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  • MITI DA SFATARE : IL CANCRO AL SENO E I FATTORI AMBIENTALI

    Cancro al seno e ambiente: una relazione complessa Il cancro al seno  rappresenta una delle patologie oncologiche  più studiate al mondo. Negli ultimi anni si è diffusa una crescente preoccupazione sui possibili fattori ambientali  che potrebbero influenzare il rischio di sviluppare questa malattia. Tuttavia, molte delle notizie che circolano sono imprecise o prive di fondamento scientifico . In questo articolo, vogliamo menzionare i miti da sfatare più diffusi , offrendo spiegazioni semplici ma fondate su evidenze scientifiche . Mito 1: Il deodorante causa il cancro al seno Cosa si crede Uno dei miti più persistenti  riguarda l’uso dei deodoranti antitraspiranti . Si crede che le sostanze presenti, come alluminio  o parabeni , possano penetrare nella pelle e accumularsi nei tessuti mammari, contribuendo allo sviluppo del cancro. Cosa dice la scienza? Ad oggi, non esistono evidenze scientifiche solide  che dimostrino un legame diretto tra l’uso di deodoranti e l’insorgenza del cancro al seno . Studi condotti da enti come il National Cancer Institute (NCI)  e l’ American Cancer Society (ACS)  non hanno riscontrato correlazioni significative. La pelle  agisce come barriera e i componenti dei deodoranti non raggiungono concentrazioni tossiche  nei tessuti mammari. Mito 2: I reggiseni con ferretto aumentano il rischio Cosa si crede Un altro mito sostiene che indossare reggiseni con ferretto  possa ostacolare il drenaggio linfatico , favorendo l’accumulo di tossine e aumentando così il rischio di tumore. La realtà dei fatti Non esistono prove a sostegno  di questa tesi. Il sistema linfatico  non è influenzato dalla pressione esercitata da un reggiseno, e non esiste alcuna relazione  tra il tipo di indumento intimo e l’insorgenza del cancro al seno . Mito 3: Le microonde e il Wi-Fi causano tumori al seno Cosa si crede Con la diffusione dei dispositivi elettronici, alcune persone temono che l'esposizione a onde elettromagnetiche  — come quelle prodotte da forni a microonde  o router Wi-Fi  — possa aumentare il rischio di tumori, incluso quello al seno. Cosa dicono le autorità sanitarie Le radiazioni non ionizzanti , come quelle emesse da Wi-Fi o microonde, non hanno energia sufficiente per danneggiare il DNA  o causare mutazioni cellulari . Le principali organizzazioni sanitarie mondiali  non riconoscono queste fonti come pericolose in relazione al cancro al seno . Fattori ambientali reali da considerare Sebbene molti timori siano infondati, esistono alcuni fattori ambientali reali  che possono avere un impatto sul rischio oncologico . Tra questi: Esposizione prolungata  a sostanze chimiche industriali, come solventi  o pesticidi Inquinamento atmosferico Stile di vita sedentario Alimentazione povera di nutrienti Conclusioni È fondamentale basarsi su fonti affidabili  e su prove scientifiche  per comprendere i reali fattori di rischio  del cancro al seno . Molti miti  possono generare ansie ingiustificate  o deviare l’attenzione da comportamenti realmente preventivi. Tra questi comportamenti ricordiamo: una dieta equilibrata attività fisica regolare screening periodici  come la mammografia L'informazione corretta è il primo passo per una prevenzione consapevole . Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • COSA FARE SE SI TROVA UN NODULO AL SENO: GUIDA PRATICA PER LE DONNE

    Nodulo al seno: serve sempre preoccuparsi? Trovare un nodulo al seno  può generare paura e confusione , ma nella maggior parte dei casi non si tratta di un tumore maligno . È importante però non sottovalutare  il sintomo e procedere con calma, attenzione e tempestività . Questa guida è pensata per offrire alle donne istruzioni chiare  su cosa fare  in caso di nodulo, quando è necessario approfondire  e quali esami richiedere  per una diagnosi precoce e accurata . Cosa fare appena si scopre un nodulo 1. Non andare nel panico La prima reazione è spesso la paura. Ma bisogna sapere che oltre l’80% dei noduli al seno è benigno . Potrebbe trattarsi di: Cisti Fibroadenomi Alterazioni ormonali transitorie Infiammazioni o infezioni  ( mastiti o adenosi ) 2. Osservarne le caratteristiche È utile annotare alcune caratteristiche: È duro o morbido ? Si muove al tatto  oppure è fisso? È doloroso ? È comparso all’improvviso  o è presente da tempo? Queste informazioni saranno molto utili per il medico . Quando rivolgersi al medico È sempre consigliato consultare il medico, anche solo per rassicurarsi . È però particolarmente importante  farlo se: Il nodulo non scompare dopo il ciclo mestruale È duro, irregolare o fisso Si accompagna a cambiamenti della pelle  (arrossamenti, retrazioni, “buccia d’arancia”) Il seno presenta perdite dal capezzolo , soprattutto se ematiche Si nota un gonfiore dei linfonodi sotto l’ascella A chi rivolgersi per una valutazione 1. Medico di base o ginecologo Sono i primi professionisti da consultare. Dopo una visita, potrebbero prescrivere esami di approfondimento . 