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  • SCREENING TUMORE AL SENO PER DONNE TRA I 45 E 50 ANNI: UN NUOVO PASSO PER LA PREVENZIONE

    Negli ultimi mesi, l'attenzione delle istituzioni sanitarie italiane si sta sempre più concentrando su una fascia di età prima trascurata nei programmi di screening mammografico : le donne tra i 45 e i 50 anni .Questa nuova sensibilità nasce da un crescente numero di diagnosi precoci di tumore al seno  proprio in questa fascia di età, che non sempre rientrava nei programmi gratuiti di prevenzione . Perché estendere lo screening per il tumore al seno alle donne tra i 45 e i 50 anni Secondo i dati più recenti dell’ Istituto Superiore di Sanità  e delle principali associazioni oncologiche , il rischio di sviluppare un carcinoma mammario  inizia ad aumentare già dopo i 40 anni, in particolare tra i 45 e i 50 anni .Tuttavia, fino a poco tempo fa, i programmi di screening organizzato  partivano solo dai 50 anni in su. Obiettivi dell’estensione dello screening Intercettare precocemente  i tumori in fase iniziale, migliorando le possibilità di cura e guarigione Ridurre l’incidenza  di diagnosi in fase avanzata Offrire un percorso di prevenzione personalizzato  alle pazienti più giovani Cosa prevede il nuovo piano nazionale di screening Nel 2025 , il Ministero della Salute  ha approvato un piano di potenziamento dello screening mammografico , estendendolo ufficialmente anche alle donne tra i 45 e i 49 anni . Questo intervento, già attivo in alcune Regioni, prevede: Inviti personalizzati  per le donne dai 45 anni in su Mammografia ogni 2 anni  (o annuale in caso di fattori di rischio) Accesso gratuito  tramite il Servizio Sanitario Nazionale Le Regioni più virtuose Tra le Regioni italiane che hanno già adottato questa estensione vi sono: Lazio : attivo dal 2024 con oltre il 70% di adesione Emilia-Romagna : sperimentazione attiva dal 2023 Lombardia : progressiva estensione del target da ottobre 2025 Vantaggi della diagnosi precoce in questa fascia di età Rilevare un tumore al seno  nei primi stadi  può significare: Interventi chirurgici meno invasivi Terapie farmacologiche più mirate e meno aggressive Maggiore sopravvivenza a 5 e 10 anni Minore impatto sulla qualità della vita Inoltre, le donne giovani  presentano spesso una densità mammaria elevata , che rende necessarie tecniche diagnostiche più accurate come la mammografia con contrasto  o la risonanza magnetica . Chi dovrebbe aderire con più urgenza allo screening? Pur essendo aperto a tutte le donne tra i 45 e i 50 anni, è fortemente raccomandata l’adesione  a chi presenta: Familiarità per tumore al seno  (madre, sorella, zia) Mutazioni genetiche  come BRCA1  o BRCA2 Stile di vita a rischio  (fumo, obesità, sedentarietà) Utilizzo prolungato di terapie ormonali sostitutive Come aderire allo screening tra i 45 e i 49 anni L’accesso al programma di screening mammografico  è semplice: Attendere l’ invito da parte della ASL In alternativa, richiedere l’adesione  contattando il proprio medico di base Prenotare la mammografia gratuita  presso un centro convenzionato E se non ricevo l’invito? Ogni donna ha diritto a partecipare anche in assenza di invito formale .Basta rivolgersi al CUP  o ai servizi di prevenzione  della propria ASL di riferimento . Conclusione: un’opportunità da non perdere Lo screening del tumore al seno tra i 45 e i 50 anni  rappresenta una svolta culturale e sanitaria  importante per la prevenzione oncologica femminile .Un piccolo gesto come una mammografia  può fare la differenza tra una diagnosi precoce  e una terapia più complessa . Non aspettare i sintomi: la prevenzione salva la vita. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • TUMORE AL SENO NELLE DONNE ANZIANE: QUANDO E' NECESSARIA LA CHIRURGIA?

    Il tumore al seno nelle donne anziane  rappresenta una sfida clinica sempre più rilevante. Con l’aumento dell’aspettativa di vita, molte donne oltre i 70 anni si trovano ad affrontare una diagnosi di carcinoma mammario . In questa fascia d’età, è fondamentale valutare attentamente la necessità di un intervento chirurgico , bilanciando efficacia terapeutica e qualità della vita. Perché il Tumore al Seno nelle Donne Anziane Richiede una Valutazione Personalizzata Il tumore al seno  in età avanzata ha caratteristiche biologiche spesso diverse rispetto a quello diagnosticato in donne più giovani. Tuttavia, ciò non significa che la malattia sia meno grave. Al contrario, la chirurgia per il tumore al seno nelle donne anziane  può offrire grandi benefici se selezionata con criterio. Fattori da considerare nella scelta chirurgica: Stato di salute generale e comorbilità (ipertensione, diabete, cardiopatie); Stadio e aggressività del tumore al seno ; Aspettativa di vita e autonomia della paziente; Preferenze personali e supporto familiare. Chirurgia Sì o No? Il Ruolo del Chirurgo nella Terza Età La decisione di eseguire un intervento chirurgico per il tumore al seno nelle donne anziane  richiede un'attenta valutazione da parte del chirurgo senologo . L’approccio non può essere standardizzato: è il medico che deve adattare il trattamento alle condizioni cliniche e alla qualità di vita della paziente. In molti casi, la chirurgia conservativa  (quadrantectomia) associata a radioterapia può essere preferibile a una mastectomia, riducendo i rischi post-operatori. In altri, può essere indicata una terapia ormonale  come alternativa alla chirurgia. Quando Evitare la Chirurgia del Tumore al Seno nelle Donne Anziane Ci sono situazioni in cui la chirurgia per il tumore al seno nelle donne anziane  può non essere consigliata, ad esempio: presenza di patologie gravi  che aumentano i rischi operatori; tumori ormono-sensibili a crescita lenta; donne molto fragili o non autosufficienti. In questi casi, il medico può proporre una strategia di sorveglianza attiva  o una terapia farmacologica palliativa , sempre in accordo con la paziente. Conclusione La gestione del tumore al seno nelle donne anziane  richiede un approccio personalizzato, multidisciplinare e rispettoso delle esigenze individuali. La chirurgia  può offrire ottimi risultati anche dopo i 70 anni, ma deve essere valutata caso per caso. Ogni donna, a qualsiasi età, ha diritto a una cura efficace e rispettosa della propria dignità. Un momento di riflessione e coraggio: decidere se affrontare un intervento chirurgico al seno. La forza di una donna non ha età Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • SCREENING TUMORE AL SENO PER DONNE TRA I 70 E I 74 ANNI: UNA FASCIA DA PROTEGGERE

