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- COSA SUCCEDE DOPO UNA DIAGNOSI DI TUMORE AL SENO? UN PERCORSO DI CURA IN 5 FASI
Ricevere una diagnosi di tumore al seno è un momento complesso e carico di emozioni. Tuttavia, è fondamentale sapere che oggi esistono percorsi di cura ben definiti e sempre più efficaci, grazie ai progressi della medicina. Questa guida pratica illustra le 5 fasi principali del trattamento , dalla diagnosi fino alla sorveglianza post-operatoria, per aiutarti a comprendere meglio cosa aspettarti. 1. La Diagnosi del tumore al seno e la Pianificazione del Trattamento Dopo l’identificazione di un sospetto tumore attraverso esami come mammografia o ecografia, vengono effettuati ulteriori test per confermare la diagnosi e definire le caratteristiche della neoplasia. Esami Principali: Biopsia: Un campione di tessuto viene prelevato per analizzare la natura del tumore. Esami di imaging avanzati: Risonanza magnetica (RM), TAC o PET per valutare l’estensione. Test biomolecolari: Per individuare recettori ormonali e proteine (es. HER2) e altri marcatori utili nella scelta della terapia. Pianificazione: In questa fase, il team multidisciplinare composto da oncologi, chirurghi, radiologi e altri specialisti elabora un piano di trattamento personalizzato in base a: Stadio e tipo del tumore. Condizioni generali di salute della paziente. Preferenze personali e obiettivi terapeutici. 2. Il Trattamento Preoperatorio Terapie Neoadiuvanti In alcuni casi, prima della chirurgia, possono essere somministrate terapie per ridurre le dimensioni del tumore: Chemioterapia: Per agire direttamente sulle cellule tumorali. Terapie ormonali: In caso di tumori ormonosensibili. Terapie mirate: Come farmaci biologici contro il recettore HER2. L’obiettivo è rendere l’intervento chirurgico più conservativo e aumentare l’efficacia del trattamento complessivo. 3. La Chirurgia La chirurgia rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di cura. La scelta della tecnica dipende dalle caratteristiche del tumore e dalle preferenze della paziente. Tipologie di intervento: Chirurgia conservativa (quadrantectomia): Rimozione del tumore con una parte limitata del tessuto circostante. Mastectomia: Rimozione totale del seno, eventualmente seguita da una ricostruzione. Dissezione linfonodale: Esame dei linfonodi ascellari per valutare la diffusione del tumore. La chirurgia è sempre seguita da esami istologici per confermare la completezza della rimozione e pianificare le terapie successive. 4. Terapie Postoperatorie Dopo l’intervento, vengono generalmente somministrate terapie adiuvanti per ridurre il rischio di recidiva. Tipologie di terapie: Radioterapia: Utilizzata dopo interventi conservativi o in presenza di margini chirurgici a rischio o coinvolgimento dei linfonodi ascellari. Chemioterapia: Indicata nei tumori più aggressivi o con caratteristiche specifiche. Terapie ormonali: Per i tumori positivi ai recettori ormonali, come il tamoxifene o gli inibitori dell’aromatasi. Terapie mirate: Per pazienti con tumori HER2-positivi. Questa fase è cruciale per consolidare i risultati ottenuti con la chirurgia. 5. Riabilitazione e Sorveglianza Post-operatoria Riabilitazione La riabilitazione è un aspetto fondamentale per recuperare la qualità della vita. Include: Fisioterapia: Per migliorare la mobilità del braccio e prevenire il linfedema. Supporto psicologico: Per affrontare l’impatto emotivo della malattia. Consulenza nutrizionale: Per adottare uno stile di vita sano e ridurre il rischio di recidiva. Sorveglianza Una volta completate le terapie, è importante mantenere un monitoraggio regolare: Visite periodiche: Controlli clinici e test diagnostici (mammografie, ecografie) secondo il protocollo medico. Gestione di eventuali effetti collaterali: Come fatica cronica, menopausa precoce o alterazioni cutanee. La sorveglianza consente di rilevare tempestivamente eventuali recidive o nuovi tumori. Conclusioni Un percorso di cura per il tumore al seno è costituito da diverse fasi integrate, ognuna delle quali è fondamentale per ottenere i migliori risultati possibili. Affrontare quindi la diagnosi del tumore al seno richiede non solo un supporto medico altamente specializzato, ma anche una rete di sostegno emotivo e pratico. Prendersi cura di sé, seguire scrupolosamente il piano terapeutico e mantenere uno stile di vita sano possono fare la differenza nel recupero e nella qualità di vita. Per qualsiasi dubbio o necessità, rivolgiti al tuo team medico di riferimento. Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- FATTORI DI RISCHIO PER IL CANCRO AL SENO:COSA OGNI DONNA DOVREBBE SAPERE