2. Senologo Il senologo  è lo specialista delle patologie della mammella . In caso di sospetti o familiarità per tumori al seno , è opportuno rivolgersi direttamente a lui . Esami da eseguire in caso di nodulo Ecografia mammaria È l’ esame di primo livello , soprattutto nelle donne under 40 . Permette di distinguere tra cisti liquide e formazioni solide . Mammografia Indicata soprattutto dopo i 40 anni , consente di individuare anche noduli molto piccoli  o microcalcificazioni sospette . Risonanza magnetica mammaria Utilizzata in casi selezionati, ad esempio per donne giovani ad alto rischio  o per approfondimenti diagnostici. Agoaspirato o biopsia Se il nodulo risulta sospetto, si procede con il prelievo di cellule o tessuto  per analisi istologica. È un esame ambulatoriale e poco doloroso . Il ruolo fondamentale della diagnosi precoce Scoprire un nodulo in fase iniziale  può fare la differenza tra un percorso semplice e uno più complesso. La diagnosi precoce  aumenta enormemente le probabilità di: Terapie meno invasive Interventi conservativi Prognosi favorevole Prevenzione: cosa fare anche quando non c’è un nodulo Autoesame mensile del seno , meglio dopo il ciclo Controlli periodici  dal ginecologo e senologo Screening mammografico  ogni 2 anni dai 50 ai 69 anni (gratuito in Italia) Stile di vita sano : alimentazione equilibrata, attività fisica, evitare fumo e alcol Conclusioni Trovare un nodulo al seno  non è sempre sinonimo di tumore , ma è un segnale da non ignorare . Agire subito , con serenità e consapevolezza , permette di ottenere una diagnosi accurata  e — se necessario — iniziare il percorso di cura  nel modo più efficace possibile. Conoscere il proprio corpo  e sapere come comportarsi  è il primo passo verso una prevenzione attiva  e la salute della donna . Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • IL RUOLO DELLA TERAPIA NEOADIUVANTE NEL CANCRO AL SENO: COSA SAPERE

    Cos’è la terapia neoadiuvante La terapia neoadiuvante  è un trattamento medico sistemico somministrato prima dell’intervento chirurgico  nel caso di diagnosi di alcuni tipi di cancro al seno . L’obiettivo principale è ridurre le dimensioni del tumore , facilitando l’asportazione chirurgica e, talvolta, rendendo possibile un intervento meno invasivo. Questa strategia può includere: Chemioterapia Terapie ormonali Terapie biologiche o mirate Radioterapia In base alla tipologia di tumore, alla sua dimensione ed estensione e alle caratteristiche biologiche, il chirurgo senologo  può consigliare l’approccio neoadiuvante per migliorare gli esiti a lungo termine . Perché si usa la terapia neoadiuvante  nel tumore al seno Riduzione del volume tumorale Il beneficio più evidente è la riduzione del tumore  prima dell’operazione. Questo permette in molti casi di: Salvare la mammella evitando la mastectomia Effettuare una chirurgia conservativa Migliorare l’efficacia della chirurgia stessa Valutazione della risposta al trattamento Durante la terapia neoadiuvante  è possibile monitorare la risposta  del tumore ai farmaci. Se il tumore si riduce significativamente o scompare del tutto, si parla di risposta patologica parziale o completa (pCR) , un indicatore prognostico favorevole . Personalizzazione del trattamento successivo Osservando come reagisce il tumore alla terapia, i medici possono adattare le cure successive  in modo più mirato, riducendo l’uso di farmaci inefficaci  e potenzialmente tossici. In quali casi si consiglia la terapia neoadiuvante Non tutti i tumori al seno richiedono una terapia neoadiuvante . Questo approccio viene generalmente raccomandato in casi come: Tumori localmente avanzati Quando il tumore è già esteso ma non ha ancora dato metastasi a distanza, la terapia neoadiuvante può preparare il campo alla chirurgia  riducendo i margini di resezione. Cancro triplo negativo o HER2 positivo In questi sottotipi più aggressivi, la risposta alla chemioterapia può essere molto buona, e la terapia preoperatoria consente di agire precocemente sui meccanismi molecolari  del tumore. Presenza di linfonodi positivi Se i linfonodi ascellari risultano coinvolti, la terapia neoadiuvante può sterilizzarli prima dell’intervento , riducendo la necessità di un’asportazione più ampia dei linfonodi e migliorando la prognosi . Vantaggi della terapia neoadiuvante Possibilità di chirurgia conservativa Miglior valutazione della biologia tumorale Indicatore precoce  dell’efficacia della cura Riduzione del carico tumorale  prima dell’intervento Svantaggi e aspetti da monitorare Attesa dell’intervento Alcuni pazienti temono che il ritardo dell’operazione chirurgica possa peggiorare la situazione. Al contrario, i tempi sono studiati con attenzione: la terapia agisce attivamente sul tumore  e non rappresenta un’attesa passiva . Effetti collaterali Come per ogni trattamento oncologico, possono comparire effetti collaterali  legati al tipo di chemioterapia o terapie biologiche. Tra i più comuni: Nausea Stanchezza Perdita di capelli Alterazioni ematiche Questi effetti sono gestiti con terapie di supporto personalizzate . Come si svolge il percorso neoadiuvante Fase 1: Diagnosi e pianificazione Dopo l’esame clinico, la mammografia e la biopsia, il team multidisciplinare  elabora un piano di trattamento personalizzato . Fase 2: Somministrazione della terapia La terapia neoadiuvante viene somministrata per via endovenosa o orale , solitamente ogni 2-3 settimane, per un periodo che va da 3 a 6 mesi . Fase 3: Chirurgia Dopo il ciclo completo e dopo aver ripetuto gli esami di ri-stadiazione, si procede alla chirurgia, che può essere una quadrantectomia  (intervento conservativo) o una mastectomia con ricostruzione . Fase 4: Terapie post-operatorie (adiuvanti) In alcuni casi, vengono proposte altre cure dopo l’operazione , come radioterapia  o ulteriori farmaci  per consolidare i risultati  ottenuti e ridurre i rischi di recidive. Conclusioni La terapia neoadiuvante nel cancro al seno  è uno strumento efficace  e sempre più utilizzato per migliorare gli esiti clinici , ridurre il tumore  e personalizzare il trattamento chirurgico e farmacologico . È importante affidarsi a un team esperto  e a strutture dedicate e affidabili  per comprendere a fondo le opzioni disponibili e affrontare il percorso terapeutico con maggiore consapevolezza ed efficacia . Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • IPERSENSIBILITA' DEL CAPEZZOLO: QUANDO PREOCCUPARSI COSA FARE.