    La prevenzione del tumore al seno  non ha età. Sebbene per anni l'attenzione si sia focalizzata principalmente sulle donne tra i 50 e i 69 anni, oggi cresce la consapevolezza dell'importanza di includere nello screening mammografico  anche le donne tra i 70 e i 74 anni . Questa estensione rappresenta un passo decisivo per una prevenzione oncologica  più equa e completa. Perché includere le donne 70-74 anni nello screening Numerosi studi clinici  dimostrano che, anche dopo i 70 anni, il rischio di sviluppare un carcinoma mammario  resta significativo. Le donne in buone condizioni di salute e con un' aspettativa di vita superiore a 10 anni  possono trarre grande beneficio da uno screening regolare , in grado di individuare precocemente lesioni maligne  e prevenire complicanze future. Numerosi studi clinici dimostrano che, anche dopo i 70 anni, il rischio di sviluppare un carcinoma mammario resta significativo. Le donne in buone condizioni di salute e con un’aspettativa di vita superiore a 10 anni possono trarre grande beneficio da uno screening regolare, in grado di individuare precocemente lesioni maligne e prevenire complicanze future (consulta anche le linee guida sullo screening mammografico ). → Per approfondire: Screening mammografia  su AIRC Punti chiave: Dopo i 70 anni, il tumore al seno tende a crescere più lentamente , ma può comunque essere aggressivo; Molte donne in questa fascia d'età sono attive e in buona salute ; La diagnosi precoce  consente trattamenti meno invasivi e più efficaci . Raccomandazioni europee e italiane per lo screening di tumore al seno Le nuove linee guida europee sullo screening oncologico (2022-2025)  raccomandano di estendere i programmi mammografici fino ai 74 anni , considerando l' età biologica  piuttosto che quella anagrafica. Anche il Piano Oncologico Nazionale Italiano  riconosce questa necessità, e alcune Regioni hanno già attivato l'estensione: Veneto e Toscana  includono le donne fino a 74 anni già dal 2023; Il Friuli Venezia Giulia  ha avviato campagne di sensibilizzazione dedicate ; La Basilicata e la Puglia  prevedono un ampliamento a partire dal 2026 . Modalità di accesso allo screening 70-74 anni L’ adesione è volontaria e gratuita , ed è gestita tramite le ASL territoriali . Il percorso prevede: Invito personale  via posta o telefono; Prenotazione della mammografia gratuita  presso centri convenzionati; Eventuale approfondimento diagnostico  in caso di anomalie. Le donne in questa fascia d’età possono anche autoproporsi , contattando i centri screening  o il proprio medico di medicina generale . I vantaggi della diagnosi precoce nelle over 70 Riduzione della mortalità  per cancro al seno nella terza età; Trattamenti più conservativi  e minori complicanze post-operatorie; Migliore gestione delle comorbidità ; Maggiore autonomia e qualità della vita . Inoltre, evitare una diagnosi tardiva  permette di ridurre il ricorso a chemioterapia  o mastectomie radicali , spesso più pesanti in età avanzata  sia dal punto di vista fisico che psicologico . Chi deve aderire con maggiore attenzione Lo screening tra i 70 e i 74 anni è particolarmente indicato per: Donne con storia familiare o personale  di tumore al seno; Chi non ha mai avuto patologie oncologiche  ma gode di buona salute; Donne con diagnosi di tumori benigni al seno  in passato; Persone con mutazioni genetiche accertate  ( BRCA, PALB2 , ecc.). Conclusione La prevenzione non ha età , e lo screening del tumore al seno tra i 70 e i 74 anni  è una grande opportunità per continuare a prendersi cura di sé . Le evidenze scientifiche , le direttive europee  e le realtà regionali  dimostrano che l’inclusione di questa fascia d’età non solo è utile, ma anche necessaria. Ogni donna ha diritto a una diagnosi precoce, indipendentemente dalla sua età. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • TEST GENETICI PER IL CANCRO AL SENO: CHI DOVREBBE CONSIDERARLI E PERCHE'

    Negli ultimi anni, i test genetici per il cancro al seno  sono diventati uno strumento fondamentale nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella gestione personalizzata della malattia. In particolare, per chi presenta una storia familiare di tumore al seno, conoscere il proprio profilo genetico può fare una grande differenza in termini di scelte cliniche e di vita. Cos'è un Test Genetico per il Cancro al Seno I test genetici oncologici  analizzano specifiche mutazioni genetiche ereditarie che possono aumentare significativamente il rischio di sviluppare un tumore alla mammella (e, in alcuni casi, anche ad altre sedi come ovaio, pancreas o prostata). Le mutazioni più note sono quelle dei geni BRCA1 e BRCA2 , ma esistono anche altri geni coinvolti, come PALB2, TP53, CHEK2 e ATM . Se vuoi approfondire il tema del test genomico rimborsato in Italia , puoi consultare l’articolo di AIRC “In alcuni casi il test genomico per le pazienti con tumore del seno è un diritto” . Chi Dovrebbe Considerare un Test Genetico Storia familiare significativa I test genetici sono consigliati principalmente a chi presenta una o più delle seguenti condizioni: Due o più familiari di primo grado con diagnosi di tumore al seno o alle ovaie Diagnosi di tumore al seno sotto i 40 anni Carcinoma mammario bilaterale o multiplo Presenza di tumore al seno e all’ovaio nella stessa persona Uomini con tumore al seno Ascendenza ebraica ashkenazita, che presenta una maggiore incidenza di mutazioni BRCA Tumore già diagnosticato Anche le donne già affette da carcinoma mammario possono sottoporsi al test per: Guidare le scelte terapeutiche (ad esempio uso di inibitori PARP) Valutare il rischio di secondo tumore Fornire indicazioni ai familiari su opportunità di sottoporsi a eventuali test predittivi Perché il Test Genetico È Importante Prevenzione mirata Sapere di avere una mutazione genetica consente di: Programmare controlli clinici più frequenti ed approfonditi (es. risonanza magnetica annuale, controlli semestrali) Valutare l’opportunità di interventi preventivi, come la mastectomia profilattica o l’ovariectomia preventiva Adottare un lifestyle più attento e consapevole, riducendo i fattori di rischio modificabili Trattamento personalizzato La presenza di mutazioni può influenzare le scelte terapeutiche, ad esempio: Uso mirato di farmaci come inibitori PARP nelle pazienti con mutazione BRCA Pianificazione della radioterapia o chemioterapia più adeguate al profilo genetico Coinvolgimento della famiglia I test genetici hanno anche un impatto familiare importante, perché: Possono aiutare i familiari a sapere se condividono la stessa predisposizione genetica Consentono di avviare un percorso di sorveglianza o prevenzione precoce per le sorelle, figlie, cugine (e anche maschi) Come Si Effettuano i Test Genetici Il test si esegue tramite un semplice prelievo di sangue  o tampone buccale , ma prima è consigliabile una consulenza genetica oncologica . Questo colloquio serve a valutare: Appropriatezza clinica e scelta del test Implicazioni mediche e psicologiche Strategie di comunicazione dei risultati alla famiglia Aspetti Etici e Psicologici da Considerare Sottoporsi a un test genetico non è una decisione banale: può generare ansia, senso di colpa, oppure timori per i familiari. Per questo è fondamentale essere affiancati da professionisti esperti, come genetisti, psicologi oncologici e senologi. Conclusioni I test genetici per il cancro al seno rappresentano uno strumento chiave per una medicina personalizzata  e preventiva . Per chi ha una storia familiare rilevante, valutarne l’opportunità con il proprio medico o uno specialista in genetica oncologica può fare la differenza. Non solo per sé, ma anche per tutelare la salute dell’intero nucleo familiare. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • ASIMMETRIA DEL SENO: CAUSE, DIAGNOSI E TRATTAMENTI

