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  • SCREENING MAMMOGRAFICO: QUANTE DONNE LO SALTANO IN ITALIA E QUALI SONO I RISCHI

    Categoria: Prevenzione Ogni anno in Italia milioni di donne ricevono una lettera dalla propria ASL: un invito a sottoporsi alla mammografia gratuitamente, nell'ambito dei programmi di screening organizzato. Eppure molte di loro non rispondono. Alcune rimandano, altre dimenticano, altre ancora pensano — in buona fede — di non averne bisogno. Ma cosa succede quando si salta la mammografia? E quante donne lo fanno davvero? I dati ufficiali, aggiornati al 2024, raccontano una storia che vale la pena conoscere. Quante donne fanno davvero la mammografia in Italia? Partiamo dai numeri. Secondo i dati della sorveglianza PASSI dell'Istituto Superiore di Sanità, riferiti al biennio 2023–2024, il 75% delle donne tra i 50 e i 69 anni ha effettuato una mammografia nei tempi raccomandati, all'interno dei programmi organizzati o per iniziativa personale. Un dato in crescita rispetto agli anni precedenti, che nel 2024 ha superato per la prima volta i livelli pre-pandemia.Sembra un buon risultato. Eppure significa che una donna su quattro in questa fascia d'età non è in regola con i controlli.E la situazione si aggrava ulteriormente guardando altri numeri: 1 donna su 10 tra i 50 e i 69 anni non ha mai fatto una mammografia a scopo preventivo Quasi il 15% l'ha effettuata, ma in ritardo rispetto ai tempi raccomandati In termini assoluti, stiamo parlando di centinaia di migliaia di donne che, in questo momento, si trovano in una zona d'ombra della prevenzione. Il divario Nord-Sud: una prevenzione a due velocità I dati non sono omogenei sul territorio. La copertura dello screening mammografico in Italia segue un gradiente geografico netto, che coincide — non a caso — con le stesse aree dove si registra il maggior numero di diagnosi tardive e di interventi chirurgici più invasivi. Nord Italia: copertura all'86% Centro Italia: copertura all'80% Sud e Isole: copertura al 62% Il Friuli Venezia Giulia raggiunge il 90%, la Calabria si ferma al 46%. Tra queste due regioni c'è una distanza che non è geografica: è una distanza in termini di vite protette.Le cause di questo divario sono molteplici: una rete di centri specializzati meno capillare, difficoltà nei trasporti, differenze socioeconomiche e culturali. Ma c'è anche un aspetto che riguarda la comunicazione e la fiducia nei programmi di salute pubblica, su cui è possibile e necessario lavorare. Perché molte donne non vanno alla mammografia? Sarebbe sbagliato pensare che chi salta lo screening lo faccia per indifferenza verso la propria salute. Le ragioni sono spesso più sfumate e umane. Le ricerche sul tema evidenziano alcune motivazioni ricorrenti: "Mi sento bene, non ho sintomi" È il motivo più comune — e il più pericoloso. Il tumore al seno nelle sue fasi iniziali è quasi sempre asintomatico: nessun dolore, nessun nodulo percepibile al tatto. Per questo la mammografia è fondamentale: non serve aspettare i sintomi, serve a prevenire che compaiano quando è troppo tardi per intervenire in modo conservativo. "Ho paura del risultato" La paura di scoprire qualcosa è una risposta umana comprensibile. Ma va ricordato che la grande maggioranza degli esami di screening ha esito negativo. E nei casi in cui si individua qualcosa, la precocità della diagnosi cambia radicalmente le possibilità di trattamento e di guarigione. "Ci vado il prossimo anno" Il rimando è una delle trappole più comuni. La mammografia non è un esame da fare "quando si ha tempo": è un appuntamento con la propria salute che ha una scadenza precisa, ogni due anni. Effetto pandemia ancora presente I dati mostrano che il 45% delle donne ha interrotto o saltato controlli durante il periodo Covid-19. Il recupero è in corso, ma non è ancora completo per tutte le fasce di età e tutte le aree geografiche. Cosa si rischia concretamente saltando la mammografia? È dimostrato che lo screening mammografico riduce la mortalità per tumore al seno di oltre il 30% nelle donne che lo effettuano regolarmente ogni due anni nella fascia 50–69 anni. Non è una stima teorica: è il risultato di decenni di studi condotti in tutta Europa. Il meccanismo è diretto: individuare un tumore quando è ancora molto piccolo — prima che sia percepibile, prima che abbia coinvolto i linfonodi — permette di: Optare per interventi chirurgici conservativi (che preservano il seno) Ridurre o talvolta evitare terapie aggressive come la chemioterapia Aumentare significativamente le probabilità di guarigione completa Al contrario, un tumore diagnosticato in fase avanzata — spesso perché la donna non si era sottoposta a screening — richiede trattamenti più intensivi, con un impatto maggiore sulla qualità della vita e con esiti statisticamente meno favorevoli. Uno screening eseguito nei tempi giusti non salva solo la vita: cambia profondamente come quella vita viene vissuta durante e dopo la malattia. Chi ha accesso allo screening organizzato gratuito? In Italia, i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) stabiliscono che la mammografia di screening viene offerta gratuitamente a tutte le donne tra i 50 e i 69 anni. L'invito arriva direttamente dalla propria ASL, con un appuntamento già fissato.Con la Legge di Bilancio 2026, il legislatore