Il cancro al seno è la forma tumorale più comune tra le donne a livello mondiale. Comprendere i fattori di rischio è fondamentale per la prevenzione e la diagnosi precoce . Questo articolo analizza i principali elementi che possono influire sul rischio di sviluppare questa patologia e offre suggerimenti pratici per ridurre le probabilità di insorgenza. Cos’è il Cancro al Seno Il cancro al seno si sviluppa quando le cellule del tessuto mammario iniziano a crescere in modo incontrollato, formando una massa o un tumore . Sebbene alcuni fattori di rischio non siano modificabili, altri possono essere gestiti attraverso uno stile di vita sano e consapevole. Fattori di Rischio Non Modificabili 1. Età Il rischio di sviluppare il cancro al seno aumenta con l’età . La maggior parte dei casi si verifica nelle donne sopra i 50 anni , ma può colpire anche donne più giovani. 2. Genetica e Storia Familiare Le donne con una storia familiare di cancro al seno , soprattutto se un parente stretto (madre, sorella, figlia) è stato colpito, presentano un rischio maggiore. Mutazioni genetiche ereditarie nei geni BRCA1 e BRCA2 aumentano significativamente la probabilità di sviluppare la malattia. 3. Densità Mammaria Le donne con tessuto mammario denso hanno un rischio più elevato, poiché la densità può rendere più difficile l’identificazione di anomalie nelle mammografie. Fattori di Rischio Modificabili 1. Stile di Vita Alcuni aspetti dello stile di vita possono influire notevolmente sul rischio di cancro al seno: Alimentazione: una dieta ricca di grassi saturi e povera di frutta e verdura è associata a un rischio maggiore. Attività fisica: la sedentarietà è un fattore di rischio; praticare esercizio regolare riduce significativamente la probabilità di insorgenza. Alcol: un consumo eccessivo di alcol è correlato a un aumento del rischio di cancro al seno. 2. Peso Corporeo L’ eccesso di peso , soprattutto dopo la menopausa, può aumentare il rischio a causa dei livelli più alti di estrogeni prodotti dal tessuto adiposo. 3. Terapie Ormonali L’uso prolungato di terapie ormonali sostitutive durante la menopausa è stato associato a un rischio maggiore. È consigliabile discuterne con il proprio medico per valutare i benefici e i rischi individuali . Come Ridurre il Rischio di Cancro al Seno 1. Screening e Prevenzione Effettuare mammografie regolari secondo le indicazioni mediche. Sottoporsi a visite senologiche periodiche . Imparare e praticare l’autopalpazione del seno , utile per individuare eventuali cambiamenti. 2. Adottare uno Stile di Vita Sano Seguire una dieta equilibrata , ricca di frutta, verdura e cereali integrali. Ridurre il consumo di alcol. Praticare attività fisica regolare , anche con semplici camminate quotidiane. 3. Gestione dello Stress Anche se non direttamente correlato, lo stress cronico può influire negativamente sulla salute generale. Pratiche come yoga, meditazione o attività creative possono migliorare il benessere psicofisico. Conclusioni Essere consapevoli dei fattori di rischio per il cancro al seno è il primo passo verso la prevenzione . Sebbene non sia possibile eliminare completamente il rischio, adottare uno stile di vita sano , sottoporsi a controlli regolari e prestare attenzione ai segnali del proprio corpo può fare una grande differenza. Prendersi cura di sé significa anche informarsi e agire tempestivamente .Per ulteriori informazioni, consulta il tuo medico o uno specialista in senologia . Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- CHIRURGIA SENOLOGICA: QUANDO E' NECESSARIA E COSA ASPETTARSI DALL'INTERVENTO
La chirurgia senologica rappresenta una delle principali opzioni terapeutiche per il trattamento del cancro al seno . A seconda dello stadio della malattia e delle caratteristiche del tumore, il medico può raccomandare diversi tipi di intervento. In questo articolo esploreremo quando la chirurgia è necessaria, le diverse opzioni disponibili e cosa aspettarsi prima, durante e dopo l'operazione. Quando È Necessaria la Chirurgia Senologica? L'intervento chirurgico è generalmente indicato nei seguenti casi: Diagnosi di tumore maligno alla mammella. Necessità di rimuovere lesioni benigne di grandi dimensioni o lesioni dubbie a rischio di trasformazione maligna. Rimozione di linfonodi ascellari per valutare la diffusione del tumore. Scelta preventiva in pazienti con mutazioni genetiche ad alto rischio (BRCA1, BRCA2). Tipologie di Chirurgia Senologica A seconda della localizzazione e della gravità della malattia, si possono distinguere diversi tipi di intervento. 1. Chirurgia conservativa (Nodulectomia o Quadrantectomia) Questo approccio mira a rimuovere solo la parte di tessuto mammario contenente il tumore, preservando il seno. È indicato per tumori di piccole dimensioni e generalmente associato a radioterapia post-operatoria . 