    . Introduzione L’ asimmetria del seno  è una condizione molto comune: la maggior parte delle donne presenta una differenza, più o meno evidente, tra un seno e l’altro. Nella maggioranza dei casi si tratta di una situazione fisiologica e non patologica. Tuttavia, quando la differenza diventa marcata o insorge improvvisamente, è importante valutarne le cause e, se necessario, intervenire con i giusti trattamenti. Che cos’è l’Asimmetria del Seno Si parla di asimmetria mammaria  quando i due seni differiscono in: Volume Forma Posizione Un lieve grado di asimmetria è del tutto naturale, ma in alcuni casi la condizione può creare disagio estetico o rappresentare il sintomo di un problema di salute. Cause dell’Asimmetria del Seno Le cause possono essere fisiologiche  o patologiche . Cause fisiologiche Sviluppo puberale : la crescita delle ghiandole mammarie può essere disomogenea. Fattori genetici : ereditarietà di forme o volumi diversi. Gravidanza e allattamento : modificano temporaneamente o permanentemente la forma dei seni. Invecchiamento e variazioni ormonali : incidono sull’elasticità e sul volume del tessuto mammario. Cause patologiche Cisti o fibroadenomi : formazioni benigne che alterano il volume. Mastite o infezioni : causano gonfiore e asimmetria temporanea. Tumori al seno : in rari casi, l’asimmetria improvvisa può essere un segnale di neoplasia. Sindrome di Poland e Asimmetria del Seno Un’altra possibile causa, meno frequente ma significativa, è la sindrome di Poland .Si tratta di una malformazione congenita rara, caratterizzata dall’assenza o dallo sviluppo incompleto del muscolo grande pettorale su un lato del torace. Questo comporta: ipoplasia o assenza della ghiandola mammaria sul lato interessato, differenza marcata nel volume e nella forma del seno, talvolta anomalie a livello della gabbia toracica e della mano dallo stesso lato. La sindrome di Poland può rendere l’asimmetria mammaria molto evidente sin dall’adolescenza, poiché i seni non si sviluppano in maniera uniforme. In questi casi la diagnosi viene fatta in età giovanile e il trattamento può includere la chirurgia ricostruttiva  per migliorare la simmetria e ridurre il disagio estetico e psicologico. Diagnosi e Valutazione Medica Una visita senologica  è fondamentale quando l’asimmetria appare improvvisa, dolorosa o associata ad altri sintomi (noduli, retrazione del capezzolo, secrezioni). Gli strumenti diagnostici principali sono: Ecografia mammaria Mammografia Risonanza magnetica Questi esami permettono di escludere patologie e valutare l’origine dell’asimmetria. Trattamenti dell’Asimmetria del Seno Approccio non chirurgico Controlli periodici : se non vi sono rischi clinici. Protesi esterne o reggiseni correttivi : per riequilibrare l’aspetto estetico. Approccio chirurgico Mastoplastica additiva o riduttiva : per uniformare i seni. Mastopessi : per correggere la posizione. Ricostruzione mammaria : in caso di patologie, esiti di interventi o sindrome di Poland. La decisione di intervenire chirurgicamente deve sempre essere valutata con un chirurgo plastico specializzato  e un senologo . Impatto Psicologico e Supporto L’asimmetria del seno può influire sull’autostima e sul benessere psicologico. Un corretto percorso di supporto, che includa sia aspetti medici sia psicologici, aiuta a gestire al meglio questa condizione. Conclusione L’ asimmetria mammaria  è nella maggior parte dei casi una condizione fisiologica e non pericolosa. Tuttavia, quando compare all’improvviso o si accompagna ad altri sintomi, è bene sottoporsi a una valutazione medica.Oggi sono disponibili diverse opzioni di trattamento, sia estetiche sia ricostruttive, che consentono di migliorare non solo l’aspetto fisico ma anche la qualità della vita . Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • IPOPLASIA DEL SENO: CAUSE, SINTOMI E POSSIBILI SOLUZIONI