ha previsto l'estensione progressiva dello screening anche alle fasce 45–49 anni e 70–74 anni, con uno stanziamento specifico di 238 milioni di euro annui. Tuttavia, l'implementazione è ancora in corso e varia da regione a regione: alcune si sono già mosse, altre no. Al di fuori di queste fasce d'età, la mammografia può comunque essere prescritta dal medico di base in presenza di specifici fattori di rischio — come una familiarità per tumore al seno o la presenza di mutazioni genetiche (BRCA1, BRCA2) — e in quel caso rientra nei percorsi clinici personalizzati. Due milioni di donne ancora fuori dal sistema Esiste poi un problema strutturale che va segnalato con chiarezza. Attualmente, circa due milioni di donne risultano escluse dai programmi di screening organizzato a causa dell'età — sotto i 50 o sopra i 69 anni — in regioni che non hanno ancora ampliato la fascia d'accesso. Si tratta di donne che, per tutelarsi, devono attivarsi autonomamente rivolgendosi al proprio medico o a centri privati. Il 40% delle diagnosi di tumore al seno, infatti, riguarda donne under 50: un dato che rende urgente — e non più rinviabile — l'uniformità dei programmi su tutto il territorio nazionale. Cosa fare se hai saltato la mammografia Se sei nella fascia d'età tra i 50 e i 69 anni e non ricordi quando hai fatto l'ultima mammografia, il primo passo è semplice: contatta la tua ASL di riferimento o il tuo medico di base. Puoi aderire al programma organizzato anche in modo spontaneo, senza aspettare la lettera di invito. Se hai meno di 50 anni ma hai fattori di rischio familiari o personali, è importante parlarne con uno specialista in senologia: il percorso di prevenzione può essere costruito su misura in base alla tua storia clinica, con cadenze e strumenti diversi rispetto allo screening standard. In ogni caso, la regola più importante è una sola: non rimandare. Una riflessione finale Lo screening mammografico è uno degli strumenti di salute pubblica più efficaci che abbiamo. È gratuito, richiede pochi minuti, è sicuro e può fare una differenza enorme. Eppure milioni di donne in Italia non ne beneficiano pienamente, per ragioni diverse — geografiche, culturali, organizzative o semplicemente per mancanza di informazione.Parlare di questi numeri non serve ad alimentare la paura, ma a offrire consapevolezza. Sapere quante donne saltano la mammografia, e perché, è il primo passo per scegliere di non farne parte. Nota informativa Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono il parere medico specialistico. Per qualsiasi valutazione relativa alla propria salute, è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia o a uno specialista in senologia. Fonti principali Istituto Superiore di Sanità – Sorveglianza PASSI 2023–2024; Osservatorio Nazionale Screening – Rapporti 2023 e 2024; AIRC; Legge di Bilancio 2026 – misure oncologiche; Europa Donna Italia. Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C. di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DIAGNOSI PRECOCE DEL TUMORE AL SENO: A CHE PUNTO SIAMO IN ITALIA

    11Categoria:  Innovazione in Senologia Negli ultimi anni sentiamo parlare sempre più spesso di intelligenza artificiale in medicina. Ma quando si tratta di tumore al seno — la forma di cancro più frequente nelle donne in Italia — cosa significa davvero? L'IA sostituisce il medico? Rende la mammografia più precisa? E soprattutto: può salvare delle vite?In questo articolo proviamo a rispondere a queste domande in modo chiaro, partendo dai dati scientifici reali, senza allarmismi né entusiasmi esagerati. Che cos'è l'intelligenza artificiale applicata alla senologia? L'intelligenza artificiale, in ambito medico, è un sistema informatico addestrato ad analizzare grandi quantità di dati — in questo caso immagini radiologiche — per individuare elementi che potrebbero sfuggire all'occhio umano o richiedere molto tempo per essere rilevati. Nel campo della senologia, l'IA viene applicata principalmente alla mammografia e alla tomosintesi (la cosiddetta mammografia 3D), che restano gli esami cardine per la diagnosi precoce del tumore al seno. È importante chiarire subito una cosa: l'IA non sostituisce il medico. Il suo ruolo è quello di un assistente altamente qualificato, che lavora accanto al radiologo per migliorare la qualità e la precisione della lettura degli esami. Come funziona concretamente durante una mammografia? Quando una donna si sottopone a una mammografia in un centro dotato di sistemi IA, il software interviene in due momenti principali: 1. Durante l'acquisizione dell'immagine Il sistema valuta in tempo reale la qualità dell'immagine, fornendo indicazioni immediate ai tecnici di radiologia per garantire il miglior posizionamento possibile e ottenere scansioni di alta qualità secondo gli standard europei. Meno errori tecnici significano immagini più nitide e diagnosi più accurate. 