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- TUMORE AL SENO: MENO MORTALITA'
ITumore al seno 2025: meno mortalità, nuove cure personalizzate e perché la prevenzione resta fondamentale Nel 2025, parlare di tumore al seno significa anche parlare di progressi: diagnosi sempre più precise, terapie più efficaci e una tendenza complessiva a esiti migliori rispetto al passato. In Italia, per esempio, la sopravvivenza a 5 anni per il tumore della mammella è stimata intorno all’ 86% , con valori medi superiori a quelli europei. AIRC Il messaggio chiave, però, resta invariato: le cure migliorano, ma la prevenzione (soprattutto tramite screening e diagnosi precoce ) continua a essere la strategia più potente per aumentare le possibilità di guarigione e ridurre trattamenti invasivi. Per approfondire i dati ufficiali italiani puoi consultare la sintesi divulgativa di AIRC: [“Numeri del cancro 2025”][airc-numeri-2025]. AIRC Tumore al seno: meno mortalità le ultime novità 2025 su sintomi, diagnosi precoce e terapie mirate Sintomi: cosa osservare senza allarmismi Molti tumori nelle fasi iniziali non danno sintomi : ecco perché lo screening è così importante. Detto questo, è bene riferire al medico (senza attendere mesi) segnali come: comparsa di un nodulo al seno o all’ascella; retrazioni o cambiamenti della pelle (aspetto a “buccia d’arancia”, fossette nuove, arrossamenti persistenti); cambiamento recente della forma del seno; secrezioni dal capezzolo (specie se spontanee e/o con sangue); capezzolo che rientra o cambia aspetto. Parola chiave: la cosa giusta non è “allarmarsi”, ma valutare presto . Diagnosi precoce: perché oggi è più precisa Nel tumore al seno: meno mortalità , la diagnosi è diventata sempre più accurata e strutturata su più livelli, grazie all’integrazione di valutazioni cliniche e strumenti diagnostici avanzati. Oggi il percorso diagnostico si basa sulla combinazione di: visita clinica approfondita , con raccolta della familiarità e dei principali fattori di rischio ; esami di imaging , come mammografia ed ecografia , con eventuale risonanza magnetica in situazioni selezionate; quando indicato, biopsia , fondamentale per definire con certezza la natura della lesione. La svolta non riguarda solo la possibilità di scoprire la malattia in fase precoce , ma anche quella di comprenderne meglio le caratteristiche biologiche . Nel tumore al seno 2025: meno mortalità , infatti, le decisioni terapeutiche dipendono sempre più dal profilo biologico del tumore , come la presenza dei recettori ormonali , lo stato HER2 e altri parametri specifici. È proprio questa maggiore precisione diagnostica a rendere possibile una vera personalizzazione delle cure , uno dei fattori che contribuisce in modo determinante alla riduzione della mortalità osservata negli ultimi anni. Terapie mirate e cure personalizzate: cosa significa davvero nel 2025 Quando si parla di cure personalizzate , non si intende una formula generica: si intende che le terapie vengono scelte in base a caratteristiche misurabili, come: HR positivo (recettori ormonali presenti) o no; stato HER2 (positivo, oppure HER2-low / HER2-ultralow ); stadio della malattia, risposta alle terapie precedenti, condizioni generali. 1) HR positivo / HER2 negativo: terapie endocrine “rafforzate” in casi selezionati Per alcune pazienti con tumore iniziale a rischio più alto di recidiva, in Europa è prevista (in contesti clinici specifici e controllati) la possibilità di associare alla terapia endocrina farmaci mirati come per esempio il ribociclib. La scheda ufficiale europea è pubblicata da EMA: [Kisqali (ribociclib) – EPAR EMA][ema-kisqali]. European Medicines Agency (EMA) Traduzione semplice: in alcuni casi, oltre alla terapia ormonale “di base”, si aggiunge un trattamento mirato per ridurre ulteriormente il rischio che la malattia possa tornare. 2) HER2-low e HER2-ultralow: perché cambia il modo di leggere i referti Nel 2025 è sempre più rilevante distinguere anche i tumori HER2-low e HER2-ultralow , perché alcune terapie mirate possono essere indicate proprio in questi profili, soprattutto nelle forme avanzate/non resecabili. Il riferimento regolatorio europeo è EMA: European Medicines Agency (EMA) Messaggio pratico: la qualità del referto e dei test (anatomia patologica) è decisiva perché può aprire opzioni terapeutiche che, fino a pochi anni fa, non erano disponibili per quelle categorie. 3) Anticorpi farmaco-coniugati (ADC): perché se ne parla tanto Gli ADC sono farmaci che combinano un “riconoscitore” (anticorpo) con un “carico” terapeutico: l’obiettivo è colpire più selettivamente le cellule tumorali. Non sono adatti a tutti i casi, ma rappresentano una delle aree più dinamiche della ricerca e dell’innovazione clinica. Mammografia e screening del tumore al seno: cosa cambia nel 2025 e come prenotare l’esame in Italia A chi è rivolto lo screening e ogni quanto si fa In Italia, lo screening mammografico organizzato si rivolge in genere alle donne 50–69 anni , con mammografia ogni 2 anni . In alcune Regioni, in linea con raccomandazioni europee, l’offerta può essere estesa a fasce più ampie (ad esempio 45–74 ). Fonti istituzionali: [Ministero della Salute – Screening cancro del seno][ms-screen-seno] e [ISS – EpiCentro (screening)][iss-screening]. Ministero della Salute+1 Un dato importante, spesso poco conosciuto: la copertura non è uniforme e persiste un gradiente territoriale; l’ISS (sorveglianza PASSI) descrive differenze Nord–Sud nella copertura complessiva dello screening mammografico. EpiCentro Cosa cambia nel 2025: l’obiettivo è aumentare adesione e qualità Il 2025 consolida una direzione chiara: aumentare l’adesione allo screening e recuperare chi lo rimanda; rendere più omogenea l’offerta sul territorio; rafforzare qualità e percorsi di approfondimento (quando serve). Per una panoramica tecnica ma autorevole sulle raccomandazioni e l’organizzazione degli screening a livello europeo, esiste anche una Raccomandazione del Consiglio UE dedicata all’approccio europeo agli screening oncologici [eu-screening]. EUR-Lex Come prenotare una mammografia in Italia (guida semplice) 1) Se rientri nello screening organizzato (di solito 50–69, talvolta 45–74) spesso arriva un invito (lettera/SMS/contatto regionale) con data e sede; per spostare l’appuntamento si usa il numero o il portale indicato nell’invito. 2) Se rientri nella fascia ma non ti è arrivato l’invito contatta CUP/ASL o il distretto; chiedi al medico di famiglia come attivare il percorso nella tua zona (le procedure cambiano per Regione). 3) Se hai sintomi o alto rischio Qui non è “screening” ma percorso diagnostico : medico di famiglia o Breast Unit /senologia; l’obiettivo è una valutazione più rapida e mirata (mammografia/eco e, se indicato, biopsia). Perché la prevenzione resta fondamentale anche con terapie più efficaci I progressi terapeutici sono reali, ma la prevenzione resta centrale per tre motivi molto concreti: La diagnosi precoce aumenta le probabilità di cure meno aggressive e più efficaci. Riduce la probabilità di scoprire la malattia in fase avanzata. Migliora la qualità della vita lungo tutto il percorso. Per dati e contesto epidemiologico italiano (con numeri e trend) è utile anche la pagina ufficiale AIOM: [“I numeri del cancro in Italia”][aiom-numeri]. AIOM+1 Conclusione Il 2025 conferma una traiettoria incoraggiante: migliori risultati clinici, maggiore precisione diagnostica e terapie mirate sempre più “su misura”. Ma la regola più importante resta semplice: aderire allo screening quando previsto e non rimandare una valutazione in presenza di segnali nuovi.