    L’ ipoplasia del seno  è una condizione caratterizzata da uno sviluppo insufficiente del tessuto mammario. Non si tratta di una malattia in senso stretto, ma di una variazione dello sviluppo che può creare disagio estetico, psicologico e, in alcuni casi, funzionale. Comprendere le cause , le manifestazioni  e le possibili soluzioni  è fondamentale per affrontare questa condizione con consapevolezza. Che cos’è l’ipoplasia del seno Con il termine ipoplasia  si indica una crescita ridotta o incompleta di un organo o tessuto. Quando interessa il seno, significa che la ghiandola mammaria  non ha raggiunto il suo pieno sviluppo durante la pubertà. Il risultato può essere un seno molto piccolo, piatto o con forma irregolare, a volte accompagnato da asimmetria  (differenza di grandezza tra i due seni). Le principali caratteristiche dell’ipoplasia mammaria L’ ipoplasia del seno  può presentarsi in diversi modi: Seno piccolo  o quasi assente nonostante lo sviluppo puberale completo. Asimmetria mammaria , con un seno più sviluppato dell’altro. Forma irregolare , con seni cadenti, poco proiettati o seno tuberoso (concentrazione della ghiandola dietro l’areola). Areola larga e piatta , in alcuni casi di ipoplasia marcata. Cause dell’ipoplasia del seno Le cause possono essere molteplici e variare da persona a persona. Le più frequenti sono: Fattori genetici : ereditarietà di forme e dimensioni ridotte. Squilibri ormonali : bassi livelli di estrogeni o anomalie endocrine durante la pubertà. Conformazione fisica : costituzione molto magra o ridotta quantità di tessuto adiposo. Malformazioni congenite : come la sindrome di Poland , che comporta anche difetti muscolari del torace. Conseguenze fisiche e psicologiche Dal punto di vista della salute, l’ ipoplasia del seno  non comporta rischi particolari. Tuttavia, può avere un impatto rilevante su: Autostima e immagine corporea , soprattutto nelle adolescenti e nelle giovani donne. Relazioni sociali e intime , a causa di insicurezze legate al proprio corpo. Allattamento al seno , nei casi di ipoplasia ghiandolare, dove il tessuto mammario è insufficiente per una produzione adeguata di latte. Diagnosi dell’ipoplasia mammaria La diagnosi si effettua attraverso una visita di chirurgia senologica  o di chirurgia plastica , che consente di valutare: forma, volume e simmetria del seno, quantità di tessuto ghiandolare presente, eventuali malformazioni associate. In alcuni casi possono essere richiesti esami come ecografia  o risonanza magnetica  per approfondire la situazione. Trattamenti e soluzioni per l’ipoplasia del seno Approcci non chirurgici Supporto psicologico , per migliorare la percezione del proprio corpo. Reggiseni e biancheria modellante , che aiutano a valorizzare la silhouette. Soluzioni chirurgiche Quando il disagio è significativo, si può ricorrere a trattamenti personalizzati: Mastoplastica additiva  con protesi mammarie, per aumentare il volume. Lipofilling  (iniezione di grasso autologo), tecnica meno invasiva e più naturale. Interventi ricostruttivi , nei casi complessi come sindrome di Poland o ipoplasia tuberosa. Quando rivolgersi allo specialista È consigliabile consultare un medico quando: il seno non si sviluppa in maniera proporzionata dopo la pubertà, è presente forte asimmetria , si manifesta disagio psicologico importante , ci sono difficoltà nell’allattamento  dovute a ipoplasia ghiandolare. Conclusioni L’ ipoplasia del seno  è una condizione relativamente comune, che non mette in pericolo la salute ma può avere conseguenze rilevanti sull’autostima e sulla vita sociale. Oggi, grazie ai progressi della chirurgia plastica , esistono diverse soluzioni efficaci per affrontarla. Un percorso di valutazione con uno specialista  consente di individuare il trattamento più adatto alle proprie esigenze e di ritrovare il giusto equilibrio tra corpo e benessere interiore. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • MAMMELLE ECTOPICHE: COSA SONO, SINTOMI E RISCHI LUNGO LE VIE DEL LATTE

    Le mammelle ectopiche  (fuori dalla sede abituale) sono una condizione rara ma importante, che merita attenzione per le possibili implicazioni cliniche.Si tratta della presenza di tessuto mammario  al di fuori della sede normale del seno, in corrispondenza di quella che viene definita linea lattea  o via del latte , una zona che si estende dalle ascelle fino all’inguine. In alcuni casi questo tessuto può svilupparsi fino a formare delle vere e proprie mammelle sovrannumerarie ( polimastia ) o semplicemente dei capezzoli aggiuntivi  ( politelia ).Queste strutture non sono solo una curiosità anatomica, ma possono crescere, modificarsi con gli ormoni e persino sviluppare tumori . Mammelle ectopiche e la linea lattea La linea lattea  è una struttura embrionale che si forma durante lo sviluppo fetale. È una linea che attraversa il corpo dalla regione ascellare fino alla zona inguinale, lungo la quale possono svilupparsi le ghiandole mammarie. Normalmente, solo una coppia di ghiandole — quelle che daranno origine ai seni — si sviluppa, mentre le altre regrediscono.Quando questo processo non avviene, possono comparire mammelle ectopiche  in punti diversi, più spesso a livello delle ascelle  o del torace inferiore . Tipologie di mammelle ectopiche Le mammelle ectopiche non sono tutte uguali. Possiamo distinguere: Politelia: presenza di capezzoli sovrannumerari senza ghiandola mammaria. Polimastia: presenza di tessuto ghiandolare mammario aggiuntivo, con o senza capezzolo. Tessuto mammario ectopico isolato: masse di tessuto ghiandolare senza capezzolo né areola. Sintomi delle mammelle ectopiche Le mammelle ectopiche spesso non danno sintomi particolari, ma in alcuni casi possono causare: Gonfiore o dolore  in fase premestruale o durante l’allattamento, a causa della stimolazione ormonale. Presenza di noduli  che possono ingrandirsi nel tempo. Problemi estetici o fastidi  nella regione ascellare (difficoltà con reggiseni o durante il movimento del braccio). Mammelle ectopiche e rischio di tumori Un aspetto fondamentale da sottolineare è che il tessuto mammario ectopico  ha le stesse caratteristiche del tessuto del seno normale.Questo significa che può andare incontro alle stesse patologie, comprese: Fibroadenomi Cisti benigne Mastiti Carcinoma mammario Il rischio di tumore mammario in sede ectopica è raro, ma documentato in letteratura.Per questo motivo, la diagnosi precoce  è essenziale. Diagnosi delle mammelle ectopiche La diagnosi delle mammelle ectopiche si basa su: Visita clinica : il medico rileva la presenza di una massa lungo la linea lattea. Ecografia : utile per distinguere il tessuto mammario da altre formazioni. Mammografia o risonanza magnetica : in casi selezionati, soprattutto se c’è sospetto oncologico. Biopsia : in presenza di noduli sospetti, per escludere un tumore maligno. Trattamento delle mammelle ectopiche Il trattamento varia in base ai casi: Nessun intervento nei casi asintomatici Asportazione chirurgica: Controlli periodici Prognosi e prevenzione nelle mammelle ectopiche La prognosi è generalmente favorevole. Tuttavia, essendo il tessuto mammario ectopico suscettibile agli stessi rischi del seno normale, è importante: Effettuare controlli periodici Segnalare al medico qualsiasi cambiamento Ricorrere a esami diagnostici se si notano noduli o rigonfiamenti anomali Conclusioni sulle mammelle ectopiche Le mammelle ectopiche  sono una condizione rara ma significativa, che può presentarsi lungo la linea lattea e che merita attenzione perché suscettibile di sviluppare le stesse patologie del tessuto mammario normale, inclusi i tumori . Una corretta informazione e la diagnosi precoce sono strumenti fondamentali per garantire la salute e il benessere delle donne che presentano questa condizione. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • TOMOSINTESI MAMMARIA IN BASILICATA: MAMMOGRAFIA 3D PER DIAGNOSI PRECOSI UNA RIVOLUZIONE NELLA DIAGNOSI