2. Durante la lettura dell'esame Una volta acquisita l'immagine, l'algoritmo la analizza e segnala le aree potenzialmente sospette, assegnando un punteggio di probabilità. Il radiologo mantiene il controllo completo e la responsabilità clinica finale, ma dispone di un secondo livello di analisi sistematica e oggettiva. La valutazione della densità mammaria Uno dei contributi più utili riguarda la valutazione della densità mammaria. Un seno denso — caratteristico soprattutto nelle donne più giovani — rende più difficile individuare noduli di piccole dimensioni con la sola mammografia. L'IA è in grado di quantificare con precisione questa densità, elemento riconosciuto oggi come uno dei principali fattori di rischio per il tumore al seno e una causa frequente di diagnosi mancate. Cosa dicono i dati scientifici? I risultati più significativi provengono dal MASAI Trial, uno studio randomizzato e controllato condotto in Svezia su oltre 53.000 donne. I numeri parlano chiaro: Lo screening supportato dall'IA ha rilevato il 29% di tumori in più rispetto allo screening tradizionale Il tasso di rilevamento è salito da 5,0 a 6,4 casi ogni 1.000 donne esaminate Il carico di lavoro dei radiologi si è ridotto del 44%, consentendo loro di concentrarsi sui casi più complessi Non si è registrato un aumento significativo dei falsi positivi (cioè di allarmi non necessari) Un aspetto particolarmente rilevante: i tumori individuati grazie all'IA erano in prevalenza piccoli, in fase iniziale e senza coinvolgimento dei linfonodi — esattamente la tipologia di tumore che, se trattata precocemente, ha le più alte probabilità di guarigione. Un'altra ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica JAMA Network Open, ha analizzato i dati di oltre 116.000 donne e ha dimostrato che algoritmi di IA erano in grado di identificare un'elevata probabilità di sviluppare un tumore al seno da 4 a 6 anni prima della diagnosi effettiva, aprendo scenari importanti per la medicina preventiva personalizzata. L'Italia a che punto è? Il nostro Paese si sta muovendo, seppur con tempi diversi da regione a regione. Alcune strutture di eccellenza del Nord Italia — come l'IRCCS Istituto Clinico Humanitas — hanno già integrato sistemi di IA nei propri mammografi digitali, utilizzando software in grado di verificare la qualità delle immagini e valutare la densità senologica in modo automatico e oggettivo. A livello europeo, l'Italia partecipa attivamente al progetto BreastSCan, un'iniziativa co-finanziata dall'Unione Europea nell'ambito del programma EU4Health 2021–2027, che coinvolge 20 partner in 9 Paesi europei. L'obiettivo è costruire una piattaforma di IA eticamente affidabile, validata su scala internazionale, per la diagnosi precoce del tumore al seno. Il progetto è stato presentato all'European Congress of Radiology 2026 di Vienna, confermando il ruolo dell'Italia in questo processo di innovazione. Tuttavia, l'adozione su larga scala — e soprattutto in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, incluse le regioni del Sud — è ancora in corso. La disponibilità di queste tecnologie dipende dalle risorse delle singole strutture sanitarie e dai programmi regionali di screening. I limiti che è onesto conoscere La scienza impone rigore, anche quando si parla di innovazione. Esistono aspetti che meritano ancora approfondimento: L'algoritmo non conosce la storia clinica della paziente. A differenza del radiologo, che ha accesso alla cartella clinica completa, il software analizza le immagini in modo isolato. Il medico, proprio grazie al contesto, può richiedere approfondimenti mirati ed evitare procedure non necessarie. Il rischio di sovradiagnosi non è ancora del tutto escluso. Come già avviene con la mammografia tradizionale, anche con l'IA esiste la possibilità di individuare lesioni a lentissima crescita che non avrebbero mai causato problemi nel corso della vita della paziente. La ricerca sta lavorando per affinare la capacità di distinguere i tumori che richiedono trattamento da quelli che possono essere monitorati nel tempo. La generalizzabilità degli studi va considerata. I trial più citati sono stati condotti prevalentemente in contesti nord-europei, con caratteristiche demografiche e strutturali specifiche. Sarà importante validare questi risultati anche nella popolazione italiana. Il ruolo del chirurgo senologo in questo scenario L'introduzione dell'intelligenza artificiale non diminuisce — anzi, rafforza — il valore della figura del chirurgo senologo e del team multidisciplinare. La diagnosi precoce è solo il primo passo. Quello che segue — la valutazione clinica, la scelta del percorso terapeutico, la decisione chirurgica, la relazione di cura con la paziente — richiede competenza umana, esperienza e sensibilità che nessun algoritmo può replicare. L'IA può aiutare a trovare il problema prima. Il medico rimane indispensabile per affrontarlo nel modo giusto, con la persona giusta davanti. In sintesi: cosa cambia per le donne? Se stai seguendo regolarmente i programmi di screening, non devi fare nulla di diverso. Quello che cambia, progressivamente, è la qualità degli strumenti a disposizione dei professionisti che leggono la tua mammografia. L'intelligenza artificiale in senologia non è fantascienza né una promessa lontana: è già presente in alcune strutture italiane e sta entrando nei protocolli di diverse Breast Unit. Il percorso verso una sua adozione uniforme e accessibile è in corso. La cosa più importante resta invariata: fare prevenzione, non rimandare i controlli, e affidarsi a centri specializzati in grado di garantire standard diagnostici di qualità. Nota informativa Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono il parere medico specialistico. Per qualsiasi valutazione relativa alla propria salute, è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia o a uno specialista in senologia. Fonti principali MASAI Trial (Lancet Oncology); Gjesvik J. et al., JAMA Network Open (2024); Humanitas IRCCS; Komen Italia / Progetto BreastSCan EU4Health 2021–2027. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • SECREZIONI DAL CAPEZZOLO: QUANDO PREOCCUPARSI E COSA FARE