2. Mastectomia totale Si tratta della rimozione completa della mammella e può essere: Semplice , se si asporta solo il tessuto mammario. Radicale , se vengono rimossi anche i linfonodi ascellari. Conservativa dell' areola-capezzolo o della cute , in cui si preservano il complesso areola-capezzolo e parte della pelle per una successiva ricostruzione. 3. Biopsia del Linfonodo Sentinella e Svuotamento Ascellare La biopsia del linfonodo sentinella viene eseguita per verificare la diffusione del tumore. Se il linfonodo è positivo, può essere necessario uno svuotamento linfonodale per rimuovere eventuali metastasi. 4. Chirurgia Ricostruttiva del Seno Dopo una mastectomia, è possibile effettuare un intervento di ricostruzione mammaria , che può avvenire immediatamente o in un secondo momento. Questa procedura può prevedere l'uso di protesi mammarie o tessuto autologo (lembi) . Come prepararti all'Intervento Esami Pre-Operatori Prima dell'intervento, il paziente deve sottoporsi a una serie di esami, tra cui: Analisi del sangue . Elettrocardiogramma . Ecografia, mammografia o risonanza magnetica del seno. Valutazione anestesiologica . Indicazioni Pre-Operatorie Sospendere farmaci anticoagulanti se indicati dal medico. Digiunare nelle ore precedenti l'intervento. Seguire altre indicazioni pre-operatorie fornite dall'équipe medica. Cosa Aspettarsi Dopo l'Intervento Effetti Collaterali e Recupero Il tempo di recupero dipende dal tipo di intervento: Possibile dolore e gonfiore nella zona operata. Presenza di drenaggi chirurgici , rimossi nei giorni successivi. Limitazioni nei movimenti del braccio , per alcuni giorni in caso di svuotamento ascellare. Necessità di terapie complementari, come chemioterapia, radioterapia o terapia ormonale . Conclusione La chirurgia senologica è una tappa fondamentale nel trattamento del tumore al seno. Grazie ai progressi della medicina, oggi è possibile adottare approcci meno invasivi e più mirati, con un impatto positivo sulla qualità della vita dei pazienti. È essenziale affidarsi a un team specializzato per una gestione personalizzata del percorso terapeutico. Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- BIOPSIA AL SENO: COME SI ESEGUE E COSA SIGNIFICA IL RISULTATO
La biopsia del seno è un esame diagnostico fondamentale per individuare eventuali anomalie nel tessuto mammario. Questo procedimento permette di stabilire la natura di un nodulo o di altre alterazioni riscontrate durante una mammografia o un'ecografia. Scopriamo insieme come si esegue e cosa significano i risultati. Cos'è la biopsia al seno? La biopsia del seno è un test medico che prevede il prelievo di un piccolo campione di tessuto mammario per l'analisi in laboratorio. L'obiettivo è identificare eventuali cellule tumorali o benigne o altre anomalie. Quando è necessaria una biopsia mammaria? Il medico può raccomandare una biopsia del seno nei seguenti casi: Presenza di un nodulo sospetto o dubbio individuato tramite autopalpazione o imaging diagnostico. Alterazioni visibili in mammografia o risonanza magnetica . Cambiamenti nella forma o nella consistenza del seno. Secrezioni anomale dal capezzolo o cambiamenti nella pelle della mammella. Tipologie di Biopsia del Seno A seconda della posizione e della dimensione della lesione, il medico può scegliere tra diversi tipi di biopsia. 1. Biopsia con ago sottile (FNA – aspirazione con ago sottile) Questa tecnica utilizza un ago molto sottile per prelevare un campione di cellule. Viene spesso impiegata per analizzare cisti, linfonodi o piccoli noduli. 2. Biopsia con Ago Grosso (Core Needle Biopsy – CNB) Utilizza un ago più grande rispetto alla FNA per prelevare piccoli cilindri di tessuto. Questo metodo fornisce informazioni più dettagliate rispetto alla biopsia con ago sottile. 3. Biopsia stereotassica Si esegue con guida mammografica ed è indicata per lesioni non palpabili ma visibili attraverso l'imaging e prevede il prelievo di più frammenti di tessuto. 4. Biopsia con Guida Ecografica Questa tecnica viene utilizzata per prelevare campioni da aree individuate con ecografia mammaria . 