- AUMENTO DIAGNOSI SOTTO I 50 ANNI: TUMORE AL SENO NELLE DONNE GIOVANI E SCREENING ANTICIPATO
Negli ultimi anni sta crescendo l’attenzione verso l’ aumento diagnosi sotto i 50 anni di tumore al seno. Non significa che il rischio sia “alto per tutte”, ma che una quota maggiore di diagnosi riguarda donne più giovani rispetto al passato. Questo tema sta portando a parlare sempre più spesso di tumore al seno giovani e di come migliorare informazione, valutazione del rischio e, in alcuni casi, screening anticipato . Cosa significa aumento diagnosi sotto i 50 anni Quando si parla di aumento diagnosi sotto i 50 anni , ci si riferisce a un trend osservato in diversi Paesi: una crescita progressiva dei casi diagnosticati tra i 20 e i 49 anni Le ragioni non sono mai “una sola” e, in parte, il fenomeno può dipendere anche da: maggiore attenzione ai sintomi e accesso alle visite; uso più diffuso di esami nelle donne con fattori di rischio; cambiamenti nello stile di vita e in alcuni fattori ambientali (che la ricerca continua a studiare). Perché il tema aumento diagnosi sotto i 50 anni riguarda le donne giovani Con l’espressione tumore al seno giovani di solito si indicano le diagnosi sotto i 40–45 anni (ma il trend più discusso è l’ aumento diagnosi sotto i 50 anni ). In età più giovane possono verificarsi alcune criticità: maggiore probabilità di diagnosi tardiva se i segnali vengono sottovalutati; bisogno di percorsi dedicati (anche per fertilità, gravidanza, impatto psicologico e lavorativo); in una parte dei casi, caratteristiche biologiche più “attive”, che richiedono strategie di cura ben coordinate. Screening anticipato e aumento diagnosi sotto i 50 anni : cosa sapere davvero È importante distinguere tra: Screening per la popolazione “a rischio medio” In Italia, i programmi di screening organizzato offrono in genere la mammografia ogni 2 anni nella fascia 50–69 anni; in alcune Regioni l’offerta è stata estesa anche 45–74 . Ministero della Salute Screening anticipato “personalizzato” per chi ha rischio aumentato In presenza di familiarità importante (ad esempio parenti stretti con diagnosi in età giovane) o di mutazioni BRCA1/BRCA2 , il percorso può cambiare e diventare più precoce e più intensivo, spesso con una combinazione di: visita senologica e valutazione del rischio; risonanza magnetica (in casi selezionati); mammografia e/o ecografia secondo indicazione specialistica. ➡️ Il punto chiave: lo screening anticipato non è “uguale per tutte”, ma va definito in base al profilo di rischio. Sintomi da non sottovalutare nelle donne giovani Anche quando non si rientra nelle fasce di età dello screening organizzato, è fondamentale conoscere i segnali che meritano una valutazione medica: nodulo o ispessimento al seno o sotto l’ascella cambiamento di forma o dimensioni del seno alterazioni della pelle (arrossamento persistente, “buccia d’arancia”, retrazioni) secrezioni dal capezzolo, soprattutto se con sangue dolore localizzato persistente associato a cambiamenti visibili (non sempre è un segnale di tumore, ma va valutato) Come proteggersi: informazione, stile di vita e controllo del rischio L’ aumento diagnosi sotto i 50 anni non deve generare allarme, ma consapevolezza. Le azioni più utili sono: Conoscere la storia familiare Ricostruire i casi in famiglia (chi, che tumore, a che età). Parlarne con il medico per capire se serve una consulenza genetica . Curare i fattori modificabili mantenere un peso nella norma; attività fisica regolare; consumo moderato di alcol; non fumare. Fare controlli coerenti con età e rischio non “aspettare lo screening” se compaiono sintomi; seguire le indicazioni del proprio specialista se il rischio è aumentato. Approfondimenti (2 fonti autorevoli) Ministero della Salute – Screening per il cancro del seno Ministero della Salute Istituto Superiore di Sanità (EpiCentro) – Screening oncologici e screening mammografico epicentro.iss Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- DOMANDE FREQUENTI SUL CANCRO AL SENO: PREVENZIONE, DIAGNOSI, TERAPIE E VITA QUOTIDIANA
Il cancro al seno (spesso chiamato anche “tumore al seno”) può far nascere molte domande, soprattutto quando compare un dubbio, un sintomo o arriva una diagnosi. In questa guida trovi le domande frequenti sul cancro al seno più comuni, spiegate con parole semplici: dai controlli alla diagnosi, dalle cure agli aspetti pratici della vita di tutti i giorni. Prevenzione e controlli: quando preoccuparsi? Devo fare controlli anche se non ho casi in famiglia? Sì. La familiarità è un fattore di rischio importante, ma non è l’unico: molte diagnosi avvengono anche in donne senza parenti colpiti. Per questo è utile aderire ai programmi di screening e fare controlli regolari in base all’età e alla storia personale. A che età iniziare mammografia ed ecografia? Dipende dal profilo di rischio e dai programmi di screening della propria Regione. In Italia lo screening organizzato con mammografia è tipicamente rivolto a determinate fasce d’età e con cadenza stabilita (di solito biennale), con possibili estensioni in alcune Regioni. Ministero della Salute L’ ecografia può essere consigliata come esame di completamento in situazioni specifiche (ad esempio seno denso o dubbi alla mammografia), su indicazione medica. Cosa significa “seno denso” nel referto? Il “ seno denso ” indica una maggiore presenza e compatezza di tessuto ghiandolare/fibroso rispetto al tessuto adiposo. Questo può rendere più difficile vedere alcune lesioni alla sola mammografia; per questo il medico può associare ecografia e programmare controlli più personalizzati. Quali segnali non devo ignorare? Senza allarmismi, è opportuno chiedere una valutazione medica se compaiono: un nodulo nuovo che non regredisce /scompare; alterazioni della pelle (rientramenti, “buccia d’arancia”); cambiamenti del capezzolo (rientramento/retrazione recente, secrezioni, soprattutto se con sangue); gonfiore o noduli in ascella. Diagnosi: quali domande fare al medico Che tipo di cancro al seno ho e a