    Le secrezioni dal capezzolo rappresentano un motivo frequente di preoccupazione e consultazione medica, generando comprensibile ansia in chi le sperimenta. Tuttavia, è importante sapere che nella maggior parte dei casi si tratta di condizioni benigne e risolvibili. Comprendere le caratteristiche di questo fenomeno, distinguere le situazioni fisiologiche da quelle che richiedono attenzione medica, e conoscere gli approcci diagnostici disponibili può aiutare ad affrontare questa problematica con maggior e serenità e consapevolezza. Cosa Sono le Secrezioni dal Capezzolo Le secrezioni dal capezzolo consistono nella fuoriuscita di liquido da uno o entrambi i capezzoli, che può manifestarsi spontaneamente o in seguito a compressione della mammella. Questo fenomeno può verificarsi sia nelle donne che negli uomini, sebbene sia decisamente più comune nel sesso femminile, e può presentarsi a qualsiasi età, dalla pubertà alla menopausa e oltre. La secrezione può avere caratteristiche molto diverse: può essere trasparente, lattescente, gialla, verdastra, marrone o persino ematica. Può fuoriuscire da un singolo dotto o da multiple aperture, interessare una sola mammella o entrambe, manifestarsi spontaneamente o solo dopo spremitura. Tutte queste caratteristiche forniscono informazioni preziose al medico per orientare la diagnosi. Le Cause Fisiologiche: Quando Non C'è da Preoccuparsi Esistono numerose situazioni in cui la presenza di secrezioni dal capezzolo rientra nella normalità fisiologica e non richiede particolare allarme. Durante la gravidanza e l'allattamento, la produzione di colostro e latte rappresenta ovviamente una condizione completamente normale. Tuttavia, molte donne non sanno che piccole quantità di secrezione lattescente possono persistere anche per mesi o anni dopo la cessazione dell'allattamento. La galattorrea, ovvero la produzione di secrezione lattescente al di fuori del contesto della gravidanza e dell'allattamento, può essere causata da alterazioni ormonali benigne, in particolare da livelli elevati di prolattina. Questa condizione può essere indotta da alcuni farmaci, tra cui antidepressivi, antipsicotici, farmaci per il reflusso gastrico e alcuni antipertensivi. Anche lo stress intenso, l'eccessiva stimolazione del capezzolo, disturbi della tiroide e alcune condizioni ipotalamo-ipofisarie benigne possono determinare questo fenomeno. Le secrezioni bilaterali, di colore chiaro o leggermente giallastro, che si manifestano solo dopo spremitura e provengono da multiple aperture duttali, sono spesso espressione di ectasia duttale, una condizione benigna caratterizzata dalla dilatazione dei dotti galattofori che si verifica comunemente con l'avanzare dell'età, specialmente nel periodo perimenopausale. Le Condizioni Benigne che Richiedono Attenzione Alcune condizioni benigne possono causare secrezioni dal capezzolo e, pur non rappresentando un pericolo oncologico, meritano valutazione e talvolta trattamento medico appropriato. Il papilloma intraduttale è una piccola escrescenza benigna che si sviluppa all'interno dei dotti galattofori, tipicamente in prossimità del capezzolo. Questa condizione si manifesta classicamente con secrezione siero-ematica o francamente ematica da un singolo dotto, spesso unilaterale e spontanea. Sebbene benigno, il papilloma intraduttale viene generalmente rimosso chirurgicamente sia per confermare la diagnosi che per risolvere definitivamente il sintomo. La mastite, processo infiammatorio del tessuto mammario, può verificarsi non solo durante l'allattamento ma anche in altre circostanze. Si presenta tipicamente con dolore, arrossamento, gonfiore e talvolta febbre, accompagnati da secrezione purulenta. Richiede trattamento antibiotico e, nei casi più severi, drenaggio di eventuali raccolte ascessuali. L'ectasia duttale severa può manifestarsi con secrezioni dense, verdastri o brunastre, talvolta accompagnate da dolore e ispessimento della zona retroareolare. Nei casi sintomatici può beneficiare di terapia antinfiammatoria o, raramente, di intervento chirurgico. Quando le Secrezioni Devono Destare Preoccupazione Esistono caratteristiche specifiche delle secrezioni dal capezzolo che dovrebbero indurre a una tempestiva valutazione medica, poiché potrebbero essere associate a condizioni più serie che richiedono approfondimento diagnostico. La secrezione ematica o siero-ematica, specialmente se spontanea, unilaterale e proveniente da un singolo dotto, rappresenta un segnale che merita sempre attenzione medica. Sebbene anche in questi casi la causa sia frequentemente benigna, come il papilloma intraduttale, è fondamentale escludere la presenza di patologie più significative. Una secrezione persistente che si associa a massa palpabile, alterazioni cutanee della mammella o del capezzolo, retrazione del capezzolo di recente insorgenza, asimmetrie mammarie nuove o linfonodi ascellari ingrossati richiede