    La ipersensibilità del capezzolo  è un disturbo comune che può colpire donne e uomini a qualsiasi età. Spesso non è motivo di allarme, ma in alcuni casi può essere il segnale di una condizione che merita attenzione medica. In questo articolo analizziamo le cause più frequenti , i segnali da non sottovalutare  e quando è opportuno rivolgersi a un esperto . Cos’è l'ipersensibilità del capezzolo La sensibilità o dolore al capezzolo  può manifestarsi come: fastidio al tatto bruciore o pizzicore o prurito dolore localizzato ipersensibilità al freddo o agli abiti Questa condizione può essere transitoria o persistente , continua o ricorrente, monolaterale o bilaterale , e può dipendere da fattori ormonali, meccanici, dermatologici  o, più raramente, patologici . Cause comuni della ipersensibilità del capezzolo 1. Cambiamenti ormonali Nelle donne, gli ormoni  giocano un ruolo fondamentale. La sensibilità può comparire durante: il ciclo mestruale la gravidanza l’ allattamento la menopausa Questi cambiamenti sono fisiologici, ma se il sintomo persiste , è bene monitorarlo . 2. Attrito o sfregamento Reggiseni troppo stretti , indumenti sintetici o sport ad alta intensità (come la corsa) possono provocare irritazioni cutanee  e aumentare la sensibilità del capezzolo. 3. Allergie o dermatiti Prodotti cosmetici, detersivi o creme  possono causare reazioni cutanee locali  che si manifestano con prurito, arrossamento o dolore . 4. Infezioni In alcuni casi, possono svilupparsi infezioni locali  come: Mastite  (più frequente in allattamento) Infezioni fungine o batteriche Ascessi Queste situazioni richiedono attenzione medica . 5. Papilloma intraduttale Si tratta di una piccola escrescenza benigna  che si sviluppa nei dotti galattofori . Può provocare secrezione dal capezzolo  e dolore localizzato . Quando preoccuparsi: segnali da non ignorare È consigliabile consultare un medico specialista  (come il senologo ) se la sensibilità del capezzolo è accompagnata da: Secrezione spontanea  (soprattutto se è brunastra o ematica) Arrossamento persistente Alterazione della forma  o retrazione del capezzolo Presenza di noduli Dolore localizzato  che non passa nel tempo Diagnosi: cosa aspettarsi dalla visita specialistica Durante la visita senologica , il medico potrà eseguire: Esame clinico Ecografia mammaria Mammografia  (se indicata in base all’età e al sospetto clinico) Eventuali esami citologici o istologici  se vi è fuoriuscita di liquido o presenza di lesioni La diagnosi precoce  è fondamentale, soprattutto nei rari casi in cui il sintomo sia correlato a patologie più serie  come il carcinoma mammario . Rimedi e consigli pratici Se non vi sono patologie sottostanti , è possibile alleviare la sintomatologia con: Reggiseni in cotone traspirante  e della giusta misura Evitare saponi aggressivi o profumati Applicazione di creme lenitive  in caso di irritazione Consulto con ginecologo o dermatologo  per valutare l’uso di terapie topiche Conclusioni La sensibilità del capezzolo , pur essendo spesso legata a cause benigne e transitorie , non va mai ignorata  se persiste nel tempo  o si associa ad altri sintomi sospetti . Affidarsi a un centro senologico qualificato  permette di ricevere una diagnosi precisa  e, se necessario, un trattamento tempestivo e adeguato . Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • IL TUMORE AL SENO NELLE DONNE GIOVANI: COME PREVENIRE E DIAGNOSTICARLO PRESTO

    Introduzione Il tumore al seno  è tradizionalmente considerato una patologia che colpisce prevalentemente le donne sopra i 50 anni. Tuttavia, negli ultimi anni, si è osservato un aumento dei casi di tumore al seno nelle giovani donne , anche sotto i 40 anni. Questo rende fondamentale la consapevolezza di fare una diagnosi precoce , l’adozione di comportamenti preventivi  e un’attenta osservazione di eventuali segnali sospetti . Il Tumore al Seno nelle Donne Giovani: Dati e Caratteristiche Una realtà in crescita Sebbene rappresentino una minoranza dei casi totali, le diagnosi di tumore al seno in età giovane sono in aumento. In Italia, circa il 7% dei tumori mammari  viene diagnosticato a donne sotto i 40 anni. In questa fascia d’età, la malattia può presentarsi in forme più aggressive  e con caratteristiche biologiche diverse rispetto ai casi in età più avanzata. Fattori di rischio principali I principali fattori di rischio  per il tumore al seno nelle giovani includono: Familiarità  e mutazioni genetiche (come BRCA1  e BRCA2 ) Ciclo mestruale precoce  (prima dei 12 anni) Stile di vita sedentario Dieta ricca di grassi  e povera di fibre Fumo  e alcol Esposizione prolungata agli estrogeni L’Importanza della Prevenzione Prevenzione primaria: agire sullo stile di vita Una corretta prevenzione primaria  può ridurre significativamente il rischio. Alcune buone pratiche includono: Mantenere un peso corporeo  nella norma Fare attività fisica regolare Seguire una dieta equilibrata  come quella mediterranea, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e povera di carni rosse e zuccheri raffinati Limitare il consumo di alcol Evitare il fumo Prevenzione secondaria: diagnosi precoce Nelle giovani, lo screening mammografico  non è previsto di routine. Tuttavia, è importante: Conoscere la propria storia familiare Eseguire visite senologiche ed ecografie mammarie  periodiche a partire dai 20-25 anni, soprattutto in presenza di casi di tumore in famiglia Valutare, in accordo con il medico, l’opportunità di una mammografia precoce  o di una risonanza magnetica  in caso di familiarità o dubbi diagnostici Segnali da Non Sottovalutare I sintomi iniziali Nelle fasi iniziali, il cancro al seno  può essere asintomatico, ma è fondamentale prestare attenzione a: Noduli al seno  non dolorosi e persistenti di nuova insorgenza Cambiamenti nella forma o nel volume  del seno Alterazioni della pelle  (retrazioni, arrossamenti, buccia d’arancia) Secrezioni anomale dal capezzolo Gonfiore o fastidio persistente  nella zona ascellare L’autopalpazione: uno strumento utile L’ autopalpazione mensile del seno , pur non essendo una tecnica diagnostica, è uno strumento prezioso per conoscere il proprio corpo  e riconoscere tempestivamente  eventuali cambiamenti. Va eseguita preferibilmente una settimana dopo la fine del ciclo mestruale. La Diagnosi: Tempestività ed Efficacia Quando rivolgersi allo specialista Se si nota uno dei sintomi sopra descritti, è fondamentale rivolgersi a un senologo  o al proprio medico curante  per avviare tempestivamente le indagini diagnostiche  del caso. Gli esami più utilizzati includono Ecografia mammaria  (particolarmente indicata nei seni giovani, più densi) Mammografia digitale Risonanza magnetica Agoaspirato o biopsia  per analisi citologiche o istologiche di noduli dubbi Conclusioni Il tumore al seno nelle giovani  è una realtà che richiede attenzione , informazione  e tempestività . Non bisogna sottovalutare alcun segnale, anche se minimo, ed è opportuno adottare fin da subito abitudini salutari  che possono fare la differenza. Una diagnosi precoce può salvare la vita . Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • SCREENING TUMORE AL SENO PER DONNE TRA I 45 E 50 ANNI: UN NUOVO PASSO PER LA PREVENZIONE