    La tomosintesi mammaria , conosciuta anche come mammografia 3D , rappresenta una delle più importanti innovazioni degli ultimi anni nella diagnosi precoce del tumore al seno . Si tratta di una tecnica di imaging tridimensionale  che consente di ottenere immagini più nitide e dettagliate rispetto alla mammografia tradizionale , permettendo di analizzare la ghiandola mammaria strato per strato. Grazie a questa visione più completa, la tomosintesi migliora la capacità di individuare lesioni anche di piccole dimensioni , spesso difficili da rilevare con i metodi convenzionali, e contribuisce a ridurre il numero di falsi positivi . Sempre più diffusa anche in Basilicata , questa metodica rappresenta oggi una vera rivoluzione nella prevenzione e nella diagnosi delle patologie mammarie , offrendo maggiore accuratezza, sicurezza e serenità sia alle pazienti sia ai medici specialisti. Che cos’è la Tomosintesi Mammaria La tomosintesi digitale del seno  è un’evoluzione della mammografia convenzionale .A differenza della mammografia 2D , che fornisce un’immagine piatta della mammella, la tomosintesi ricostruisce il tessuto mammario in una serie di sezioni sottili  (generalmente di 1 mm).Questo processo consente al radiologo di analizzare le immagini come se “sfogliasse” virtualmente la mammella strato per strato . Come Funziona la Tomosintesi Mammaria in Basilicata Durante l’esame, il tubo radiogeno compie un movimento ad arco  attorno al seno. Vengono acquisite decine di proiezioni radiografiche  da diverse angolazioni Un software avanzato elabora le immagini , ricostruendo una visione tridimensionale ad alta risoluzione . I Vantaggi della Tomosintesi Rispetto alla Mammografia Tradizionale La tomosintesi  mammaria offre numerosi benefici , soprattutto nella diagnosi precoce del carcinoma mammario . 1. Migliore Accuratezza Diagnostica Grazie alla ricostruzione 3D , la tomosintesi riduce la sovrapposizione dei tessuti , che spesso rende difficile identificare noduli o microcalcificazioni  nella mammografia 2D.Questo permette di individuare tumori anche in fase iniziale . 2. Riduzione dei Falsi Positivi La possibilità di analizzare la mammella strato per strato  diminuisce i casi di esami falsamente sospetti , evitando ulteriori indagini non necessarie e riducendo l’ansia della paziente . 3. Maggiore Sensibilità nelle Mammelle Dense Le donne con seno denso  hanno un rischio aumentato  di sviluppare tumori e, al tempo stesso, presentano maggiori difficoltà diagnostiche  con la mammografia tradizionale.La tomosintesi riesce a “vedere oltre” la densità ghiandolare , offrendo immagini più chiare e precise . 4. Esame Complementare e non Sostitutivo La tomosintesi  mammaria in Basilicata non sostituisce la mammografia 2D , ma può essere combinata con altre metodiche  come l’ ecografia mammaria  o la risonanza magnetica , per un percorso diagnostico completo . Limiti e Considerazioni sulla Tomosintesi Sebbene sia una tecnologia innovativa, la tomosintesi presenta alcune considerazioni importanti: Dose radiante  leggermente superiore rispetto alla mammografia standard, sebbene sempre entro i limiti di sicurezza . Disponibilità limitata : non tutti i centri diagnostici sono ancora dotati di apparecchiature di tomosintesi. Costi maggiori : essendo una tecnologia avanzata, l’esame può avere un prezzo superiore, anche se in molti casi è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale  o dalle assicurazioni sanitarie . Tomosintesi e Prevenzione del Tumore al Seno La diagnosi precoce  è fondamentale nella lotta contro il cancro al seno : individuare un tumore nelle fasi iniziali aumenta notevolmente le probabilità di guarigione . La tomosintesi  rappresenta dunque un’arma in più per la prevenzione oncologica , soprattutto nelle donne a rischio elevato  o con mammelle dense . Conclusioni La tomosintesi nella mammografia  è una vera rivoluzione tecnologica  che sta cambiando il modo di fare prevenzione e diagnosi del tumore al seno . Grazie alla sua capacità di offrire immagini tridimensionali più accurate , permette di identificare lesioni anche molto piccole , ridurre i falsi positivi  e migliorare la qualità della diagnosi . Investire in queste nuove tecnologie  significa offrire alle donne una prevenzione più efficace , con esami sempre più mirati e affidabili . Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • CANCRO AL SENO TRIPLO NEGATIVO: CARATTERISTICHE E TERAPIE INNOVATIVE