valutazione immediata. Questi segni, specialmente se combinati, necessitano di un iter diagnostico completo e tempestivo. Le secrezioni unilaterali, spontanee e persistenti, anche se non ematiche, meritano comunque valutazione specialistica, particolarmente in presenza di fattori di rischio per patologia mammaria quali familiarità per tumori al seno, età superiore ai 40 anni o precedenti biopsie con risultati atipici. Il Percorso Diagnostico: Come si Arriva alla Diagnosi Di fronte a secrezioni dal capezzolo, il medico procede con un approccio sistematico che inizia con un'accurata anamnesi. Vengono indagate le caratteristiche della secrezione, la modalità di comparsa, la presenza di sintomi associati, l'eventuale assunzione di farmaci, la storia riproduttiva e l'eventuale familiarità per patologie mammarie. Particolare attenzione viene posta all'identificazione di fattori di rischio e alla presenza di segnali d'allarme. L'esame obiettivo comprende un'attenta ispezione e palpazione di entrambe le mammelle e delle regioni ascellari, la valutazione delle caratteristiche della secrezione e l'eventuale presenza di masse o altre anomalie. Il medico può tentare di identificare il dotto da cui origina la secrezione e valutare se questa sia spontanea o solo provocabile. Gli esami strumentali vengono selezionati in base al quadro clinico. L'ecografia mammaria rappresenta spesso l'indagine di prima scelta, particolarmente efficace nelle donne giovani e nella valutazione dei dotti retroareolari. La mammografia viene abitualmente eseguita nelle donne sopra i 40 anni o in presenza di specifiche indicazioni. La duttogalattografia, esame radiologico che prevede l'iniezione di mezzo di contrasto nel dotto secernente, può essere utile per visualizzare alterazioni intraduttali, sebbene sia meno utilizzata rispetto al passato. La risonanza magnetica mammaria viene riservata a casi selezionati, quando gli altri esami non risultino conclusivi o in presenza di alto rischio. Gli esami di laboratorio possono includere il dosaggio della prolattina, degli ormoni tiroidei e di altri parametri ormonali quando si sospetti una causa endocrinologica. L'esame citologico della secrezione, pur avendo limitazioni diagnostiche, può occasionalmente fornire informazioni utili. Opzioni Terapeutiche e Gestione Il trattamento delle secrezioni dal capezzolo dipende strettamente dalla causa sottostante identificata attraverso l'iter diagnostico. Quando viene documentata un'iperprolattinemia, la terapia può prevedere la sospensione o sostituzione di farmaci responsabili, il trattamento di eventuali disturbi tiroidei o l'utilizzo di farmaci dopaminergici in caso di adenomi ipofisari produttori di prolattina. Nelle condizioni infiammatorie come la mastite, il trattamento antibiotico mirato rappresenta la terapia d'elezione, eventualmente associato a terapia antinfiammatoria e, nei casi complicati da ascessi, a drenaggio chirurgico. L'ectasia duttale sintomatica può beneficiare di terapia conservativa con antinfiammatori e impacchi caldi, riservando l'escissione chirurgica dei dotti dilatati ai casi refrattari o particolarmente sintomatici. Il papilloma intraduttale viene generalmente trattato con escissione chirurgica del dotto interessato, procedura che consente sia la rimozione della lesione che la conferma istologica della sua natura benigna. Questo approccio risolve definitivamente il sintomo ed elimina ogni incertezza diagnostica. Quando tutti gli accertamenti escludono patologie significative e la secrezione non presenta caratteristiche preoccupanti, può essere adottato un approccio di osservazione clinica periodica, rassicurando la paziente sulla natura benigna del fenomeno ed evitando manovre di spremitura che potrebbero perpetuare o amplificare la secrezione. Consigli Pratici e Prevenzione Esistono alcuni accorgimenti pratici che possono aiutare a gestire e talvolta ridurre le secrezioni dal capezzolo. È fondamentale evitare di comprimere o spremere ripetutamente i capezzoli, poiché questa stimolazione meccanica può perpetuare e incrementare la produzione di secrezione. L'utilizzo di reggiseni adeguati, che offrano buon sostegno senza comprimere eccessivamente, contribuisce a ridurre gli stimoli irritativi. Prestare attenzione ai farmaci assunti e discutere con il proprio medico eventuali effetti collaterali rappresenta un aspetto importante della gestione. Mantenere un controllo dello stress attraverso tecniche di rilassamento, attività fisica regolare e adeguato riposo può influenzare positivamente l'equilibrio ormonale. Un'alimentazione equilibrata, ricca di frutta, verdura e antiossidanti, unitamente alla limitazione di caffeina e alcol, supporta la salute mammaria generale. La partecipazione ai programmi di screening mammografico secondo le indicazioni per fascia d'età e fattori di rischio, l'autoesame mensile del seno per familiarizzare con le proprie caratteristiche normali e identificare precocemente eventuali cambiamenti, rappresentano pilastri fondamentali della prevenzione e della diagnosi precoce. Quando Consultare il Medico È importante rivolgersi tempestivamente al proprio medico in presenza di secrezione ematica o siero-ematica, secrezione unilaterale persistente da un singolo dotto, presenza di noduli o masse palpabili associate, alterazioni della