    Negli ultimi mesi, l'attenzione delle istituzioni sanitarie italiane si sta sempre più concentrando su una fascia di età prima trascurata nei programmi di screening mammografico : le donne tra i 45 e i 50 anni .Questa nuova sensibilità nasce da un crescente numero di diagnosi precoci di tumore al seno  proprio in questa fascia di età, che non sempre rientrava nei programmi gratuiti di prevenzione . Perché estendere lo screening per il tumore al seno alle donne tra i 45 e i 50 anni Secondo i dati più recenti dell’ Istituto Superiore di Sanità  e delle principali associazioni oncologiche , il rischio di sviluppare un carcinoma mammario  inizia ad aumentare già dopo i 40 anni, in particolare tra i 45 e i 50 anni .Tuttavia, fino a poco tempo fa, i programmi di screening organizzato  partivano solo dai 50 anni in su. Obiettivi dell’estensione dello screening Intercettare precocemente  i tumori in fase iniziale, migliorando le possibilità di cura e guarigione Ridurre l’incidenza  di diagnosi in fase avanzata Offrire un percorso di prevenzione personalizzato  alle pazienti più giovani Cosa prevede il nuovo piano nazionale di screening Nel 2025 , il Ministero della Salute  ha approvato un piano di potenziamento dello screening mammografico , estendendolo ufficialmente anche alle donne tra i 45 e i 49 anni . Questo intervento, già attivo in alcune Regioni, prevede: Inviti personalizzati  per le donne dai 45 anni in su Mammografia ogni 2 anni  (o annuale in caso di fattori di rischio) Accesso gratuito  tramite il Servizio Sanitario Nazionale Le Regioni più virtuose Tra le Regioni italiane che hanno già adottato questa estensione vi sono: Lazio : attivo dal 2024 con oltre il 70% di adesione Emilia-Romagna : sperimentazione attiva dal 2023 Lombardia : progressiva estensione del target da ottobre 2025 Vantaggi della diagnosi precoce in questa fascia di età Rilevare un tumore al seno  nei primi stadi  può significare: Interventi chirurgici meno invasivi Terapie farmacologiche più mirate e meno aggressive Maggiore sopravvivenza a 5 e 10 anni Minore impatto sulla qualità della vita Inoltre, le donne giovani  presentano spesso una densità mammaria elevata , che rende necessarie tecniche diagnostiche più accurate come la mammografia con contrasto  o la risonanza magnetica . Chi dovrebbe aderire con più urgenza allo screening? Pur essendo aperto a tutte le donne tra i 45 e i 50 anni, è fortemente raccomandata l’adesione  a chi presenta: Familiarità per tumore al seno  (madre, sorella, zia) Mutazioni genetiche  come BRCA1  o BRCA2 Stile di vita a rischio  (fumo, obesità, sedentarietà) Utilizzo prolungato di terapie ormonali sostitutive Come aderire allo screening tra i 45 e i 49 anni L’accesso al programma di screening mammografico  è semplice: Attendere l’ invito da parte della ASL In alternativa, richiedere l’adesione  contattando il proprio medico di base Prenotare la mammografia gratuita  presso un centro convenzionato E se non ricevo l’invito? Ogni donna ha diritto a partecipare anche in assenza di invito formale .Basta rivolgersi al CUP  o ai servizi di prevenzione  della propria ASL di riferimento . Conclusione: un’opportunità da non perdere Lo screening del tumore al seno tra i 45 e i 50 anni  rappresenta una svolta culturale e sanitaria  importante per la prevenzione oncologica femminile .Un piccolo gesto come una mammografia  può fare la differenza tra una diagnosi precoce  e una terapia più complessa . Non aspettare i sintomi: la prevenzione salva la vita. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • TUMORE AL SENO NELLE DONNE ANZIANE: QUANDO E' NECESSARIA LA CHIRURGIA?

    Il tumore al seno nelle donne anziane  rappresenta una sfida clinica sempre più rilevante. Con l’aumento dell’aspettativa di vita, molte donne oltre i 70 anni si trovano ad affrontare una diagnosi di carcinoma mammario . In questa fascia d’età, è fondamentale valutare attentamente la necessità di un intervento chirurgico , bilanciando efficacia terapeutica e qualità della vita. Perché il Tumore al Seno nelle Donne Anziane Richiede una Valutazione Personalizzata Il tumore al seno  in età avanzata ha caratteristiche biologiche spesso diverse rispetto a quello diagnosticato in donne più giovani. Tuttavia, ciò non significa che la malattia sia meno grave. Al contrario, la chirurgia per il tumore al seno nelle donne anziane  può offrire grandi benefici se selezionata con criterio. Fattori da considerare nella scelta chirurgica: Stato di salute generale e comorbilità (ipertensione, diabete, cardiopatie); Stadio e aggressività del tumore al seno ; Aspettativa di vita e autonomia della paziente; Preferenze personali e supporto familiare. Chirurgia Sì o No? Il Ruolo del Chirurgo nella Terza Età La decisione di eseguire un intervento chirurgico per il tumore al seno nelle donne anziane  richiede un'attenta valutazione da parte del chirurgo senologo . L’approccio non può essere standardizzato: è il medico che deve adattare il trattamento alle condizioni cliniche e alla qualità di vita della paziente. In molti casi, la chirurgia conservativa  (quadrantectomia) associata a radioterapia può essere preferibile a una mastectomia, riducendo i rischi post-operatori. In altri, può essere indicata una terapia ormonale  come alternativa alla chirurgia. Quando Evitare la Chirurgia del Tumore al Seno nelle