5. Biopsia Chirurgica (Escissionale o Incisionale) Se gli altri metodi non sono sufficienti, il medico può optare per una rimozione parziale o totale della lesione tramite intervento chirurgico. Come si svolge una biopsia del seno? Fase Preparatoria Prima dell'esame, il medico potrebbe richiedere la sospensione temporanea di alcuni farmaci, come anticoagulanti. Procedura Anestesia locale o generale , a seconda del tipo di biopsia. Inserimento dell'ago o incisione chirurgica per prelevare il campione. Controllo post-procedura per evitare sanguinamenti o complicazioni. Analisi del campione in laboratorio per determinare la presenza di cellule anomale. Cosa Significano i Risultati della Biopsia? Dopo l'analisi istologica, il referto può indicare: Tessuto normale : nessuna anomalia rilevata. Lesione benigna : ad esempio fibroadenoma o cisti. Atipie cellulari : alterazioni che potrebbero necessitare di ulteriori accertamenti. Cellule tumorali : in caso di cancro, si definisce il tipo, il grado e lo stadio del tumore. Cosa Fare Dopo Una Biopsia Del Seno? Possibili effetti collaterali Dopo l'esame, possono verificarsi: Dolore locale e gonfiore , generalmente lievi. Ematomi o sanguinamenti , rari ma possibili. Infezioni , prevenibili con adeguata igiene e medicazioni. Trattamento e strategie di prevenzione Se la biopsia conferma la presenza di tumore al seno , il medico valuterà il trattamento più adeguato, tra cui: Chirurgia Radioterapia Chemioterapia Terapia ormonale Conclusione La biopsia del seno è un esame diagnostico essenziale per identificare eventuali patologie mammarie. Grazie alle moderne tecniche di prelievo e analisi, è possibile ottenere una diagnosi accurata e intervenire tempestivamente in caso di necessità. Per qualsiasi dubbio sul sintomo sospetto, è fondamentale consultare uno specialista. Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- CANCRO AL SENO E STILE DI VITA: ALIMENTAZIONE, ESERCIZIO E PREVENZIONE
Il cancro al seno è una delle patologie oncologiche più diffuse tra le donne. Tuttavia, numerosi studi dimostrano che adottare uno stile di vita sano può contribuire in modo significativo alla prevenzione . In questo articolo analizziamo il legame tra alimentazione , attività fisica e riduzione del rischio di tumore al seno. Il ruolo dello stile di vita nella prevenzione del cancro al seno Le scelte quotidiane che riguardano la dieta , il movimento e il benessere generale incidono profondamente sulla salute del seno . Sebbene non sia possibile eliminare completamente il rischio, è stato dimostrato che uno stile di vita equilibrato può ridurlo fino al 30% . Fattori di rischio modificabili Tra i principali fattori di rischio modificabili troviamo: Sovrappeso e obesità , in particolare dopo la menopausa Sedentarietà Consumo eccessivo di alcol Dieta ricca di grassi saturi e povera di fibre Intervenire su questi aspetti rappresenta un passo fondamentale verso una prevenzione attiva . Alimentazione e cancro al seno: cosa dice la scienza Una dieta sana ed equilibrata è uno degli strumenti più efficaci per proteggere la salute del seno . I principali consigli includono: Cosa preferire Frutta e verdura fresca , ricche di antiossidanti e fibre Cereali integrali , che aiutano a regolare l’indice glicemico Legumi , come fonte di proteine vegetali Pesce azzurro e omega-3 , con effetto antinfiammatorio Olio extravergine d’oliva , ricco di acidi grassi insaturi Cosa limitare o evitare Carni rosse e insaccati Zuccheri raffinati e dolci industriali Grassi idrogenati e alimenti ultra-processati Alcol , da consumare con moderazione o evitare del tutto Un modello alimentare ispirato alla dieta mediterranea è spesso raccomandato nella prevenzione oncologica . Esercizio fisico regolare: un alleato potente L’ attività fisica regolare riduce significativamente il rischio di sviluppare il cancro al seno . I benefici derivano da: Controllo del peso corporeo Riduzione dei livelli di estrogeni circolanti Miglioramento del sistema immunitario Quanta attività è raccomandata? Almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata (es. camminata veloce, nuoto, bicicletta) Oppure 75 minuti di esercizio intenso , come corsa o allenamento HIIT Attività di rafforzamento muscolare almeno due volte a settimana Anche piccole modifiche quotidiane, come usare le scale invece dell’ascensore o camminare ogni giorno, possono rappresentare un inizio significativo. Prevenzione e controlli regolari Oltre allo stile di vita, è fondamentale sottoporsi a screening periodici , tra cui: Autopalpazione mensile Visita senologica ed ecografia mammaria annuale Mammografia ogni due anni a partire dai 45 anni (o prima in presenza di fattori di rischio familiari ) Un approccio preventivo integrato consente una diagnosi in fase precoce, fondamentale per aumentare le probabilità di guarigione . Conclusione Adottare uno stile di vita sano attraverso una corretta alimentazione , l’ esercizio fisico regolare e l’adesione ai programmi di prevenzione può rappresentare un’arma potente nella lotta contro il cancro al seno . Investire nel proprio benessere oggi significa costruire una salute migliore per il futuro. Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- TRATTAMENTI SICURI PER IL TUMORE AL SENO IN GRAVIDANZA