che stadio è? Alla diagnosi, le informazioni più utili per orientarsi sono: dimensione della lesione o numero di lesioni; coinvolgimento dei linfonodi ascellari ; eventuale presenza di malattia in altre sedi; caratteristiche biologiche del tumore (che guidano le cure). Lo stadio non è un “voto”: serve a scegliere la strategia terapeutica più adatta. Cosa significa “ormonale”, “HER2 positivo” o “triplo negativo”? Sono sottotipi definiti da recettori e proteine presenti (o assenti) sulle cellule tumorali: recettori ormonali positivi: spesso rispondono a terapie ormonali ; HER2 positivo : può beneficiare di farmaci mirati anti-HER2; triplo negativo : non esprime recettori ormonali né HER2 e, in alcuni casi selezionati, può prevedere anche immunoterapia associata alla chemioterapia. AIRC+1 Come si capisce se sono coinvolti i linfonodi? Il team può valutare i linfonodi con visita, ecografia e, quando indicato, con procedure chirurgiche come la biopsia del linfonodo sentinella . Capire lo stato linfonodale aiuta a definire il percorso di cura e i controlli successivi. Terapie: perché a volte si fa chemio e altre no? Perché alcune donne fanno chemioterapia e altre no? La chemioterapia non è automatica per tutte: dipende da stadio, sottotipo biologico, aggressività e rischio di recidiva. In alcune situazioni possono essere sufficienti chirurgia e terapie mirate (ormonali o biologiche); in altre la chemio riduce in modo significativo il rischio di ritorno della malattia. Cos’è la chemio “prima” dell’intervento (neoadiuvante)? La chemioterapia neoadiuvante si somministra prima dell’operazione per: ridurre le dimensioni del tumore; favorire un intervento più conservativo quando possibile; valutare quanto il tumore risponde ai farmaci. È una strategia frequentemente usata in tumori più aggressivi o localmente avanzati. Quando si usano farmaci mirati o immunoterapia? Dipende dal sottotipo. Nei tumori HER2 positivi sono disponibili terapie mirate; nel triplo negativo alcuni protocolli includono anche immunoterapia in casi selezionati. AIRC+1 Quali effetti collaterali devo aspettarmi? Gli effetti variano molto da persona a persona e dal tipo di trattamento. Tra i più comuni: stanchezza ; nausea o disturbi gastrointestinali; caduta dei capelli (con alcuni schemi di chemio); cambiamenti cutanei con radioterapia; vampate, secchezza, variazioni del ciclo con terapie ormonali. Oggi esistono molte terapie di supporto per ridurre i sintomi e proteggere la qualità di vita: è sempre utile segnalare subito i disturbi al team curante. Vita quotidiana: lavoro, famiglia, corpo e relazioni Dopo l’intervento quanto tempo serve per recuperare? I tempi dipendono da: tipo di intervento (conservativo o mastectomia); eventuale ricostruzione; condizioni generali e lavoro svolto. Molte persone riprendono gradualmente le attività in alcune settimane (abitualmente 2-3), con indicazioni precise su movimento del braccio, cicatrice e (quando serve) fisioterapia. Posso lavorare durante le cure? Alcune donne riescono a lavorare, magari con orario ridotto o mansioni adattate; altre preferiscono fermarsi. La scelta più equilibrata nasce spesso dall’incontro tra: livello di energie (che può cambiare nel tempo), tipo di terapia, caratteristiche del lavoro, confronto con oncologo e medico competente aziendale. Sessualità e immagine corporea: cosa è normale provare? È normale attraversare fasi di fragilità: cicatrici, cambiamenti fisici e ormonali possono influire su desiderio e autostima. In molti casi aiutano: comunicazione chiara con il partner; consulenza psicologica o sessuologica quando i pensieri diventano difficili da gestire; gruppi di supporto, se graditi. Rischio genetico e controlli dopo le cure. Domande frequenti sul cancro al seno Devo fare il test genetico (BRCA e altri)? Non è indicato per tutte. In genere si valuta quando ci sono: più casi in famiglia (seno/ovaio e altri tumori correlati), diagnosi in età giovane (prima dei 40 anni), caratteristiche specifiche del tumore. La consulenza genetica serve a capire se il test può cambiare davvero prevenzione, controlli e scelte terapeutiche. Cosa posso fare per ridurre il rischio e il rischio di recidiva? In generale (salvo diverse indicazioni mediche) contano: aderenza alle terapie prescritte; attività fisica regolare compatibile con le proprie condizioni; peso nella norma; limitare alcol e fumo; presentarsi ai controlli programmati. Ogni quanto fare i controlli di follow-up? Il calendario è personalizzato e dipende da tipo di tumore, terapie ricevute e rischio individuale. La regola pratica è: rispettare gli appuntamenti e segnalare tempestivamente sintomi nuovi o dubbi, senza aspettare il controllo successivo. FAQ veloci Il cancro al seno fa sempre male? No. Nelle fasi iniziali può non dare dolore: è per questo che screening e controlli sono importanti. Un nodulo al seno è sempre cancro? No. La maggior parte dei noduli sono benigni. Tuttavia, solo visita ed esami appropriati possono chiarire con certezza: prima si verifica, prima si riduce l’ansia e, se necessario, si interviene in tempo. Risorse autorevoli (2 link) Ministero della Salute – Screening per il cancro del seno . Ministero della Salute Fondazione AIRC – Tumore del seno: sintomi, prevenzione, diagnosi . AIRC Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- INGROSSAMENTO DELLA MAMMELLA: CAUSE, SINTOMI E QUANDO PREOCCUPARSI
