per completare il trattamento locale. In altri, la linfoadenectomia ascellare rimane la scelta più sicura.
Ogni caso è diverso. Ogni paziente è diversa. La decisione viene sempre presa all'interno di un team multidisciplinare — chirurgo, oncologo, radioterapista, radiologo, patologo, medico nucleare — che mette insieme tutte le informazioni disponibili per trovare la strategia più adatta.
Perché Affidarsi a una Breast Unit Certificata
La tecnica del linfonodo sentinella con linfoscintigrafia o ICG non è semplicemente una questione di strumentazione. Richiede esperienza, un volume adeguato di interventi, e soprattutto un contesto organizzativo in cui chirurgia, patologia e diagnostica per immagini lavorino in modo coordinato e tempestivo. Le Breast Unit certificate — come strutture riconosciute da EUSOMA o Senonetwork — garantiscono esattamente questo: non solo la tecnologia più aggiornata, ma un sistema di cura che mette la paziente al centro, dalla diagnosi al follow-up.
Quando incontro una paziente per la prima volta dopo una diagnosi, una delle cose che tengo a dirle è questa: la qualità del centro in cui scegli di essere operata conta quanto la terapia stessa. I dati internazionali lo confermano. I centri ad alto volume, con un approccio multidisciplinare strutturato, ottengono risultati migliori — non solo in termini di sopravvivenza, ma di qualità della vita dopo la cura.
Una Parola Finale
Il tumore al seno resta una diagnosi che cambia la vita. Ma la chirurgia che lo tratta ha fatto passi straordinari. Oggi possiamo operare con più precisione, lasciare intatto ciò che non deve essere toccato, e restituire alle pazienti una qualità di vita molto più vicina a quella di prima. La ricerca del linfonodo sentinella con linfoscintigrafia o verde di indocianina è uno di questi passi. È il risultato di un cambio culturale della chirurgia che ha imparato a chiedersi, prima di ogni gesto: è davvero necessario? E se c'è un modo meno invasivo per ottenere lo stesso risultato, perché non usarlo? Questa domanda, in fondo, è il motore di tutta la chirurgia senologica contemporanea.
Autrice: Isabella Radino - Digital Writer
Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell'U.O.C. di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)



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