    Cancro al Seno Triplo Negativo (TNBC): una delle forme più aggressive e complesse di tumore mammario A differenza di altri tipi di carcinoma al seno, questa neoplasia non presenta i recettori ormonali né quello per il fattore di crescita HER2 , caratteristiche che ne rendono il trattamento più difficile ma anche oggetto di ricerca intensiva. Negli ultimi anni, le terapie innovative mirate  stanno aprendo nuove prospettive, offrendo speranza alle donne colpite da questa patologia. 🔬 Che cos’è il Cancro al Seno Triplo Negativo Il cancro al seno triplo negativo  è un tipo di carcinoma mammario che non esprime i tre principali recettori normalmente bersagliati dalle terapie: Recettore estrogenico (ER) Recettore progestinico (PR) Recettore del fattore di crescita epidermico umano 2 (HER2) L’assenza di questi recettori rende inefficaci i trattamenti ormonali e le terapie anti-HER2  utilizzate per altri tipi di tumore al seno. 👩‍🦰 Chi Colpisce e Quali Sono i Fattori di Rischio Il tumore triplo negativo rappresenta circa il 10-15% di tutti i carcinomi mammari , e tende a colpire: Donne più giovani (spesso sotto i 50 anni) Donne portatrici di mutazioni genetiche, in particolare del gene BRCA1 Donne di alcune etnie, come quella afroamericana o ispanica, che mostrano una maggiore incidenza Tra i fattori di rischio noti  troviamo:familiarità, predisposizione genetica, abitudini di vita scorrette (fumo, obesità, dieta povera di fibre) e un’età precoce della prima gravidanza o assenza di gravidanze. ⚠️ Sintomi del Cancro al Seno Triplo Negativo I sintomi iniziali possono essere simili a quelli di altre forme di carcinoma mammario: Nodulo palpabile al seno Alterazioni cutanee (retrazione o arrossamento) Modifiche del capezzolo (inversione o secrezioni) Dolore o tensione mammaria Essendo un tumore a crescita rapida , è fondamentale una diagnosi precoce  attraverso mammografia, ecografia e risonanza magnetica. 🧪 Diagnosi: come si identifica un tumore triplo negativo La diagnosi si basa su una biopsia  seguita da analisi immunoistochimiche , che verificano l’assenza dei recettori ER, PR e HER2 .Solo dopo questa valutazione si può classificare un carcinoma come triplo negativo . 🔍 Esami diagnostici principali Mammografia digitale e tomosintesi Ecografia mammaria ad alta risoluzione Risonanza magnetica con mezzo di contrasto Test genetici BRCA1 e BRCA2  per valutare il rischio ereditario 💊 Terapie Tradizionali e Innovative Fino a pochi anni fa, il trattamento del TNBC  si basava principalmente su chemioterapia  e chirurgia . Oggi, grazie ai progressi della ricerca  e alle nuove strategie terapeutiche mirate , queste innovazioni stanno prendendo sempre più piede anche nelle regioni del Sud Italia , come Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia . In queste aree si sta affermando un approccio personalizzato  che combina terapie tradizionali  con trattamenti innovativi , offrendo nuove speranze ai pazienti con TNBC  attraverso cure più efficaci e mirate . 1️⃣ Chemioterapia Rimane la terapia di base , spesso somministrata: prima dell’intervento chirurgico ( neoadiuvante ) per ridurre la massa tumorale, oppure dopo l’intervento ( adiuvante ) per prevenire recidive. I farmaci più usati sono derivati del platino  (come il carboplatino) e antraciclinici . 2️⃣ Immunoterapia Una delle più grandi innovazioni nel trattamento del cancro al seno triplo negativo  è l’introduzione dell’ immunoterapia . Farmaci come pembrolizumab  e atezolizumab  stimolano il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali.Questa terapia ha mostrato risultati particolarmente positivi nei tumori che esprimono la proteina PD-L1 . 3️⃣ Terapie a Bersaglio Molecolare Per le donne con mutazioni BRCA1 o BRCA2 , sono disponibili farmaci specifici chiamati inibitori di PARP  (come olaparib  e talazoparib ).Questi farmaci agiscono interferendo con i meccanismi di riparazione del DNA  nelle cellule tumorali, portandole alla morte. 4️⃣ Radioterapia La radioterapia  è spesso utilizzata come trattamento complementare dopo la chirurgia, per ridurre il rischio di recidive locali. 📈 Prognosi e Sopravvivenza Il carcinoma triplo negativo  tende ad avere un decorso più rapido e una maggiore probabilità di recidiva nei primi 3-5 anni  dopo la diagnosi.Tuttavia, le nuove terapie personalizzate  e l’uso combinato di chemioterapia e immunoterapia  stanno migliorando significativamente la prognosi e la qualità di vita delle pazienti. 🩺 Prevenzione e Sorveglianza Non esistono misure specifiche per prevenire il tumore triplo negativo , ma è possibile ridurre il rischio complessivo  con alcuni accorgimenti: Aderire ai programmi di screening mammografico Seguire uno stile di vita sano  (alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, evitare fumo e alcol) Effettuare controlli periodici  in presenza di familiarità o mutazioni genetiche Le donne portatrici di mutazione BRCA  possono valutare, con il medico, strategie di sorveglianza intensiva  o interventi preventivi mirati . 💬 Conclusioni Il cancro al seno triplo negativo  rappresenta una sfida importante per la medicina moderna .Nonostante la sua aggressività, la ricerca scientifica  sta aprendo nuove strade terapeutiche che permettono di migliorare le possibilità di sopravvivenza e la qualità di vita delle donne colpite. La diagnosi precoce  e l’ accesso a centri oncologici specializzati  restano fondamentali per affrontare con successo questa patologia complessa. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ) Spazio per le vostre domande e riflessioni. Scorri e scrivi nei commenti qui sotto  ⬇️

  • MASTECTOMIA SEMPLICE SENZA RICOSTRUZIONE: LA SCELTA CONSAPEVOLE DELLE DONNE FLAT

    Introduzione La mastectomia semplice senza ricostruzione  rappresenta una scelta sempre più discussa e condivisa da molte donne che affrontano il percorso del tumore al seno .Non si tratta solo di un intervento chirurgico, ma di una decisione di libertà, consapevolezza e identità personale . Tra i gruppi che sostengono questa scelta, spicca la comunità Farfalle Libere – Mastectomia semplice senza ricostruzione FLAT , nata per offrire ascolto, informazioni e supporto  a tutte le donne che decidono di non ricorrere alla ricostruzione mammaria. Che cos’è la mastectomia semplice La mastectomia semplice  è un intervento chirurgico che prevede la rimozione completa del tessuto mammario , includendo la ghiandola e anche il complesso areola-capezzolo , senza ricostruzione immediata  del seno. A differenza della mastectomia radicale modificata , che include anche l’asportazione dei linfonodi ascellari, la mastectomia semplice è più conservativa sul piano anatomico, ma ha lo stesso obiettivo: rimuovere completamente il tessuto affetto o a rischio di tumore . È un intervento indicato in diversi casi: in presenza di tumori multifocali o estesi ; come profilassi o riduzione del rischio  in donne con alta predisposizione genetica  (mutazioni BRCA ); oppure quando la paziente, informata, sceglie di evitare la ricostruzione . Perché alcune donne scelgono di restare FLAT La scelta di non ricostruire il seno  dopo la mastectomia nasce da motivazioni personali, spesso profonde e consapevoli . Molte donne non desiderano ulteriori interventi chirurgici, anestesie o complicazioni legate all’uso di protesi o lembi autologhi . Altre sentono che il proprio corpo, anche senza il seno, rappresenta ed esprime ugualmente femminilità, forza e autenticità . Il movimento FLAT  promuove proprio questo messaggio: ➡️ Essere donna non significa avere un seno, ma scegliere liberamente come vivere il proprio corpo dopo la malattia. Aspetti medico-chirurgici di base Durante una mastectomia semplice , il chirurgo: esegue un’incisione orizzontale o leggermente curva  sulla mammella; rimuove il tessuto ghiandolare  fino ai margini del muscolo pettorale; verifica i margini chirurgici , che devono risultare negativi  (cioè privi di cellule tumorali); posiziona uno o due drenaggi temporanei  per favorire il riassorbimento dei liquidi post-operatori. Il tempo di recupero  è in genere più breve rispetto a una mastectomia con ricostruzione :la degenza ospedaliera  varia da 2 a 5 giorni , e la ripresa delle normali attività  avviene in 2-4 settimane , salvo diversa indicazione del chirurgo. È importante sottolineare che l’assenza di ricostruzione non compromette  la possibilità di controlli oncologici e non influisce sull’efficacia del trattamento complessivo . Supporto psicologico ed empowerment Affrontare la perdita del seno  non è semplice: la mastectomia può toccare profondamente l’ immagine corporea  e l’ autostima .Per questo, gruppi come Farfalle Libere  diventano punti di riferimento fondamentali  per condividere esperienze, emozioni, paure, informazioni mediche e percorsi di rinascita. Autrice:  Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • IL RUOLO DELLA RADIOTERAPIA MODERNA NEL TRATTAMENTO DEL CANCRO AL SENO