Il trattamento del tumore al seno in gravidanza dipende dallo stadio del tumore e dalla fase della gravidanza . Intervento chirurgico La chirurgia è spesso possibile durante tutte le fasi della gravidanza: Tipologie di intervento per il tumore al seno in gravidanza Quadrantectomia o mastectomia : la scelta dipende dalla dimensione del tumore . Sicurezza dell’anestesia Anestesia generale : considerata sicura se eseguita da anestesisti esperti in gravidanza . Chemioterapia La chemioterapia può essere somministrata dopo il primo trimestre , poiché a quel punto gli organi del feto sono già formati . Vengono evitati farmaci potenzialmente dannosi per il feto. Non viene somministrata nell’ultimo mese di gravidanza , per evitare complicanze al parto . Radioterapia e terapia ormonale Radioterapia Generalmente posticipata dopo il parto , per evitare rischi al feto . Terapie ormonali e mirate Le terapie ormonali (es. tamoxifene ) e le terapie target sono controindicate in gravidanza . La Sicurezza della Madre e del Bambino Gli studi dimostrano che, con una corretta gestione del percorso terapeutico : La prognosi materna non è compromessa dalla gravidanza. I bambini nati da madri trattate correttamente non presentano anomalie. Il parto può avvenire per via naturale o cesareo , in base alle indicazioni ostetriche. Supporto Psicologico ed Emotivo Ricevere una diagnosi oncologica durante la gravidanza è un momento particolarmente delicato. È fondamentale: Avere un supporto psicologico costante . Confrontarsi con specialisti , gruppi di supporto e familiari. Affrontare la malattia con forza e serenità grazie a una rete di sostegno efficace. Conclusione Il tumore al seno in gravidanza è una sfida complessa ma affrontabile . Grazie a protocolli personalizzati e a un approccio multidisciplinare , è possibile curare la madre senza compromettere la salute del bambino . 👉 La chiave è agire tempestivamente e affidarsi a centri specializzati con esperienza in oncologia e gravidanza. Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- RIVOLUZIONE DEL TUMORE AL SENO: NUOVE TERAPIE E APPROCCI INNOVATIVI AL TRATTAMENTO
Introduzione Il trattamento del tumore al seno ha subito una trasformazione radicale negli ultimi anni, grazie all’introduzione di terapie mirate , immunoterapia e nuove tecniche chirurgiche. Queste innovazioni rappresentano una vera e propria rivoluzione nella cura del cancro al seno , offrendo opzioni più personalizzate, efficaci e meno invasive. In questo articolo, analizziamo i principali approcci terapeutici emergenti e il loro impatto sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita delle pazienti. Le Terapie Mirate: Colpire il Tumore con Precisione Cosa sono le nuove terapie mirate Le terapie mirate agiscono direttamente su specifiche alterazioni molecolari presenti nelle cellule tumorali, riducendo al minimo i danni alle cellule sane. Si basano sull’ analisi genetica del tumore , e vengono scelte in base al profilo molecolare della paziente. Tipologie principali Inibitori di HER2 (es. trastuzumab, pertuzumab): efficaci nei tumori HER2-positivi . Inibitori CDK4/6 (es. palbociclib): bloccano la proliferazione cellulare . Terapie anti-angiogeniche : inibiscono la formazione di nuovi vasi sanguigni necessari alla crescita tumorale. Vantaggi : maggiore efficacia, minori effetti collaterali e maggiore personalizzazione del trattamento . L’Immunoterapia nel Tumore al Seno Una nuova frontiera terapeutica L’ immunoterapia stimola il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Nel cancro al seno, ha dimostrato particolare efficacia in alcuni sottotipi aggressivi, come il triplo negativo . Farmaci immunoterapici emergenti Inibitori dei checkpoint immunitari (es. atezolizumab, pembrolizumab) Vaccini terapeutici in fase sperimentale L’immunoterapia viene spesso combinata con chemioterapia , per aumentare l’efficacia del trattamento. Innovazioni nella Chirurgia del Tumore al Seno Chirurgia conservativa e tecniche mininvasive L’approccio chirurgico si è evoluto verso interventi sempre più conservativi , con l’obiettivo di preservare il seno quando possibile, riducendo l’impatto estetico e psicologico: Quadrantectomia con margini di sicurezza controllati Tecniche oncoplastiche che combinano oncologia e chirurgia estetica Chirurgia robotica e guidata da immagini Nuove tecnologie stanno rivoluzionando l’approccio operatorio: Chirurgia robotica assistita Localizzazione radioguidata del tumore per una resezione più precisa Tecnologie intraoperatorie per l’analisi dei margini (es. margin probe) Terapie in Fase di Sperimentazione: Il Futuro è Personalizzato La ricerca scientifica sta sviluppando trattamenti su misura per ogni paziente: Terapie geniche Farmaci ADC (Antibody-Drug Conjugates), che combinano anticorpi e chemioterapici MicroRNA e nanotecnologie per il rilascio mirato dei farmaci Conclusione La cura del tumore al seno è entrata in una nuova era, fatta di precisione , innovazione e personalizzazione . Le nuove terapie oncologiche stanno cambiando la prognosi e la qualità della vita delle donne affette da questa patologia, offrendo speranza concreta anche nei casi più complessi. Investire nella conoscenza di questi trattamenti è fondamentale per informare correttamente le pazienti, orientare le scelte terapeutiche e affrontare il tumore con più consapevolezza e meno paura . Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- LE SFIDE DELLA DIAGNOSI DEL CANCRO AL SENO NELLE DONNE ANZIANE
Un problema crescente nella popolazione che invecchia Con l’aumento dell’aspettativa di vita, cresce anche il numero di donne anziane che ricevono una diagnosi di cancro al seno. Tuttavia, questa fascia di età presenta caratteristiche cliniche e biologiche peculiari che rendono la diagnosi e la gestione della malattia più complesse rispetto alle pazienti più giovani. Cancro al seno nelle donne anziane: un quadro spesso sottovalutato I numeri parlano chiaro Circa il 50% dei nuovi casi di tumore al seno riguarda donne di età superiore ai 65 anni. Nonostante ciò, questa popolazione è stata storicamente sottorappresentata negli studi clinici, con un impatto diretto sulle linee guida e sulla personalizzazione delle cure. Una malattia meno aggressiva, ma non meno pericolosa Nelle donne anziane, il tumore al seno tende ad avere una crescita più lenta e frequentemente un profilo ormonoresponsivo più favorevole. Tuttavia, questo non significa che la patologia sia meno pericolosa: la diagnosi tardiva , le comorbidità e l’eventuale fragilità clinica possono influenzare negativamente la prognosi. Le sfide nella diagnosi: sintomi silenziosi e screening meno frequenti Un ritardo diagnostico spesso legato all’età Molte donne anziane non partecipano regolarmente ai programmi di screening mammografico , spesso per motivi logistici, culturali o per la presenza di altre condizioni di salute che sembrano più urgenti. Inoltre, i sintomi possono essere atipici o scambiati per disturbi legati all’età. Mammografia: efficacia e limiti La mammografia rimane il principale strumento diagnostico, ma la densità mammaria ridotta nelle donne anziane può paradossalmente semplificare l'identificazione di lesioni. Tuttavia, la ridotta adesione agli screening rende questi vantaggi meno significativi nella pratica clinica. Un approccio terapeutico personalizzato: non solo l’età conta Valutare la paziente, non solo il tumore La scelta del trattamento nelle donne anziane deve basarsi su una valutazione globale : condizioni generali di salute, aspettativa di vita, grado di autonomia e desideri della paziente. L’età anagrafica non dovrebbe essere l’unico criterio decisionale. Chirurgia, chemioterapia e ormonoterapia: le opzioni disponibili Chirurgia : Spesso possibile anche in età avanzata, con tecniche sempre più conservative e anestesie mirate sempre meno invasive. Chemioterapia : Viene valutata con cautela, tenendo conto del profilo di tossicità e della tolleranza individuale. Ormonoterapia : Rappresenta una valida opzione nelle pazienti con tumori ormonoresponsivi, con buoni risultati anche a lungo termine. Conclusione: una medicina più equa e attenta Diagnosticare precocemente il cancro al seno nelle donne anziane e offrire trattamenti personalizzati significa non solo migliorare la sopravvivenza , ma anche la qualità della vita . È essenziale promuovere una cultura della prevenzione anche nella terza età, abbattendo stereotipi e barriere che ancora oggi ostacolano un approccio equo e inclusivo alla salute. Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- MITI DA SFATARE : IL CANCRO AL SENO E I FATTORI AMBIENTALI
Cancro al seno e ambiente: una relazione complessa Il cancro al seno rappresenta una delle patologie oncologiche più studiate al mondo. Negli ultimi anni si è diffusa una crescente preoccupazione sui possibili fattori ambientali che potrebbero influenzare il rischio di sviluppare questa malattia. Tuttavia, molte delle notizie che circolano sono imprecise o prive di fondamento scientifico . In questo articolo, vogliamo menzionare i miti da sfatare più diffusi , offrendo spiegazioni semplici ma fondate su evidenze scientifiche . Mito 1: Il deodorante causa il cancro al seno Cosa si crede Uno dei miti più persistenti riguarda l’uso dei deodoranti antitraspiranti . Si crede che le sostanze presenti, come alluminio o parabeni , possano penetrare nella pelle e accumularsi nei tessuti mammari, contribuendo allo sviluppo del cancro. Cosa dice la scienza? Ad oggi, non