cute mammaria o del capezzolo, secrezione associata a dolore persistente, ingrossamento di linfonodi ascellari o secrezione che persiste nonostante la cessazione dell'allattamento da oltre un anno. Anche in assenza di segnali d'allarme, qualsiasi secrezione dal capezzolo che generi preoccupazione o che persista oltre qualche settimana merita una valutazione medica. Il confronto con uno specialista senologo o ginecologo permette di chiarire la natura del fenomeno, escludere condizioni significative e ricevere indicazioni appropriate per la gestione. Conclusione: L'Importanza della Consapevolezza Le secrezioni dal capezzolo rappresentano un sintomo comune che nella stragrande maggioranza dei casi riconosce cause benigne e gestibili. La chiave per affrontare questa situazione con serenità risiede nella conoscenza delle caratteristiche che distinguono le condizioni fisiologiche da quelle che richiedono attenzione medica, e nella tempestività con cui ci si rivolge allo specialista quando necessario. L'approccio diagnostico moderno, avvalendosi di tecnologie sempre più sofisticate e di protocolli consolidati, permette di giungere rapidamente a una diagnosi accurata e di implementare le strategie terapeutiche più appropriate. La collaborazione tra paziente e medico, fondata su una comunicazione aperta e sulla comprensione reciproca, rappresenta il fondamento per una gestione ottimale di questa problematica. Ricordiamo che la salute del seno merita attenzione costante ma non ansia eccessiva: l'ascolto del proprio corpo, la conoscenza dei segnali da non sottovalutare e il dialogo costruttivo con i professionisti sanitari costituiscono gli strumenti più efficaci per tutelare il proprio benessere e affrontare con consapevolezza qualsiasi eventuale problematica. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

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    alessiothodas.blog è il blog dedicato al Dott. Alessio Thodas, chirurgo senologo. Un punto di riferimento per salute del seno, prevenzione oncologica e chirurgia ricostruttiva. Senologia Prevenzione Salute Search alessiothodas.blog è uno spazio di informazione e divulgazione medico-scientifica dedicato alla salute del seno e alla prevenzione oncologica femminile. Tutti i contenuti pubblicati sono redatti e revisionati con attenzione, nel pieno rispetto delle fonti cliniche ufficiali e delle evidenze scientifiche più aggiornate. L’obiettivo è rendere la conoscenza medica chiara, comprensibile e affidabile, promuovendo la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce. Il progetto è curato da professionisti della comunicazione, con il contributo editoriale e scientifico del Dott. Alexios Thodas, chirurgo senologo e direttore dell’U.O.C. di Chirurgia Senologica presso l’IRCCS CROB di Rionero in Vulture, struttura di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale. alessiothodas.blog non è una testata giornalistica, non svolge attività promozionali o commerciali e non offre servizi sanitari diretti. Le informazioni fornite hanno esclusivamente finalità divulgative e non sostituiscono il parere medico o un consulto clinico personalizzato. Per ogni decisione relativa alla propria salute, è sempre necessario rivolgersi al medico di fiducia o agli specialisti di riferimento. Il Dott. Alexios Thodas è un Chirurgo Senologo con lunga esperienza nel trattamento delle patologie mammarie e nella cura dei tumori del seno. All’interno di questo progetto collabora a scopo esclusivamente divulgativo e informativo, contribuendo alla promozione della prevenzione e alla diffusione di una cultura della consapevolezza sulla salute femminile. La sua partecipazione non è collegata ad attività cliniche, promozionali o commerciali, e non sostituisce in alcun modo il parere medico professionale o un consulto specialistico diretto. Informazioni di base Dott. Alexios Thodas Direttore dell’U.O.C. di Chirurgia Senologica – IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ) Chirurgo Senologo, Esperto in Oncoplastica Mammaria e Trattamenti Integrati Pagina redatta da Isabella Radino – Digital Writer Esperienza, rigore scientifico e dedizione alla cura della donna Il Dott. Alexios Thodas è un chirurgo esperto nella chirurgia senologica oncologica. È attualmente Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Senologica presso l’IRCCS CROB di Rionero in Vulture, centro di eccellenza oncologica della Regione Basilicata. Con una carriera che attraversa oltre trent’anni di attività chirurgica, il Dott. Thodas ha unito competenza tecnica, attività clinica e sensibilità umana, contribuendo in modo significativo alla cura chirurgica del tumore al seno in Italia. Formazione e specializzazione Si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pavia con 110 e lode, completando successivamente la specializzazione in Chirurgia d’Urgenza e di Pronto Soccorso all’Università di Milano. Prosegue la formazione con esperienze internazionali, tra cui una fellowship chirurgica alla Brown University – Rhode Island Hospital (USA), e nel 2018 consegue un Master di II livello in Oncoplastica Mammaria e Trattamenti Integrati presso l’Università di Genova. Carriera e incarichi Dal 2023 è Direttore della Chirurgia Senologica del CROB di Rionero in Vulture , dopo aver ricoperto il ruolo di dirigente medico