Donne Anziane Ci sono situazioni in cui la chirurgia per il tumore al seno nelle donne anziane  può non essere consigliata, ad esempio: presenza di patologie gravi  che aumentano i rischi operatori; tumori ormono-sensibili a crescita lenta; donne molto fragili o non autosufficienti. In questi casi, il medico può proporre una strategia di sorveglianza attiva  o una terapia farmacologica palliativa , sempre in accordo con la paziente. Conclusione La gestione del tumore al seno nelle donne anziane  richiede un approccio personalizzato, multidisciplinare e rispettoso delle esigenze individuali. La chirurgia  può offrire ottimi risultati anche dopo i 70 anni, ma deve essere valutata caso per caso. Ogni donna, a qualsiasi età, ha diritto a una cura efficace e rispettosa della propria dignità. Un momento di riflessione e coraggio: decidere se affrontare un intervento chirurgico al seno. La forza di una donna non ha età Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • SCREENING TUMORE AL SENO PER DONNE TRA I 70 E I 74 ANNI: UNA FASCIA DA PROTEGGERE

    La prevenzione del tumore al seno  non ha età. Sebbene per anni l'attenzione si sia focalizzata principalmente sulle donne tra i 50 e i 69 anni, oggi cresce la consapevolezza dell'importanza di includere nello screening mammografico  anche le donne tra i 70 e i 74 anni . Questa estensione rappresenta un passo decisivo per una prevenzione oncologica  più equa e completa. Perché includere le donne 70-74 anni nello screening Numerosi studi clinici  dimostrano che, anche dopo i 70 anni, il rischio di sviluppare un carcinoma mammario  resta significativo. Le donne in buone condizioni di salute e con un' aspettativa di vita superiore a 10 anni  possono trarre grande beneficio da uno screening regolare , in grado di individuare precocemente lesioni maligne  e prevenire complicanze future. Numerosi studi clinici dimostrano che, anche dopo i 70 anni, il rischio di sviluppare un carcinoma mammario resta significativo. Le donne in buone condizioni di salute e con un’aspettativa di vita superiore a 10 anni possono trarre grande beneficio da uno screening regolare, in grado di individuare precocemente lesioni maligne e prevenire complicanze future (consulta anche le linee guida sullo screening mammografico ). → Per approfondire: Screening mammografia  su AIRC Punti chiave: Dopo i 70 anni, il tumore al seno tende a crescere più lentamente , ma può comunque essere aggressivo; Molte donne in questa fascia d'età sono attive e in buona salute ; La diagnosi precoce  consente trattamenti meno invasivi e più efficaci . Raccomandazioni europee e italiane per lo screening di tumore al seno Le nuove linee guida europee sullo screening oncologico (2022-2025)  raccomandano di estendere i programmi mammografici fino ai 74 anni , considerando l' età biologica  piuttosto che quella anagrafica. Anche il Piano Oncologico Nazionale Italiano  riconosce questa necessità, e alcune Regioni hanno già attivato l'estensione: Veneto e Toscana  includono le donne fino a 74 anni già dal 2023; Il Friuli Venezia Giulia  ha avviato campagne di sensibilizzazione dedicate ; La Basilicata e la Puglia  prevedono un ampliamento a partire dal 2026 . Modalità di accesso allo screening 70-74 anni L’ adesione è volontaria e gratuita , ed è gestita tramite le ASL territoriali . Il percorso prevede: Invito personale  via posta o telefono; Prenotazione della mammografia gratuita  presso centri convenzionati; Eventuale approfondimento diagnostico  in caso di anomalie. Le donne in questa fascia d’età possono anche autoproporsi , contattando i centri screening  o il proprio medico di medicina generale . I vantaggi della diagnosi precoce nelle over 70 Riduzione della mortalità  per cancro al seno nella terza età; Trattamenti più conservativi  e minori complicanze post-operatorie; Migliore gestione delle comorbidità ; Maggiore autonomia e qualità della vita . Inoltre, evitare una diagnosi tardiva  permette di ridurre il ricorso a chemioterapia  o mastectomie radicali , spesso più pesanti in età avanzata  sia dal punto di vista fisico che psicologico . Chi deve aderire con maggiore attenzione Lo screening tra i 70 e i 74 anni è particolarmente indicato per: Donne con storia familiare o personale  di tumore al seno; Chi non ha mai avuto patologie oncologiche  ma gode di buona salute; Donne con diagnosi di tumori benigni al seno  in passato; Persone con mutazioni genetiche accertate  ( BRCA, PALB2 , ecc.). Conclusione La prevenzione non ha età , e lo screening del tumore al seno tra i 70 e i 74 anni  è una grande opportunità per continuare a prendersi cura di sé . Le evidenze scientifiche , le direttive europee  e le realtà regionali  dimostrano che l’inclusione di questa fascia d’età non solo è utile, ma anche necessaria. Ogni donna ha diritto a una diagnosi precoce, indipendentemente dalla sua età. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • TEST GENETICI PER IL CANCRO AL SENO: CHI DOVREBBE CONSIDERARLI E PERCHE'

    Negli ultimi anni, i test genetici per il cancro al seno  sono diventati uno strumento fondamentale nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella gestione personalizzata della malattia. In particolare, per chi presenta una storia familiare di tumore al seno, conoscere il proprio profilo genetico può fare una grande differenza in termini di scelte cliniche e di vita. Cos'è un Test Genetico per il Cancro al Seno I test genetici oncologici  analizzano specifiche mutazioni genetiche ereditarie che possono aumentare significativamente il rischio di sviluppare un tumore alla mammella (e, in alcuni casi, anche ad altre sedi come ovaio, pancreas o prostata). Le mutazioni più note sono quelle dei geni BRCA1 e BRCA2 , ma esistono anche altri geni coinvolti, come PALB2, TP53, CHEK2 e ATM . Se vuoi approfondire il tema del test genomico rimborsato in Italia , puoi consultare l’articolo di AIRC “In alcuni casi il test genomico per le pazienti con tumore del seno è un diritto” . Chi Dovrebbe Considerare un Test Genetico Storia familiare significativa I test genetici sono consigliati principalmente a chi presenta una o più delle seguenti condizioni: Due o più familiari di primo grado con diagnosi di tumore al seno o alle ovaie Diagnosi di tumore al seno sotto i 40 