    La radioterapia moderna  rappresenta oggi uno dei pilastri fondamentali nel trattamento del cancro al seno , grazie a tecnologie sempre più precise e personalizzate ( AIOM – Linee Guida Tumore della Mammella 2024 ESMO Guidelines 2023 ). Da semplice strumento di completamento post-operatorio, la radioterapia si è evoluta in un approccio mirato e sofisticato , capace di colpire selettivamente le cellule tumorali preservando al massimo i tessuti sani circostanti. Questa evoluzione ha permesso di migliorare la qualità di vita  delle pazienti, ridurre gli effetti collaterali  e aumentare l’efficacia complessiva del trattamento  ( ESTRO Vision 2030 ). Che Cos’è la Radioterapia nel Cancro al Seno La radioterapia  è un trattamento oncologico che utilizza radiazioni ionizzanti  per distruggere le cellule tumorali o impedirne la crescita ( NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology – Breast Cancer, 2024 ). Nel caso del tumore al seno, viene spesso impiegata dopo l’intervento chirurgico  per eliminare eventuali cellule residue e ridurre il rischio di recidiva. La radioterapia moderna  si basa su tecniche computerizzate di pianificazione tridimensionale , che consentono di dosare le radiazioni con estrema precisione e di adattarle all’anatomia della paziente ( AIRC – Radioterapia di Precisione ). Quando si Ricorre alla Radioterapia La radioterapia può essere indicata in diverse situazioni: Dopo la chirurgia conservativa (quadrantectomia)  per evitare recidive locali Dopo la mastectomia , se esiste un alto rischio di residui tumorali Come trattamento palliativo , nei casi in cui il tumore sia avanzato o metastatico In combinazione con chemioterapia o ormonoterapia , per potenziare l’effetto terapeutico ( AIOM – Tumore della Mammella 2024 ). Le Tecniche di Radioterapia Moderna Negli ultimi anni, la radioterapia ha compiuto enormi progressi tecnologici , passando da metodiche tradizionali a trattamenti di alta precisione  ( ESTRO Radiotherapy Update 2024 ). Radioterapia a Fasci Esterni (EBRT) È la tecnica più utilizzata . Con la radioterapia a fasci esterni, un acceleratore lineare  emette raggi X o elettroni diretti verso l’area interessata. Grazie alla pianificazione 3D , il fascio viene modellato in base alla forma del tumore, minimizzando i danni ai tessuti sani  come cuore e polmoni ( NCCN Breast Cancer Guidelines 2024 ). Tecniche più avanzate di EBRT: IMRT  (Radioterapia a Intensità Modulata) VMAT  (Arcoterapia Volumetrica Modulare) IGRT  (Radioterapia Guidata dalle Immagini)( vedi ESTRO Clinical Recommendations 2023 ). Radioterapia Intraoperatoria (IORT) La radioterapia intraoperatoria (IORT)  permette di erogare la radiazione direttamente durante l’intervento chirurgico , subito dopo la rimozione del tumore. Viene applicata solo nella zona a rischio , risparmiando i tessuti sani e riducendo la necessità di ulteriori sedute post-operatorie . Radioterapia Parziale Accelerata (APBI) Indicata per pazienti a basso rischio, la APBI (Accelerated Partial Breast Irradiation)  irraggia solo la parte del seno dove era presente il tumore , riducendo la durata del trattamento  ( AIOM, Linee Guida 2024 ; ESTRO Consensus Statements 2022 ). Benefici della Radioterapia Moderna La radioterapia di nuova generazione  ha migliorato notevolmente i risultati clinici, garantendo maggior efficacia  e minori effetti collaterali . Vantaggi principali: Precisione millimetrica nella distribuzione della dose Protezione dei tessuti sani circostanti Riduzione della durata dei cicli terapeutici Controllo locale ottimale della malattia Migliore qualità di vita per le pazienti Effetti Collaterali e Gestione Gli effetti collaterali della radioterapia  sono oggi molto più contenuti rispetto al passato. Tra i più comuni: Arrossamento o secchezza cutanea nella zona trattata Sensazione di affaticamento Lieve gonfiore o indurimento del tessuto mammario Innovazioni e Prospettive Future La radioterapia moderna si sta evolvendo verso un approccio sempre più personalizzato  ( ESTRO Vision 2030; AIOM Research Outlook 2025 ). L’introduzione della radioterapia adattativa  e dell’ intelligenza artificiale (AI)  nella pianificazione terapeutica consente di: Modificare in tempo reale la dose  in base alla risposta del tumore Integrare dati genetici e biologici  per terapie su misura Migliorare l’efficacia  riducendo ulteriormente gli effetti collaterali Conclusioni La radioterapia moderna nel trattamento del cancro al seno  non è più un semplice complemento alla chirurgia, ma un pilastro fondamentale della terapia oncologica integrata  . Grazie a tecniche avanzate come la IMRT , la IORT  e la radioterapia guidata dalle immagini , oggi è possibile trattare in modo più sicuro, preciso e personalizzato . Autrice:  Isabella Radino - Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)