esistono evidenze scientifiche solide che dimostrino un legame diretto tra l’uso di deodoranti e l’insorgenza del cancro al seno . Studi condotti da enti come il National Cancer Institute (NCI) e l’ American Cancer Society (ACS) non hanno riscontrato correlazioni significative. La pelle agisce come barriera e i componenti dei deodoranti non raggiungono concentrazioni tossiche nei tessuti mammari. Mito 2: I reggiseni con ferretto aumentano il rischio Cosa si crede Un altro mito sostiene che indossare reggiseni con ferretto possa ostacolare il drenaggio linfatico , favorendo l’accumulo di tossine e aumentando così il rischio di tumore. La realtà dei fatti Non esistono prove a sostegno di questa tesi. Il sistema linfatico non è influenzato dalla pressione esercitata da un reggiseno, e non esiste alcuna relazione tra il tipo di indumento intimo e l’insorgenza del cancro al seno . Mito 3: Le microonde e il Wi-Fi causano tumori al seno Cosa si crede Con la diffusione dei dispositivi elettronici, alcune persone temono che l'esposizione a onde elettromagnetiche — come quelle prodotte da forni a microonde o router Wi-Fi — possa aumentare il rischio di tumori, incluso quello al seno. Cosa dicono le autorità sanitarie Le radiazioni non ionizzanti , come quelle emesse da Wi-Fi o microonde, non hanno energia sufficiente per danneggiare il DNA o causare mutazioni cellulari . Le principali organizzazioni sanitarie mondiali non riconoscono queste fonti come pericolose in relazione al cancro al seno . Fattori ambientali reali da considerare Sebbene molti timori siano infondati, esistono alcuni fattori ambientali reali che possono avere un impatto sul rischio oncologico . Tra questi: Esposizione prolungata a sostanze chimiche industriali, come solventi o pesticidi Inquinamento atmosferico Stile di vita sedentario Alimentazione povera di nutrienti Conclusioni È fondamentale basarsi su fonti affidabili e su prove scientifiche per comprendere i reali fattori di rischio del cancro al seno . Molti miti possono generare ansie ingiustificate o deviare l’attenzione da comportamenti realmente preventivi. Tra questi comportamenti ricordiamo: una dieta equilibrata attività fisica regolare screening periodici come la mammografia L'informazione corretta è il primo passo per una prevenzione consapevole . Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- COSA FARE SE SI TROVA UN NODULO AL SENO: GUIDA PRATICA PER LE DONNE
Nodulo al seno: serve sempre preoccuparsi? Trovare un nodulo al seno può generare paura e confusione , ma nella maggior parte dei casi non si tratta di un tumore maligno . È importante però non sottovalutare il sintomo e procedere con calma, attenzione e tempestività . Questa guida è pensata per offrire alle donne istruzioni chiare su cosa fare in caso di nodulo, quando è necessario approfondire e quali esami richiedere per una diagnosi precoce e accurata . Cosa fare appena si scopre un nodulo 1. Non andare nel panico La prima reazione è spesso la paura. Ma bisogna sapere che oltre l’80% dei noduli al seno è benigno . Potrebbe trattarsi di: Cisti Fibroadenomi Alterazioni ormonali transitorie Infiammazioni o infezioni ( mastiti o adenosi ) 2. Osservarne le caratteristiche È utile annotare alcune caratteristiche: È duro o morbido ? Si muove al tatto oppure è fisso? È doloroso ? È comparso all’improvviso o è presente da tempo? Queste informazioni saranno molto utili per il medico . Quando rivolgersi al medico È sempre consigliato consultare il medico, anche solo per rassicurarsi . È però particolarmente importante farlo se: Il nodulo non scompare dopo il ciclo mestruale È duro, irregolare o fisso Si accompagna a cambiamenti della pelle (arrossamenti, retrazioni, “buccia d’arancia”) Il seno presenta perdite dal capezzolo , soprattutto se ematiche Si nota un gonfiore dei linfonodi sotto l’ascella A chi rivolgersi per una valutazione 1. Medico di base o ginecologo Sono i primi professionisti da consultare. Dopo una visita, potrebbero prescrivere esami di approfondimento . 