anni Carcinoma mammario bilaterale o multiplo Presenza di tumore al seno e all’ovaio nella stessa persona Uomini con tumore al seno Ascendenza ebraica ashkenazita, che presenta una maggiore incidenza di mutazioni BRCA Tumore già diagnosticato Anche le donne già affette da carcinoma mammario possono sottoporsi al test per: Guidare le scelte terapeutiche (ad esempio uso di inibitori PARP) Valutare il rischio di secondo tumore Fornire indicazioni ai familiari su opportunità di sottoporsi a eventuali test predittivi Perché il Test Genetico È Importante Prevenzione mirata Sapere di avere una mutazione genetica consente di: Programmare controlli clinici più frequenti ed approfonditi (es. risonanza magnetica annuale, controlli semestrali) Valutare l’opportunità di interventi preventivi, come la mastectomia profilattica o l’ovariectomia preventiva Adottare un lifestyle più attento e consapevole, riducendo i fattori di rischio modificabili Trattamento personalizzato La presenza di mutazioni può influenzare le scelte terapeutiche, ad esempio: Uso mirato di farmaci come inibitori PARP nelle pazienti con mutazione BRCA Pianificazione della radioterapia o chemioterapia più adeguate al profilo genetico Coinvolgimento della famiglia I test genetici hanno anche un impatto familiare importante, perché: Possono aiutare i familiari a sapere se condividono la stessa predisposizione genetica Consentono di avviare un percorso di sorveglianza o prevenzione precoce per le sorelle, figlie, cugine (e anche maschi) Come Si Effettuano i Test Genetici Il test si esegue tramite un semplice prelievo di sangue  o tampone buccale , ma prima è consigliabile una consulenza genetica oncologica . Questo colloquio serve a valutare: Appropriatezza clinica e scelta del test Implicazioni mediche e psicologiche Strategie di comunicazione dei risultati alla famiglia Aspetti Etici e Psicologici da Considerare Sottoporsi a un test genetico non è una decisione banale: può generare ansia, senso di colpa, oppure timori per i familiari. Per questo è fondamentale essere affiancati da professionisti esperti, come genetisti, psicologi oncologici e senologi. Conclusioni I test genetici per il cancro al seno rappresentano uno strumento chiave per una medicina personalizzata  e preventiva . Per chi ha una storia familiare rilevante, valutarne l’opportunità con il proprio medico o uno specialista in genetica oncologica può fare la differenza. Non solo per sé, ma anche per tutelare la salute dell’intero nucleo familiare. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • ASIMMETRIA DEL SENO: CAUSE, DIAGNOSI E TRATTAMENTI

    . Introduzione L’ asimmetria del seno  è una condizione molto comune: la maggior parte delle donne presenta una differenza, più o meno evidente, tra un seno e l’altro. Nella maggioranza dei casi si tratta di una situazione fisiologica e non patologica. Tuttavia, quando la differenza diventa marcata o insorge improvvisamente, è importante valutarne le cause e, se necessario, intervenire con i giusti trattamenti. Che cos’è l’Asimmetria del Seno Si parla di asimmetria mammaria  quando i due seni differiscono in: Volume Forma Posizione Un lieve grado di asimmetria è del tutto naturale, ma in alcuni casi la condizione può creare disagio estetico o rappresentare il sintomo di un problema di salute. Cause dell’Asimmetria del Seno Le cause possono essere fisiologiche  o patologiche . Cause fisiologiche Sviluppo puberale : la crescita delle ghiandole mammarie può essere disomogenea. Fattori genetici : ereditarietà di forme o volumi diversi. Gravidanza e allattamento : modificano temporaneamente o permanentemente la forma dei seni. Invecchiamento e variazioni ormonali : incidono sull’elasticità e sul volume del tessuto mammario. Cause patologiche Cisti o fibroadenomi : formazioni benigne che alterano il volume. Mastite o infezioni : causano gonfiore e asimmetria temporanea. Tumori al seno : in rari casi, l’asimmetria improvvisa può essere un segnale di neoplasia. Sindrome di Poland e Asimmetria del Seno Un’altra possibile causa, meno frequente ma significativa, è la sindrome di Poland .Si tratta di una malformazione congenita rara, caratterizzata dall’assenza o dallo sviluppo incompleto del muscolo grande pettorale su un lato del torace. Questo comporta: ipoplasia o assenza della ghiandola mammaria sul lato interessato, differenza marcata nel volume e nella forma del seno, talvolta anomalie a livello della gabbia toracica e della mano dallo stesso lato. La sindrome di Poland può rendere l’asimmetria mammaria molto evidente sin dall’adolescenza, poiché i seni non si sviluppano in maniera uniforme. In questi casi la diagnosi viene fatta in età giovanile e il trattamento può includere la chirurgia ricostruttiva  per migliorare la simmetria e ridurre il disagio estetico e psicologico. Diagnosi e Valutazione Medica Una visita senologica  è fondamentale quando l’asimmetria appare improvvisa, dolorosa o associata ad altri sintomi (noduli, retrazione del capezzolo, secrezioni). Gli strumenti diagnostici principali sono: Ecografia mammaria Mammografia Risonanza magnetica Questi esami permettono di escludere patologie e valutare l’origine dell’asimmetria. Trattamenti dell’Asimmetria del Seno Approccio non chirurgico Controlli periodici : se non vi sono rischi clinici. Protesi esterne o reggiseni correttivi : per riequilibrare l’aspetto estetico. Approccio chirurgico Mastoplastica additiva o riduttiva : per uniformare i seni. Mastopessi : per correggere la posizione. Ricostruzione mammaria : in caso di patologie, esiti di interventi o sindrome di Poland. La decisione di intervenire chirurgicamente deve sempre essere valutata con un chirurgo plastico specializzato  e un senologo . Impatto Psicologico e Supporto L’asimmetria del seno può influire sull’autostima e sul benessere psicologico. Un corretto percorso di supporto, che includa sia aspetti medici sia psicologici, aiuta a gestire al meglio questa condizione. Conclusione L’ asimmetria mammaria  è nella maggior parte dei casi una condizione fisiologica e non pericolosa. Tuttavia, quando compare all’improvviso o si accompagna ad altri sintomi, è bene sottoporsi a una valutazione medica.Oggi sono disponibili diverse opzioni di trattamento, sia estetiche sia ricostruttive, che consentono di migliorare non solo l’aspetto fisico ma anche la qualità della vita . Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • IPOPLASIA DEL SENO: CAUSE, SINTOMI E POSSIBILI SOLUZIONI