L’ ingrossamento della mammella è un fenomeno piuttosto comune che può interessare sia le donne che, in alcuni casi, anche gli uomini. Nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione temporanea o benigna, ma in alcune situazioni può essere un segnale da non trascurare .Capire le possibili origini aiuta a gestire meglio il problema e a rivolgersi con maggiore consapevolezza al medico. Cos’è l’ingrossamento della mammella L’ingrossamento della mammella consiste in un aumento visibile o percepibile del volume di uno o di entrambi i seni. Può essere accompagnato da dolore, tensione, gonfiore o da una maggiore sensibilità al tatto. Il fenomeno può avere origini ormonali, infiammatorie o, più raramente, tumorali . Cause più comuni Di seguito le principali cause di ingrossamento del seno nelle donne e negli uomini. 1. Cause ormonali Ciclo mestruale: gli sbalzi ormonali che precedono le mestruazioni possono causare ritenzione di liquidi e gonfiore (congestione) del seno. Gravidanza e allattamento: l’aumento degli ormoni estrogeni e prolattina stimola la crescita delle ghiandole mammarie. Menopausa: le variazioni ormonali possono alterare temporaneamente la struttura del tessuto mammario. 2. Farmaci e sostanze Alcuni farmaci, come contraccettivi orali , terapie ormonali o antidepressivi , antiipertensivi, farmaci per l' ipertrofia prostatica possono favorire un temporaneo ingrossamento del seno .Anche l’assunzione di anabolizzanti , alcol e droghe può interferire con gli equilibri ormonali. 3. Processi infiammatori o cisti Un’infiammazione ( mastite ) o la formazione o aumento di volume di una cisti possono generare gonfiore, dolore e aumento di volume localizzato. In questi casi spesso si avverte anche calore o arrossamento cutaneo . 4. Ginecomastia nell’uomo Negli uomini, l’ingrossamento mammario prende il nome di ginecomastia . È causato da un aumento degli estrogeni o da un calo del testosterone , spesso legato a farmaci, obesità o disturbi endocrini . Tumori Alcuni tipi di tumore, se a crescita rapida, possono portare a un rapido aumento delle dimensioni del seno. Quando preoccuparsi e rivolgersi al medico È importante consultare un medico, preferibilmente uno specialista senologo o endocrinologo , se l’ingrossamento: interessa un solo seno è associato a secrezioni o variazioni del capezzolo comporta la comparsa di noduli duri o ispessimento della cute si accompagna a dolore persistente o arrossamento non regredisce dopo qualche settimana Una valutazione clinica con ecografia o mammografia aiuterà a chiarire la causa e, se necessario, a impostare un percorso terapeutico. Come alleviare i sintomi In caso di gonfiore benigno , possono aiutare piccoli accorgimenti quotidiani: indossare reggiseni comodi e di sostegno limitare il consumo di caffeina e sale mantenere un’ alimentazione equilibrata applicare impacchi freschi per ridurre il gonfiore consultare il medico prima di assumere integratori o farmaci ormonali Conclusione L’ ingrossamento della mammella è un sintomo che nella maggior parte dei casi ha cause temporanee e benigne , ma è sempre bene monitorarlo .Una corretta valutazione precoce permette di distinguere le situazioni innocue da quelle che richiedono un approfondimento medico, tutelando la salute del seno e la tranquillità di chi ne soffre . Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- TUMORE AL SENO: I DATI DALL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' SPIEGATI DAL DOTT. ALEXIOS THODAS
Autore: Isabella Radino Con la collaborazione scientifica del Dott. Alexios Thodas Direttore U.O.C. di Chirurgia Senologica – IRCCS CROB Rionero in Vulture Perché i dati epidemiologici sono fondamentali nella prevenzione Conoscere i numeri reali del tumore al seno è il primo passo per combatterlo. Ogni anno in Italia si registrano circa 60.000 nuovi casi di carcinoma mammario, un dato che conferma l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce . L’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) , attraverso il portale EpiCentro , raccoglie e aggiorna costantemente le informazioni provenienti dai registri tumori regionali e dai sistemi di sorveglianza sanitaria. Queste analisi permettono di comprendere quanto è diffuso il tumore al seno, come variano i dati nelle diverse regioni e quanto gli screening mammografici stiano contribuendo a ridurre la mortalità. L’andamento del tumore al seno in Italia Secondo i dati riportati da EpiCentro (ISS) : Il carcinoma mammario è la neoplasia più frequente tra le donne italiane. La mortalità è in diminuzione costante, grazie ai programmi di screening e ai progressi terapeutici. La partecipazione allo screening mammografico rimane l’elemento chiave per individuare precocemente la malattia. Il Dott. Alexios Thodas , Direttore della Chirurgia Senologica del CROB di Rionero, commenta: “Dietro ogni numero c’è una storia di prevenzione. I dati epidemiologici ci aiutano a capire dove intervenire meglio, a pianificare le campagne di sensibilizzazione e a garantire cure sempre più personalizzate.” Sorveglianza e indicatori PASSI L’ISS monitora i comportamenti preventivi della popolazione attraverso il sistema PASSI ( Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia ), che misura anche la copertura dello screening mammografico . Questi dati mostrano quanto la partecipazione ai programmi di prevenzione vari da regione a regione e aiutano le autorità sanitarie a migliorare l’adesione. 📊 Per consultare le informazioni ufficiali e aggiornate:👉 Screening mammografico – EpiCentro (Istituto Superiore di Sanità) (Fonte: Istituto Superiore di Sanità – Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute) Conclusioni La conoscenza dei dati epidemiologici non è un esercizio statistico, ma una forma concreta di tutela della salute.Grazie al lavoro dell’ Istituto Superiore di Sanità e di professionisti come il Dott. Alexios Thodas , oggi possiamo disporre di informazioni affidabili che orientano la prevenzione e migliorano l’efficacia delle cure. Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- QUANDO LE CICATRICI DIVENTANO SIMBOLO DI FORZA