nella stessa Unità Operativa e, in precedenza, alla Breast Unit dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano. Per oltre vent’anni ha operato presso la Divisione di Chirurgia dell’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano, dove ha maturato una solida esperienza nella chirurgia oncologica e nella gestione multidisciplinare del paziente. Parallelamente all’attività clinica, ha svolto docenza universitaria presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, nel Corso di Laurea in Infermieristica, come Professore a contratto di Chirurgia Generale e Chirurgia in Area Critica (2012–2021). Competenze cliniche e scientifiche Il Dott. Thodas si occupa di: chirurgia oncologica della mammella, tecniche oncoplastiche e ricostruttive, chirurgia conservativa e chirurgia di riduzione del rischio per pazienti portatrici di mutazioni genetiche, gestione post-operatoria e riabilitazione senologica, approccio multidisciplinare all’ interno della Breast Unit. Il suo approccio si fonda sull’equilibrio tra efficacia chirurgica e rispetto della qualità della vita, ponendo la donna al centro di un percorso di cura personalizzato. Attività scientifica e pubblicazioni È autore e coautore di oltre 30 pubblicazioni scientifiche , apparse su riviste italiane e internazionali, riguardanti la chirurgia oncologica, mini-invasiva e senologica. Tra le più recenti: “Adenoid cystic carcinoma of the breast and intraoperative electron radiotherapy” (Future Oncology, 2021) “Third National Surgical Consensus Conference of the Italian Association of Breast Surgeons (ANISC) on Management after Neoadjuvant Chemotherapy” (EJSO, 2023) “B3 lesions of the breast and cancer risk” (Annali Italiani di Chirurgia, 2023) Ha partecipato come relatore e componente a consensus nazionali e congressi scientifici, collaborando con società mediche quali: AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica , ANISC – Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi, ACOI – Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani , SICCR – Società Italiana di Chirurgia Colon-Rettale , EATES – European Association for Trauma and Emergency Surgery . Lingue e formazione internazionale Parla fluentemente inglese, francese e greco, con certificazioni linguistiche conseguite presso l’Università di Cambridge e l’ Università Sorbonne di Parigi. L’ aggiornamento professionale continuo gli ha permesso di adoperare metodiche e protocolli chirurgici aggiornati e condivisi con la comunità scientifica italiana ed europea. Impegno umano e visione professionale “Ogni intervento è un atto di fiducia. La chirurgia senologica non è solo conoscenza e tecnica: è rispetto, ascolto e responsabilità.” — Dott. Alexios Thodas La visione del Dott. Thodas si basa su un concetto di medicina personalizzata, empatica e multidisciplinare, in cui la precisione chirurgica si unisce all’attenzione verso la persona nel suo insieme. Senologia ... Il tumore al seno, o carcinoma mammario, è una delle forme di cancro più frequenti nelle donne, anche se può manifestarsi, più raramente, anche negli uomini. La diagnosi precoce rappresenta un elemento decisivo per una gestione più efficace della malattia. La visita senologica è uno strumento fondamentale per identificare eventuali anomalie, come noduli o cambiamenti strutturali del seno. In base alla valutazione clinica, possono essere prescritti esami di imaging come mammografia ed ecografia, utili per approfondire il quadro diagnostico. In presenza di sospette alterazioni, può rendersi necessaria una biopsia, al fine di confermare la natura della lesione e stabilire il tipo e lo stadio del tumore. Questo consente di definire un percorso terapeutico personalizzato e tempestivo, basato sulle caratteristiche specifiche del caso. Dalla Prevenzione alla Cura Oncologica In questo blog, si affronta in modo chiaro e approfondito i principali temi legati alla salute del seno, spaziando dalla prevenzione e dall’autopalpazione consapevole, alla diagnosi precoce dei tumori mammari, fino alle più moderne opzioni di trattamento chirurgico e oncologico. Questo spazio nasce con l’intento di essere non solo informativo, ma anche un luogo di supporto e vicinanza. Si condividono consigli pratici, aggiornamenti scientifici e storie di pazienti che offrono speranza, forza e consapevolezza. Un blog pensato per diventare un punto di riferimento affidabile e umano, dove la senologia viene raccontata con competenza, rispetto e sensibilità, a misura di ogni donna. Da sapere Il tumore al seno, o carcinoma mammario, è una delle forme di cancro più frequenti nelle donne, anche se può manifestarsi, più raramente, anche negli uomini. La diagnosi precoce rappresenta un elemento decisivo per una gestione più efficace della malattia. La visita senologica è uno strumento fondamentale per identificare eventuali anomalie, come noduli o cambiamenti strutturali del seno. In base alla valutazione clinica, possono essere prescritti esami di imaging come mammografia ed ecografia, utili per approfondire il quadro diagnostico. In presenza di sospette alterazioni, può rendersi necessaria una biopsia, al fine di confermare la natura della lesione e stabilire il tipo e lo stadio del tumore. Questo consente di definire un percorso terapeutico personalizzato e tempestivo, basato sulle caratteristiche specifiche del caso. 🔍 Scopri di cosa tratta il blog “Senologia in Primo Piano” → approfondisci i temi su prevenzione, diagnosi e cura del tumore al seno. CAPIRE PER SCEGLIERE Featured Work