    L’ ipoplasia del seno  è una condizione caratterizzata da uno sviluppo insufficiente del tessuto mammario. Non si tratta di una malattia in senso stretto, ma di una variazione dello sviluppo che può creare disagio estetico, psicologico e, in alcuni casi, funzionale. Comprendere le cause , le manifestazioni  e le possibili soluzioni  è fondamentale per affrontare questa condizione con consapevolezza. Che cos’è l’ipoplasia del seno Con il termine ipoplasia  si indica una crescita ridotta o incompleta di un organo o tessuto. Quando interessa il seno, significa che la ghiandola mammaria  non ha raggiunto il suo pieno sviluppo durante la pubertà. Il risultato può essere un seno molto piccolo, piatto o con forma irregolare, a volte accompagnato da asimmetria  (differenza di grandezza tra i due seni). Le principali caratteristiche dell’ipoplasia mammaria L’ ipoplasia del seno  può presentarsi in diversi modi: Seno piccolo  o quasi assente nonostante lo sviluppo puberale completo. Asimmetria mammaria , con un seno più sviluppato dell’altro. Forma irregolare , con seni cadenti, poco proiettati o seno tuberoso (concentrazione della ghiandola dietro l’areola). Areola larga e piatta , in alcuni casi di ipoplasia marcata. Cause dell’ipoplasia del seno Le cause possono essere molteplici e variare da persona a persona. Le più frequenti sono: Fattori genetici : ereditarietà di forme e dimensioni ridotte. Squilibri ormonali : bassi livelli di estrogeni o anomalie endocrine durante la pubertà. Conformazione fisica : costituzione molto magra o ridotta quantità di tessuto adiposo. Malformazioni congenite : come la sindrome di Poland , che comporta anche difetti muscolari del torace. Conseguenze fisiche e psicologiche Dal punto di vista della salute, l’ ipoplasia del seno  non comporta rischi particolari. Tuttavia, può avere un impatto rilevante su: Autostima e immagine corporea , soprattutto nelle adolescenti e nelle giovani donne. Relazioni sociali e intime , a causa di insicurezze legate al proprio corpo. Allattamento al seno , nei casi di ipoplasia ghiandolare, dove il tessuto mammario è insufficiente per una produzione adeguata di latte. Diagnosi dell’ipoplasia mammaria La diagnosi si effettua attraverso una visita di chirurgia senologica  o di chirurgia plastica , che consente di valutare: forma, volume e simmetria del seno, quantità di tessuto ghiandolare presente, eventuali malformazioni associate. In alcuni casi possono essere richiesti esami come ecografia  o risonanza magnetica  per approfondire la situazione. Trattamenti e soluzioni per l’ipoplasia del seno Approcci non chirurgici Supporto psicologico , per migliorare la percezione del proprio corpo. Reggiseni e biancheria modellante , che aiutano a valorizzare la silhouette. Soluzioni chirurgiche Quando il disagio è significativo, si può ricorrere a trattamenti personalizzati: Mastoplastica additiva  con protesi mammarie, per aumentare il volume. Lipofilling  (iniezione di grasso autologo), tecnica meno invasiva e più naturale. Interventi ricostruttivi , nei casi complessi come sindrome di Poland o ipoplasia tuberosa. Quando rivolgersi allo specialista È consigliabile consultare un medico quando: il seno non si sviluppa in maniera proporzionata dopo la pubertà, è presente forte asimmetria , si manifesta disagio psicologico importante , ci sono difficoltà nell’allattamento  dovute a ipoplasia ghiandolare. Conclusioni L’ ipoplasia del seno  è una condizione relativamente comune, che non mette in pericolo la salute ma può avere conseguenze rilevanti sull’autostima e sulla vita sociale. Oggi, grazie ai progressi della chirurgia plastica , esistono diverse soluzioni efficaci per affrontarla. Un percorso di valutazione con uno specialista  consente di individuare il trattamento più adatto alle proprie esigenze e di ritrovare il giusto equilibrio tra corpo e benessere interiore. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • MAMMELLE ECTOPICHE: COSA SONO, SINTOMI E RISCHI LUNGO LE VIE DEL LATTE

    Le mammelle ectopiche  (fuori dalla sede abituale) sono una condizione rara ma importante, che merita attenzione per le possibili implicazioni cliniche.Si tratta della presenza di tessuto mammario  al di fuori della sede normale del seno, in corrispondenza di quella che viene definita linea lattea  o via del latte , una zona che si estende dalle ascelle fino all’inguine. In alcuni casi questo tessuto può svilupparsi fino a formare delle vere e proprie mammelle sovrannumerarie ( polimastia ) o semplicemente dei capezzoli aggiuntivi  ( politelia ).Queste strutture non sono solo una curiosità anatomica, ma possono crescere, modificarsi con gli ormoni e persino sviluppare tumori . Mammelle ectopiche e la linea lattea La linea lattea  è una struttura embrionale che si forma durante lo sviluppo fetale. È una linea che attraversa il corpo dalla regione ascellare fino alla zona inguinale, lungo la quale possono svilupparsi le ghiandole mammarie. Normalmente, solo una coppia di ghiandole — quelle che daranno origine ai seni — si sviluppa, mentre le altre regrediscono.Quando questo processo non avviene, possono comparire mammelle ectopiche  in punti diversi, più spesso a livello delle ascelle  o del torace inferiore . Tipologie di mammelle ectopiche Le mammelle ectopiche non sono tutte uguali. Possiamo distinguere: Politelia: presenza di capezzoli sovrannumerari senza ghiandola mammaria. Polimastia: presenza di tessuto ghiandolare mammario aggiuntivo, con o senza capezzolo. Tessuto mammario ectopico isolato: masse di tessuto ghiandolare senza capezzolo né areola. Sintomi delle mammelle ectopiche Le mammelle ectopiche spesso non danno sintomi particolari, ma in alcuni casi possono causare: Gonfiore o dolore  in fase premestruale o durante l’allattamento, a causa della stimolazione ormonale. Presenza di noduli  che possono ingrandirsi nel tempo. Problemi estetici o fastidi  nella regione ascellare (difficoltà con reggiseni o durante il movimento del braccio). Mammelle ectopiche e rischio di tumori Un aspetto fondamentale da sottolineare è che il tessuto