Ogni cicatrice racconta una storia. Nel percorso di cura del seno, il corpo cambia, ma ciò che rimane non è un segno di sconfitta — è una testimonianza di rinascita . Il libro “ Preziose cicatrici ” è un racconto corale che raccoglie esperienze di donne che, dopo un tumore al seno, hanno trovato il coraggio di guardarsi allo specchio con occhi nuovi. Parla di dolore, resilienza, femminilità e di quella forza che nasce proprio quando ci si sente più fragili. 📖 Consigliato per: chi sta affrontando o ha affrontato un intervento al seno; chi desidera capire come sostenere una persona cara; chi vuole trovare parole autentiche per raccontare la propria rinascita. 👉 Acquista Preziose cicatrici su Amazon (link affiliato Amazon) Perché questo libro è così importante... e anche le cicatrici “Preziose cicatrici ” non è solo un titolo: è un modo diverso di parlare del corpo e della guarigione . Nel blog del Dott. Thodas, ogni contenuto nasce per diffondere educazione alla consapevolezza : la malattia non deve togliere dignità o identità, ma aprire uno spazio di conoscenza e accettazione. Leggere storie vere aiuta a: normalizzare l’esperienza della chirurgia senologica; ridurre la paura dell’intervento e del cambiamento fisico; trovare una voce condivisa nel percorso di cura. Etica e trasparenza del suggerimento editoriale Questo articolo contiene un link di affiliazione Amazon . Ciò significa che, se deciderai di acquistare il libro tramite il link fornito, il sito potrebbe ricevere una piccola commissione , senza alcun costo aggiuntivo per te. 💠 Tuttavia: la segnalazione del libro non nasce da alcun accordo commerciale con case editrici o autori; non esiste nessun legame economico o promozionale tra il Dott. Alexios Thodas e gli editori; la scelta dei titoli consigliati avviene solo per valore culturale e divulgativo , in coerenza con la missione del blog: educare alla salute, con rispetto e sensibilità. Tutti i contenuti del sito hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico o le indicazioni cliniche personalizzate. Programma di affiliazione Amazon: cosa significa davvero Il Programma Affiliazione Amazon è un servizio ufficiale che consente ai siti web di segnalare prodotti (come libri o materiali divulgativi) e ricevere una piccola provvigione per ogni acquisto effettuato tramite i link affiliati. Non comporta costi aggiuntivi per chi acquista. È regolamentato dalle norme europee in materia di trasparenza e pubblicità. Ogni link viene identificato dal tag rel="nofollow sponsored" per rispetto delle linee guida SEO di Google. Nel contesto del blog di Thodas, l’affiliazione è utilizzata in chiave etica e informativa :serve a sostenere la divulgazione gratuita , permettendo di mantenere i contenuti accessibili a tutti, senza pubblicità invasiva o sponsorizzazioni mediche. Un invito alla lettura consapevole Leggere “Preziose cicatrici” significa abbracciare la propria storia, anche quando la pelle ne porta i segni. Ogni pagina invita a riconoscere la bellezza della guarigione e il valore umano che si nasconde dietro ogni ferita. 👉 Scopri il libro su Amazon (link affiliato, segnalazione etica e trasparente) Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- LINEE GUIDA AIOM SUL CARCINOMA MAMMARIO: IL PUNTO DEL DOTT. THODAS
Autore: Isabella R. (Digital Writer in ambito medico-scientifico) *Con la collaborazione scientifica del Dott. Alexios Thodas Direttore U.O.C. di Chirurgia Senologica – IRCCS CROB Rionero in Vulture" Cosa sono le Linee guida AIOM Le Linee guida AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) sono documenti ufficiali elaborati da esperti italiani di oncologia che raccolgono le raccomandazioni più aggiornate per la diagnosi, il trattamento e il follow-up del carcinoma mammario Ogni anno vengono riviste e pubblicate sul portale ufficiale dell'associazione, per garantire che medici e strutture sanitarie abbiano sempre accesso a indicazioni basate sull'evidenza scientifica più recente. Per le raccomandazioni cliniche ufficiali consulta Linee guida AIOM 2023 – Carcinoma mammario in stadio precoce (AIOM – aiom.it ). Aiom L'importanza clinica delle linee guida Secondo il Dott. Alexios Thodas, Direttore della Chirurgia Senologica dell'IRCCS CROB di Rionero, le linee guida AIOM rappresentano una bussola clinica per ogni specialista che si occupa di tumori della mammella: "Le linee guida AIOM assicurano uniformità di trattamento in tutto il territorio nazionale. Permettono di scegliere per ogni paziente la strategia terapeutica più efficace, fondata su dati solidi e condivisi dalla comunità scientifica." Un approccio multidisciplinare Oltre agli aspetti oncologici, i documenti AIOM integrano raccomandazioni multidisciplinari che coinvolgono: chirurghi senologi, oncologi medici, radioterapisti, radioologi e anatomo-patologi, psico-oncologi e infermieri specializzati. Questo approccio integrato riflette l'evoluzione della Breast Unit moderna, dove ogni decisione terapeutica viene discussa collegialmente nel team multidisciplinare (MDT). Le principali novità delle linee guida AIOM Negli ultimi aggiornamenti, le linee guida AIOM hanno introdotto importanti elementi su: terapie neoadiuvanti e adiuvanti personalizzate in base ai profili biologici del tumore; utilizzo esteso dei test genomici per valutare il rischio di recidiva; indicazioni specifiche per i carcinomi triplo negativi (TNBC) e le mutazioni BRCA; attenzione crescente alla qualità di vita e alla riabilitazione post-chirurgica. Il Dott. Thodas sottolinea come la chirurgia senologica moderna sia sempre più conservativa e funzionale, e che le linee guida AIOM rappresentano un punto di riferimento per scegliere quando e come intervenire, bilanciando radicalità e sicurezza. Perché sono importanti anche per i pazienti Le linee guida non sono solo per gli specialisti: ogni paziente può trarne vantaggio, perché garantiscono: trasparenza delle scelte terapeutiche, uniformità di trattamento in tutta Italia, diritto a ricevere cure basate su evidenze scientifiche. Conoscerle, anche in modo generale, aiuta le donne a dialogare in modo più consapevole con il proprio team medico. Conclusioni Grazie al lavoro coordinato di esperti come il Dott. Alexios Thodas, l'obiettivo è garantire percorsi di cura sempre più precisi, personalizzati ed efficaci. Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- SCREENING MAMMOGRAFICO: PERCHE' E' FONDAMENTALE PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO
Scopri cos’è lo screening mammografico , ogni quanto va fatto e perché è il principale strumento di prevenzione del tumore al seno .Indicazioni ufficiali dal Ministero della Salute e dal Dott. Alexios Thodas, Chirurgo Senologo . La prevenzione parte dalla diagnosi precoce Lo screening mammografico è la forma più efficace di prevenzione del tumore al seno . Permette di individuare lesioni sospette molto prima che compaiano sintomi clinici, offrendo così maggiori possibilità di cura e trattamenti meno invasivi . L’obiettivo è semplice ma vitale: diagnosticare presto per salvare vite . Per questo il Dott. Alexios Thodas , Direttore della Chirurgia Senologica presso il CROB di Rionero in Vulture , sottolinea quanto sia importante che ogni donna si attenga ai programmi di screening attivi nella propria regione . Per chi è lo screening mammografico e con quale frequenza In Italia, il programma di screening mammografico è gratuito per le donne tra 50 e 69 anni , che vengono invitate ogni due anni tramite lettera o contatto diretto dal proprio centro di riferimento. In molte regioni, tra cui la Basilicata , lo screening è esteso anche alla fascia 45–74 anni , secondo le più recenti indicazioni. Oltre l’età di screening, la mammografia può essere comunque indicata su base clinica o familiare , in caso di familiarità per carcinoma mammario o mutazioni genetiche note (come BRCA1 e BRCA2 ). Linee guida ufficiali Il Ministero della Salute fornisce indicazioni chiare sui programmi di prevenzione , frequenza degli esami e modalità di accesso per ogni regione italiana. Puoi consultare le raccomandazioni aggiornate direttamente alla fonte istituzionale: 👉 Screening mammografico – Ministero della Salute (Fonte ufficiale: Ministero della Salute – Screening mammografico e programmi di prevenzione dei tumori) Dove rivolgersi in Basilicata La Regione Basilicata promuove il programma di screening mammografico attraverso l’ IRCCS CROB di Rionero e le ASL territoriali . Per informazioni o adesione volontaria: Centro Screening Senologico – IRCCS CROB Via Padre Pio, Rionero in Vulture (PZ)👉 www.crob.it In sintesi La mammografia è l’ esame di riferimento per la prevenzione del tumore al seno . È gratuita e periodica secondo il programma nazionale di screening. L’ aderenza regolare può ridurre la mortalità fino al 40% . Per ogni dubbio o necessità clinica, è consigliato rivolgersi al proprio chirurgo senologo di riferimento . Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- CHE COS' E' LA LINFOADENECTOMIA?
Una Guida alla Rimozione dei Linfonodi nel Trattamento del Cancro al Seno Scopri cos'è la linfoadenectomia , perché viene eseguita nel trattamento del cancro al seno , e quali sono i benefici , i rischi e le fasi del recupero dopo la rimozione dei linfonodi. Cos'è la Linfoadenectomia? La linfoadenectomia , detta anche dissezione linfonodale , è una procedura chirurgica che consiste nella rimozione dei linfonodi , in genere quelli presenti nell’area ascellare .Questa tecnica viene spesso eseguita nel contesto del trattamento del cancro al seno , per verificare se la malattia si è diffusa oltre il tumore primario. Perché si Rimuovono i Linfonodi? Nel caso del carcinoma mammario , i linfonodi ascellari sono le prime strutture dove le cellule tumorali possono migrare.Valutare lo stato di questi linfonodi aiuta il medico a: Determinare lo stadio del tumore Stabilire la prognosi Pianificare il trattamento più adatto Se i linfonodi risultano positivi alla presenza di cellule tumorali , ciò potrebbe indicare una maggiore aggressività della malattia , rendendo necessari ulteriori trattamenti come la chemioterapia o la radioterapia . I Tipi di Linfoadenectomia 1. Biopsia del Linfonodo Sentinella È una procedura meno invasiva . Consiste nella rimozione del primo linfonodo che drena il tumore.Se questo risulta libero da cellule tumorali , non è necessario rimuovere altri linfonodi. 2. Dissezione Ascellare Completa In questo caso si rimuovono più linfonodi dell’area ascellare , generalmente da 7 a 20 .Viene praticata quando il linfonodo sentinella è positivo o quando si sospetta o si ha riscontro di una diffusione più ampia del tumore. Come si Svolge l’Intervento? La linfoadenectomia viene eseguita in sala operatoria , spesso in concomitanza con l’intervento al seno ( quadrantectomia o mastectomia ).Può avvenire in anestesia generale e richiede solitamente un ricovero di breve durata (pochi giorni). Durante la procedura, il chirurgo isola e rimuove i linfonodi ascellari . In seguito, il tessuto viene inviato al laboratorio per l' esame istologico . Cosa Aspettarsi nel Post-Operatorio Il recupero dipende dal tipo di intervento e dalle condizioni generali della paziente . Tra gli effetti collaterali più comuni si possono riscontrare: Dolore e gonfiore dell’ascella Modesta limitazione dei movimenti del braccio Linfedema : un accumulo di liquido linfatico che può causare gonfiore persistente Per questo motivo, le pazienti sono seguite da un fisioterapista e da uno specialista per la gestione del possibile linfedema e il recupero della mobilità dell'arto superiore. I Benefici della Linfoadenectomia La rimozione dei linfonodi può: Migliorare la precisione della diagnosi Aiutare nella definizione e scelta del trattamento oncologico Ridurre il rischio di recidiva nei casi avanzati Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- RUOLO DELL'ALIMENTAZIONE NELLA PREVENZIONE DEL CANCRO AL SENO