  • Progetto divulgazione tumore al seno | alessiothodas.blog

    Progetto di informazione e consapevolezza sulla salute femminile ideato da Isabella Radino con la collaborazione scientifica del Dott. Alexios Thodas, Direttore della Chirurgia Senologica dell’IRCCS CROB di Rionero. Un dialogo tra parole e medicina per promuovere prevenzione, screening e conoscenza del tumore al seno con linguaggio chiaro e basato su fonti scientifiche affidabili. Informare per prevenire: un progetto di divulgazione sulla salute femminile 🩺 Un progetto di informazione e consapevolezza sulla salute femminile ✍️ Scritto da Isabella Radino – Digital Writer Con la collaborazione scientifica del Dott. Alexios Thodas Direttore U.O.C. di Chirurgia Senologica – IRCCS CROB Rionero in Vulture. Un dialogo tra parole e medicina. Questo spazio nasce dall’incontro tra la scrittura digitale e la competenza medica. L’obiettivo è semplice ma profondo: rendere la conoscenza accessibile, chiara e umana, soprattutto quando si parla di salute femminile e prevenzione del tumore al seno. Ogni articolo è il risultato di un lavoro a quattro mani: Isabella Radino, Digital Writer, traduce in un linguaggio chiaro e comprensibile i concetti medici e scientifici. Il Dott. Alexios Thodas, chirurgo senologo e direttore della Chirurgia Senologica del CROB di Rionero in Vulture, garantisce la precisione scientifica e la correttezza clinica delle informazioni. La missione del blog Informare, sensibilizzare e accompagnare . Non è un portale di notizie, ma un luogo di approfondimento e fiducia, dove le persone possono trovare risposte affidabili e contenuti verificati, basati su :fonti istituzionali (Ministero della Salute, ISS, AIOM, AIRC, EUSOMA); esperienza clinica diretta; linguaggio empatico e trasparente. L’intento è quello di colmare la distanza tra i dati scientifici e le persone, aiutando ogni donna a comprendere l’importanza della prevenzione, dello screening e del dialogo con il proprio specialista. Un’informazione che nasce dal confronto “Ogni contenuto pubblicato nasce da un dialogo reale tra chi scrive e chi cura.”— Isabella Radino In ogni articolo troverai quindi la voce del medico e lo sguardo della scrittrice, insieme, per un’informazione che non è solo tecnica, ma anche umana. Valori del progetto Accuratezza scientifica: ogni tema è validato da fonti ufficiali e dal contributo del Dott. Thodas . Chiarezza divulgativa: linguaggio comprensibile, ma mai superficiale. Rispetto e sensibilità: la salute femminile è un tema che richiede empatia, attenzione e rispetto . Gli autori🖋 Isabella Radino – Digital Writer Appassionata di comunicazione e salute, trasforma il linguaggio medico in parole semplici, senza perdere il rigore dell’informazione. Si occupa di scrittura digitale, contenuti web e divulgazione sanitaria. Dott. Alexios Thodas – Chirurgo Senologo Direttore della U.O.C. di Chirurgia Senologica presso l’IRCCS CROB di Rionero in Vulture. Esperto in diagnosi, chirurgia del carcinoma mammario .Collabora alla revisione e alla supervisione scientifica dei contenuti del blog.🌷 Un invito alla consapevolezza. Questo blog vuole essere un punto di riferimento per chi cerca informazioni vere, spiegate con chiarezza e rispetto. Ogni parola nasce dal desiderio di aiutare le persone a comprendere, scegliere e prendersi cura di sé. Isabella Radino – Digital Writer Con la collaborazione scientifica del Dott. Alexios Thodas

  • FAQ | alessiothodas.blog

    Domande frequenti sulla salute del seno, la prevenzione e le terapie oncologiche. A cura del Dott. Alessio Thodas, chirurgo senologo. Risposte chiare e basate su evidenze scientifiche. FAQ generale Questa sezione raccoglie le domande più frequenti che riceviamo in tema di salute del seno, prevenzione e diagnosi precoce. Le risposte non sostituiscono in alcun modo il parere del medico, ma hanno l’obiettivo di fornire informazioni chiare e affidabili per orientarsi tra esami, procedure e possibili condizioni cliniche come mammografia, mammelle ectopiche e terapie chirurgiche. Per qualsiasi dubbio personale o sintomo sospetto è sempre raccomandato rivolgersi a uno specialista in senologia o al proprio medico di fiducia. Quando fare la mammografia ? La mammografia è raccomandata dai 40 anni in caso di fattori di rischio familiari e dai 50 anni per tutte le donne. La frequenza è ogni 1–2 anni, salvo diversa indicazione medica. Cosa fare se sento un nodulo al seno? È importante rivolgersi subito al medico o al centro di senologia. Saranno prescritti esami diagnostici come ecografia, mammografia o biopsia per chiarire la natura del nodulo. Qual è la differenza tra mastectomia e chirurgia conservativa? La mastectomia prevede la rimozione completa della mammella, mentre la chirurgia conservativa elimina solo la parte malata, preservando il resto del seno. L’ecografia mammaria sostituisce la mammografia? No, l’ecografia è un esame complementare, utile soprattutto nelle donne giovani con seno denso. La mammografia resta il metodo principale per la diagnosi precoce del tumore al seno.

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