mammario ectopico  ha le stesse caratteristiche del tessuto del seno normale.Questo significa che può andare incontro alle stesse patologie, comprese: Fibroadenomi Cisti benigne Mastiti Carcinoma mammario Il rischio di tumore mammario in sede ectopica è raro, ma documentato in letteratura.Per questo motivo, la diagnosi precoce  è essenziale. Diagnosi delle mammelle ectopiche La diagnosi delle mammelle ectopiche si basa su: Visita clinica : il medico rileva la presenza di una massa lungo la linea lattea. Ecografia : utile per distinguere il tessuto mammario da altre formazioni. Mammografia o risonanza magnetica : in casi selezionati, soprattutto se c’è sospetto oncologico. Biopsia : in presenza di noduli sospetti, per escludere un tumore maligno. Trattamento delle mammelle ectopiche Il trattamento varia in base ai casi: Nessun intervento nei casi asintomatici Asportazione chirurgica: Controlli periodici Prognosi e prevenzione nelle mammelle ectopiche La prognosi è generalmente favorevole. Tuttavia, essendo il tessuto mammario ectopico suscettibile agli stessi rischi del seno normale, è importante: Effettuare controlli periodici Segnalare al medico qualsiasi cambiamento Ricorrere a esami diagnostici se si notano noduli o rigonfiamenti anomali Conclusioni sulle mammelle ectopiche Le mammelle ectopiche  sono una condizione rara ma significativa, che può presentarsi lungo la linea lattea e che merita attenzione perché suscettibile di sviluppare le stesse patologie del tessuto mammario normale, inclusi i tumori . Una corretta informazione e la diagnosi precoce sono strumenti fondamentali per garantire la salute e il benessere delle donne che presentano questa condizione. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • TOMOSINTESI MAMMARIA IN BASILICATA: MAMMOGRAFIA 3D PER DIAGNOSI PRECOSI UNA RIVOLUZIONE NELLA DIAGNOSI

    La tomosintesi mammaria , conosciuta anche come mammografia 3D , rappresenta una delle più importanti innovazioni degli ultimi anni nella diagnosi precoce del tumore al seno . Si tratta di una tecnica di imaging tridimensionale  che consente di ottenere immagini più nitide e dettagliate rispetto alla mammografia tradizionale , permettendo di analizzare la ghiandola mammaria strato per strato. Grazie a questa visione più completa, la tomosintesi migliora la capacità di individuare lesioni anche di piccole dimensioni , spesso difficili da rilevare con i metodi convenzionali, e contribuisce a ridurre il numero di falsi positivi . Sempre più diffusa anche in Basilicata , questa metodica rappresenta oggi una vera rivoluzione nella prevenzione e nella diagnosi delle patologie mammarie , offrendo maggiore accuratezza, sicurezza e serenità sia alle pazienti sia ai medici specialisti. Che cos’è la Tomosintesi Mammaria La tomosintesi digitale del seno  è un’evoluzione della mammografia convenzionale .A differenza della mammografia 2D , che fornisce un’immagine piatta della mammella, la tomosintesi ricostruisce il tessuto mammario in una serie di sezioni sottili  (generalmente di 1 mm).Questo processo consente al radiologo di analizzare le immagini come se “sfogliasse” virtualmente la mammella strato per strato . Come Funziona la Tomosintesi Mammaria in Basilicata Durante l’esame, il tubo radiogeno compie un movimento ad arco  attorno al seno. Vengono acquisite decine di proiezioni radiografiche  da diverse angolazioni Un software avanzato elabora le immagini , ricostruendo una visione tridimensionale ad alta risoluzione . I Vantaggi della Tomosintesi Rispetto alla Mammografia Tradizionale La tomosintesi  mammaria offre numerosi benefici , soprattutto nella diagnosi precoce del carcinoma mammario . 1. Migliore Accuratezza Diagnostica Grazie alla ricostruzione 3D , la tomosintesi riduce la sovrapposizione dei tessuti , che spesso rende difficile identificare noduli o microcalcificazioni  nella mammografia 2D.Questo permette di individuare tumori anche in fase iniziale . 2. Riduzione dei Falsi Positivi La possibilità di analizzare la mammella strato per strato  diminuisce i casi di esami falsamente sospetti , evitando ulteriori indagini non necessarie e riducendo l’ansia della paziente . 3. Maggiore Sensibilità nelle Mammelle Dense Le donne con seno denso  hanno un rischio aumentato  di sviluppare tumori e, al tempo stesso, presentano maggiori difficoltà diagnostiche  con la mammografia tradizionale.La tomosintesi riesce a “vedere oltre” la densità ghiandolare , offrendo immagini più chiare e precise . 4. Esame Complementare e non Sostitutivo La tomosintesi  mammaria in Basilicata non sostituisce la mammografia 2D , ma può essere combinata con altre metodiche  come l’ ecografia mammaria  o la risonanza magnetica , per un percorso diagnostico completo . Limiti e Considerazioni sulla Tomosintesi Sebbene sia una tecnologia innovativa, la tomosintesi presenta alcune considerazioni importanti: Dose radiante  leggermente superiore rispetto alla mammografia standard, sebbene sempre entro i limiti di sicurezza . Disponibilità limitata : non tutti i centri diagnostici sono ancora dotati di apparecchiature di tomosintesi. Costi maggiori : essendo una tecnologia avanzata, l’esame può avere un prezzo superiore, anche se in molti casi è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale  o dalle assicurazioni sanitarie . Tomosintesi e Prevenzione del Tumore al Seno La diagnosi precoce  è fondamentale nella lotta contro il cancro al seno : individuare un tumore nelle fasi iniziali aumenta notevolmente le probabilità di guarigione . La tomosintesi  rappresenta dunque un’arma in più per la prevenzione oncologica , soprattutto nelle donne a rischio elevato  o con mammelle dense . Conclusioni La tomosintesi nella mammografia  è una vera rivoluzione tecnologica  che sta cambiando il modo di fare prevenzione e diagnosi del tumore al seno . Grazie alla sua capacità di offrire immagini tridimensionali più accurate , permette di identificare lesioni anche molto piccole , ridurre i falsi positivi  e migliorare la qualità della diagnosi . Investire in queste nuove tecnologie  significa offrire alle donne una prevenzione più efficace , con esami sempre più mirati e affidabili . Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

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