Il cancro al seno è una delle malattie più diffuse e temute tra le donne, ma ci sono molte misure che possono essere adottate per ridurre il rischio di sviluppare questa patologia, tra cui un'attenzione particolare all'alimentazione. In questo articolo, esploreremo il ruolo chiave che un'alimentazione sana e equilibrata può svolgere nella prevenzione del cancro al seno. Promuovere la Salute del Seno attraverso la Dieta: Frutta, Verdura e Grassi Sani Consumo di Frutta e Verdura: Una dieta ricca di frutta e verdura è associata a un ridotto rischio di sviluppare il cancro al seno. Questi alimenti sono ricchi di antiossidanti e sostanze fitochimiche che possono aiutare a proteggere le cellule dal danneggiamento del DNA e dall'infiammazione, entrambi fattori di rischio per il cancro. Limitare il Consumo di Grassi Saturi: Alcune ricerche suggeriscono che un'elevata assunzione di grassi saturi, tipici di alimenti come carne rossa e latticini ad alto contenuto di grassi, potrebbe essere associata a un aumento del rischio di cancro al seno. Scegliere fonti di grassi insaturi come avocado, noci e olio d'oliva può essere una scelta migliore per la salute del seno. Integrazione di Omega-3: Gli acidi grassi omega-3, presenti principalmente in pesci grassi come salmone, sgombro e sardine, possono avere effetti protettivi contro lo sviluppo del cancro al seno. Integrare queste fonti di grassi sani nella propria dieta può essere vantaggioso per la salute del seno. Consumo di Fibre: Le fibre, presenti in alimenti come cereali integrali, legumi, frutta e verdura, sono associate a un ridotto rischio di cancro al seno. Le fibre contribuiscono a regolare i livelli di estrogeni nel corpo, il che può ridurre il rischio di sviluppare la malattia. Un'immagine illustra una varietà di alimenti ricchi di fibre, tra cui cereali integrali, legumi, frutta e verdura fresca. La didascalia recita: Consumo di Fibre: Le fibre, presenti in alimenti come cereali integrali, legumi, frutta e verdura, sono associate a un ridotto rischio di cancro al seno. Le fibre contribuiscono a regolare i livelli di estrogeni nel corpo, il che può ridurre il rischio di sviluppare la malattia. Moderare il Consumo di Alcol: L'alcol è stato collegato ad un aumento del rischio di cancro al seno. Limitare il consumo di alcolici o evitare del tutto l'alcol può essere una scelta saggia per ridurre il rischio di questa patologia. Conclusione: Il ruolo dell'alimentazione nella prevenzione del cancro al seno è un'aspetto che ogni donna dovrebbe prendere in considerazione. Pertanto un'alimentazione sana e bilanciata insieme a esercizio fisico regolare può svolgere un ruolo significativo nella prevenzione del cancro al seno. Scegliere cibi ricchi di nutrienti e antiossidanti, limitare il consumo di grassi saturi e alcol, e integrare alimenti ricchi di fibre e omega-3 può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare questa malattia. Investire nella propria salute attraverso scelte alimentari consapevoli può essere un passo importante verso la riduzione del rischio del cancro al seno e il mantenimento di una vita sana e attiva.
- COS'E' LA LINFOADENOPATIA ASCELLARE ?
La linfoadenopatia ascellare è una condizione medica caratterizzata dall'ingrossamento dei linfonodi situati nell'area ascellare, ovvero sotto l'ascella. I linfonodi sono piccole ghiandole che fanno parte del sistema linfatico, il quale è responsabile per la difesa immunitaria del nostro corpo contro le infezioni e altre malattie. Cause della Linfoadenopatia Ascellare La linfoadenopatia ascellare può avere diverse cause, alcune delle quali sono assolutamente benigne, mentre altre possono essere indicative di condizioni più serie. Può essere monolaterale o bilaterale. Tra le cause più comuni troviamo: Infezioni: Le infezioni batteriche o virali possono causare un'infiammazione dei linfonodi. Ad esempio, un'infezione cutanea o un banale taglio nell'area del braccio o della mano può portare a un ingrossamento dei linfonodi ascellari. Infiammazioni: Alcune condizioni infiammatorie e altre malattie come l'artrite reumatoide o la sarcoidosi, possono causare linfoadenopatia. Tumori : In altri casi però, la linfoadenopatia ascellare può essere associata a neoplasie, come il linfoma o il carcinoma mammario, il melanoma. La presenza di linfonodi ascellari ingrossati persistenti, in assenza di infezione, dovrebbe essere sempre valutata attentamente da un medico. Sintomi Associati Il sintomo principale della linfoadenopatia ascellare è il rigonfiamento o l'indurimento dei linfonodi sotto l'ascella. In alcuni casi, i linfonodi possono essere dolenti al tatto in altri casi possonono non essere accompagnati da dolore. Se la linfoadenopatia è causata da un'infezione, possono essere presenti anche febbre, affaticamento e segni locali di infezione, come arrossamento e calore. L'immagine mostra una linfoadenopatia ascellare, caratterizzata dall'ingrossamento anomalo dei linfonodi situati nella regione ascellare. Questo segno può essere associato a infezioni, infiammazioni, malattie autoimmuni o, in alcuni casi, a patologie tumorali come il cancro al seno o linfomi. La diagnosi accurata richiede ulteriori esami clinici e diagnostici, come ecografie o biopsie. Diagnosi Per diagnosticare correttamente la linfoadenopatia ascellare, il medico eseguirà un esame fisico e potrà richiedere ulteriori indagini diagnostiche, come esami del sangue, ecografie o una biopsia del linfonodo interessato. Questi esami aiutano a determinare la causa che ha portato all'ingrossamento dei linfonodi. Trattamento Il trattamento della linfoadenopatia ascellare dipende dalla causa sottostante. Se è causata da un'infezione, il medico potrebbe prescrivere antibiotici o antivirali. Nel caso di condizioni infiammatorie semplici, potrebbero essere utilizzati farmaci antinfiammatori. Se la causa è un tumore, il trattamento potrebbe richiedere chirurgia, chemioterapia o radioterapia. Quando Consultare un Medico È importante consultare un medico se si nota un ingrossamento persistente o doloroso dei linfonodi sotto l'ascella, soprattutto se non è associato a un'infezione evidente o se è accompagnato da sintomi come perdita di appetito o peso, sudorazioni notturne o febbre prolungata. Conclusione La linfoadenopatia ascellare può essere un segnale di diverse condizioni, che richiedono però una valutazione medica, una diagnosi e un trattamento tempestivo. Riconoscere i sintomi e comprendere le potenziali cause è fondamentale per salvaguardare la propria salute. Se si sospetta una malattia dei linfonodi dell'ascella, è consigliabile rivolgersi a uno specialista per un'adeguata valutazione.