  • CUP SYNDROME: COS'E', CAUSE, DIAGNOSI E TRATTAMENTI

    La CUP syndrome: cos’è e perché è importante (Carcinoma of Unknown Primary Site) ovvero cancro da primitività ignota, rappresenta una sfida diagnostica e terapeutica complessa nel campo dell'oncologia. Questa sindrome si riferisce a casi in cui una persona presenta malattia metastatica maligna, ma l'origine primaria del tumore rimane sconosciuta nonostante un'estesa indagine medica. Definizione e caratteristiche La CUP Sindrome si manifesta quando cellule tumorali maligne si diffondono nel corpo, creando metastasi, ma il sito di origine del tumore primario non può essere identificato. Questo fenomeno complica notevolmente il trattamento, poiché le terapie oncologiche sono spesso specifiche per il tipo di tumore e la sua localizzazione primaria. La CUP Syndrome (Carcinoma of Unknown Primary Site) è una condizione in cui il tumore metastatico si diffonde senza che il sito primario sia identificabile, complicando il trattamento oncologico. Sintomi variabili e difficili da diagnosticare richiedono indagini approfondite, e il trattamento si basa su terapie sistemiche come la chemioterapia. La ricerca genomica offre nuove speranze per individuare l'origine del tumore e migliorare le strategie terapeutiche. Sintomi e diagnosi I sintomi della CUP Syndrome possono variare ampiamente a seconda della posizione delle metastasi. Possono includere: Dolore o disagio localizzato. Perdita di peso inspiegabile. Fatica e debolezza generale. Alterazioni nelle funzioni corporee, come difficoltà respiratorie o dolori ossei. Ingrossamento di linfonodi. Nel campo della Senologia per esempio, la prima e unica manifestazione di malattia può essere l' ingrossamento dei linfonodi dell' ascella senza evidenza di un tumore del seno. La diagnosi della CUP Sindrome richiede un'approfondita indagine che può includere esami radiologici e di medicina nucleare avanzati, endoscopie, biopsie multiple e test di laboratorio sofisticati. Nonostante questi sforzi, circa il 3-5% dei pazienti oncologici rimane con una diagnosi di tumore primario sconosciuto.  Trattamenti disponibili Il trattamento della CUP Syndrome è complesso e spesso implica l'uso di terapie sistemiche come la chemioterapia o l'immunoterapia. La scelta del trattamento dipende da vari fattori, tra cui la localizzazione delle metastasi, le caratteristiche delle cellule tumorali e lo stato di salute generale del paziente. In alcuni casi, i medici possono optare per trattamenti palliativi volti a migliorare la qualità della vita del paziente, nell'impossibilità di curare la malattia che ha dato origine alle metastasi. Prognosi e ricerca scientifica Grazie ai progressi nella genomica e nelle tecnologie di sequenziamento, ci sono speranze crescenti di identificare l'origine primaria dei tumori anche nei casi di CUP Syndrome. Studi recenti suggeriscono che l'analisi genetica delle cellule tumorali può offrire indizi preziosi per la diagnosi e il trattamento personalizzato, migliorando le prospettive di trattamento per i pazienti affetti da questa sindrome. Conclusioni La CUP Syndrome continua a rappresentare una delle più grandi sfide in oncologia, richiedendo un approccio multidisciplinare per la diagnosi e il trattamento. Il ruolo della ricerca è cruciale per migliorare la comprensione di questa sindrome e per sviluppare nuove strategie terapeutiche efficaci.

  • TUMORE AL SENO "IN SITU"

    Tumore al Seno in Situ: Cosa Significa e Opzioni di Trattamento Il tumore in situ del seno è una condizione che suscita molte domande e preoccupazioni tra le donne che ne sono affette. In questo articolo, esploreremo il significato del tumore al seno "in situ", concentrandoci sulle varianti come il carcinoma duttale in situ (DCIS) e il carcinoma lobulare in situ (LCIS). Vedremo anche le differenze fondamentali tra il tumore in situ e il tumore invasivo o infiltrante, così come le opzioni di trattamento disponibili per gestire questa condizione. Rappresentazione microscopica di un tumore in situ. In questa fase precoce, le cellule tumorali sono confinate nel loro sito di origine e non hanno ancora invaso i tessuti circostanti. Il rilevamento tempestivo e il trattamento adeguato sono fondamentali per prevenire la progressione del tumore Cosa Significa il Tumore al Seno "In Situ"? Il termine "in situ" si riferisce a un tumore che è confinato all'interno del tessuto in cui si è sviluppato, senza diffondersi in altre parti del corpo. Nel caso del tumore al seno, questo significa che le cellule cancerose sono presenti solo nel tessuto del seno e non hanno tendenza a invadere i tessuti circostanti o i vasi sanguigni. Il tumore al seno in situ può assumere diverse forme, tra cui il carcinoma duttale in situ (DCIS) e il carcinoma lobulare in situ (LCIS). Differenze tra Tumore al Seno In Situ e Tumore Invasivo È importante distinguere il tumore in situ dal tumore invasivo, poiché ciò influenzerà le opzioni di trattamento e il prognosi. Nel tumore al seno in situ, le cellule cancerose sono confinate all'interno del dotto o del lobulo in cui si sono sviluppate e non tendono a diffondersi in altre parti del seno. D'altro canto, nel tumore invasivo, le cellule cancerose hanno superato il tessuto circostante e possono diffondersi ad altre parti del corpo attraverso il flusso sanguigno o linfatico. Opzioni di Trattamento per il Tumore al Seno In Situ Le opzioni di trattamento per il tumore al seno in situ dipendono dalle specifiche delle cellule, dal loro grado di differenziazione, dalla loro velocità di moltiplicazione, dalla loro estensione e dalle caratteristiche individuali della paziente. Nel caso del carcinoma duttale in situ (DCIS), le opzioni di gestione possono includere il monitoraggio attivo, l'intervento chirurgico per rimuovere il tessuto interessato (mastectomia o quadrantectomia) e la radioterapia post-operatoria. Per il carcinoma lobulare in situ (LCIS), il trattamento può variare da una sorveglianza attiva a una quadrantectomia o mastectomia (anche profilattica) o trattamento radioterapico, a seconda del rischio individuale e delle preferenze della paziente. Conclusioni Il tumore in situ della mammella è una condizione complessa che richiede una valutazione accurata e una gestione appropriata. È fondamentale comprendere la differenza tra il tumore al seno in situ e il tumore invasivo, così come le opzioni di trattamento disponibili per ciascuna condizione. Con una diagnosi precoce e precisa e una pianificazione del trattamento personalizzata, è possibile affrontare efficacemente il tumore al seno in situ e migliorare le prospettive di guarigione e di salute delle pazienti affette da questa condizione.

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