- IL CANCRO AL SENO E LA TERAPIA ORMONALE: RISCHI, BENEFICI
Scopri rischi, benefici e modalità di gestione della terapia ormonale nel trattamento del cancro al seno. Informazioni chiare e aggiornate. Introduzione Il cancro al seno è la neoplasia più diffusa tra le donne e, in alcuni casi, può essere trattato con la terapia ormonale . Questo approccio terapeutico viene utilizzato soprattutto quando il tumore è sensibile agli ormoni femminili, come estrogeni e progesterone. In questo articolo approfondiremo i benefici , i rischi e le strategie di gestione della terapia ormonale nel cancro al seno, fornendo informazioni utili ai pazienti e ai loro familiari. Cos’è la Terapia Ormonale per il Cancro al Seno La terapia ormonale (nota anche come terapia endocrina ) è un trattamento che mira a bloccare o ridurre l’azione degli ormoni che favoriscono la crescita delle cellule tumorali. Si utilizza principalmente in caso di: Tumori ormono-sensibili (HR-positivi) Prevenzione di recidive dopo un intervento chirurgico Controllo della malattia in fase avanzata o metastatica Principali farmaci utilizzati Tamoxifene : blocca i recettori degli estrogeni Inibitori dell’aromatasi (anastrozolo, letrozolo, exemestane): riducono la produzione di estrogeni Agonisti/antagonisti dell’LH-RH : riducono la produzione di ormoni ovarici I Benefici della Terapia Ormonale L’uso della terapia ormonale offre numerosi vantaggi clinici : Riduzione del rischio di recidiva : aiuta a prevenire la ricomparsa della malattia dopo chirurgia o radioterapia Miglioramento della sopravvivenza : allunga la durata e la qualità della vita nelle pazienti con tumore HR-positivo Trattamento meno aggressivo : rispetto alla chemioterapia, ha un approccio più mirato I Rischi e gli Effetti Collaterali Come ogni trattamento, la terapia ormonale può comportare effetti collaterali che variano da persona a persona. I più comuni includono: Sintomi simili alla menopausa (vampate di calore, sudorazione notturna, secchezza vaginale) Aumento di peso e cambiamenti metabolici Dolori articolari e muscolari Riduzione della densità ossea (osteoporosi con rischio di fratture) Rischi cardiovascolari in alcune pazienti 👉 È importante sottolineare che non tutte le pazienti sperimentano gli stessi effetti e che la gestione personalizzata può ridurre i disagi. Gestione della Terapia Ormonale La corretta gestione della terapia ormonale richiede un approccio multidisciplinare . Monitoraggio medico regolare Controlli clinici periodici Esami del sangue e valutazioni ormonali Densitometria ossea per prevenire e monitorare l’osteoporosi Stile di vita sano Alimentazione equilibrata , ricca di calcio e vitamina D Attività fisica regolare , utile per ossa e cuore Riduzione di fumo e alcol Supporto psicologico La terapia ormonale può influenzare l’umore e la qualità della vita. Il supporto psicologico e i gruppi di auto-aiuto rappresentano un valido aiuto. Conclusione La terapia ormonale nel cancro al seno rappresenta una strategia fondamentale per molte pazienti, con benefici significativi in termini di riduzione delle recidive e aumento della sopravvivenza. Tuttavia, è essenziale valutare attentamente i rischi e affidarsi a un percorso personalizzato con il supporto di un team medico specializzato. Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- CAPEZZOLO RETRATTO E INTROFLESSO: COSA SIGNIFICA E QUANDO PREOCCUPARSI
Il capezzolo retratto o introflesso è una condizione piuttosto frequente, ma che in alcuni casi può essere un segnale precoce di un tumore al seno . Comprendere le differenze tra retrazione fisiologica e patologica è fondamentale, soprattutto nelle donne adulte e anziane. In questo articolo approfondiamo le possibili cause, i sintomi associati, quando preoccuparsi e come viene gestita clinicamente questa condizione. Che Cos'è il Capezzolo Retratto o Introflesso Il capezzolo retratto è una condizione in cui il capezzolo, anziché sporgere verso l'esterno, appare rivolto all'interno del seno o completamente appiattito. La retrazione del capezzolo può essere: Fisiologica (presente sin dalla nascita o dall'adolescenza) Acquisita (comparsa improvvisa o recente in età adulta) In particolare, la retrazione acquisita deve sempre essere valutata da uno specialista, perché potrebbe essere legata a processi infiammatori, fibrosi o tumori mammari . Quando il Capezzolo Retratto Deve Preoccupare Un capezzolo che si retrae improvvisamente o cambia aspetto nel tempo merita attenzione, soprattutto se è accompagnato da: Secrezioni anomale (siero, sangue, liquido giallastro) Ispessimento o nodulo al seno Arrossamento o pelle a buccia d’arancia Dolore o prurito persistente In questi casi è fondamentale eseguire una mammografia e un’ ecografia mammaria per escludere la presenza di un tumore al seno . Capezzolo Retratto e Tumore al Seno: Esiste un Legame? Sì. In alcuni casi, un capezzolo retratto può essere uno dei primi segni clinici di un carcinoma mammario , soprattutto quando si verifica in modo unilaterale (solo in un seno), con comparsa recente e associato ad altre alterazioni. Le patologie più spesso associate sono: Carcinoma duttale infiltrante Malattia di Paget del capezzolo Tumore infiammatorio della mammella Cosa Fare in Caso di Capezzolo Introflesso Se noti una retrazione del capezzolo nuova o peggiorata , rivolgiti quanto prima a un senologo per: Valutazione clinica Ecografia mammaria Mammografia bilaterale Eventualmente, risonanza magnetica o agoaspirato se sono presenti noduli sospetti La tempestività è fondamentale: la diagnosi precoce migliora le probabilità di cura, in caso venga rilevato un tumore al seno . Conclusione Un capezzolo retratto non è sempre sinonimo di malattia, ma se il cambiamento è recente o accompagnato da altri sintomi, va indagato con serietà. La mammografia è l'esame di riferimento per individuare precocemente un tumore al seno e va sempre integrata con la valutazione di uno specialista. La prevenzione e l'ascolto del proprio corpo sono le armi più potenti per proteggere la salute del seno. Riflessione e preoccupazione: Una donna esprime i suoi pensieri e sentimenti riguardo alla malattia del seno, un tema di grande importanza e sensibilità Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)