2. Senologo Il senologo è lo specialista delle patologie della mammella . In caso di sospetti o familiarità per tumori al seno , è opportuno rivolgersi direttamente a lui . Esami da eseguire in caso di nodulo Ecografia mammaria È l’ esame di primo livello , soprattutto nelle donne under 40 . Permette di distinguere tra cisti liquide e formazioni solide . Mammografia Indicata soprattutto dopo i 40 anni , consente di individuare anche noduli molto piccoli o microcalcificazioni sospette . Risonanza magnetica mammaria Utilizzata in casi selezionati, ad esempio per donne giovani ad alto rischio o per approfondimenti diagnostici. Agoaspirato o biopsia Se il nodulo risulta sospetto, si procede con il prelievo di cellule o tessuto per analisi istologica. È un esame ambulatoriale e poco doloroso . Il ruolo fondamentale della diagnosi precoce Scoprire un nodulo in fase iniziale può fare la differenza tra un percorso semplice e uno più complesso. La diagnosi precoce aumenta enormemente le probabilità di: Terapie meno invasive Interventi conservativi Prognosi favorevole Prevenzione: cosa fare anche quando non c’è un nodulo Autoesame mensile del seno , meglio dopo il ciclo Controlli periodici dal ginecologo e senologo Screening mammografico ogni 2 anni dai 50 ai 69 anni (gratuito in Italia) Stile di vita sano : alimentazione equilibrata, attività fisica, evitare fumo e alcol Conclusioni Trovare un nodulo al seno non è sempre sinonimo di tumore , ma è un segnale da non ignorare . Agire subito , con serenità e consapevolezza , permette di ottenere una diagnosi accurata e — se necessario — iniziare il percorso di cura nel modo più efficace possibile. Conoscere il proprio corpo e sapere come comportarsi è il primo passo verso una prevenzione attiva e la salute della donna . Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- IL RUOLO DELLA TERAPIA NEOADIUVANTE NEL CANCRO AL SENO: COSA SAPERE
Cos’è la terapia neoadiuvante La terapia neoadiuvante è un trattamento medico sistemico somministrato prima dell’intervento chirurgico nel caso di diagnosi di alcuni tipi di cancro al seno . L’obiettivo principale è ridurre le dimensioni del tumore , facilitando l’asportazione chirurgica e, talvolta, rendendo possibile un intervento meno invasivo. Questa strategia può includere: Chemioterapia Terapie ormonali Terapie biologiche o mirate Radioterapia In base alla tipologia di tumore, alla sua dimensione ed estensione e alle caratteristiche biologiche, il chirurgo senologo può consigliare l’approccio neoadiuvante per migliorare gli esiti a lungo termine . Perché si usa la terapia neoadiuvante nel tumore al seno Riduzione del volume tumorale Il beneficio più evidente è la riduzione del tumore prima dell’operazione. Questo permette in molti casi di: Salvare la mammella evitando la mastectomia Effettuare una chirurgia conservativa Migliorare l’efficacia della chirurgia stessa Valutazione della risposta al trattamento Durante la terapia neoadiuvante è possibile monitorare la risposta del tumore ai farmaci. Se il tumore si riduce significativamente o scompare del tutto, si parla di risposta patologica parziale o completa (pCR) , un indicatore prognostico favorevole . Personalizzazione del trattamento successivo Osservando come reagisce il tumore alla terapia, i medici possono adattare le cure successive in modo più mirato, riducendo l’uso di farmaci inefficaci e potenzialmente tossici. In quali casi si consiglia la terapia neoadiuvante Non tutti i tumori al seno richiedono una terapia neoadiuvante . Questo approccio viene generalmente raccomandato in casi come: Tumori localmente avanzati Quando il tumore è già esteso ma non ha ancora dato metastasi a distanza, la terapia neoadiuvante può preparare il campo alla chirurgia riducendo i margini di resezione. Cancro triplo negativo o HER2 positivo In questi sottotipi più aggressivi, la risposta alla chemioterapia può essere molto buona, e la terapia preoperatoria consente di agire precocemente sui meccanismi molecolari del tumore. Presenza di linfonodi positivi Se i linfonodi ascellari risultano coinvolti, la terapia neoadiuvante può sterilizzarli prima dell’intervento , riducendo la necessità di un’asportazione più ampia dei linfonodi e migliorando la prognosi . Vantaggi della terapia neoadiuvante Possibilità di chirurgia conservativa Miglior valutazione della biologia tumorale Indicatore precoce dell’efficacia della cura Riduzione del carico tumorale prima dell’intervento Svantaggi e aspetti da monitorare Attesa dell’intervento Alcuni pazienti temono che il ritardo dell’operazione chirurgica possa peggiorare la situazione. Al contrario, i tempi sono studiati con attenzione: la terapia agisce attivamente sul tumore e non rappresenta un’attesa passiva . Effetti collaterali Come per ogni trattamento oncologico, possono comparire effetti collaterali legati al tipo di chemioterapia o terapie biologiche. Tra i più comuni: Nausea Stanchezza Perdita di capelli Alterazioni ematiche Questi effetti sono gestiti con terapie di supporto personalizzate . Come si svolge il percorso neoadiuvante Fase 1: Diagnosi e pianificazione Dopo l’esame clinico, la mammografia e la biopsia, il team multidisciplinare elabora un piano di trattamento personalizzato . Fase 2: Somministrazione della terapia La terapia neoadiuvante viene somministrata per via endovenosa o orale , solitamente ogni 2-3 settimane, per un periodo che va da 3 a 6 mesi . Fase 3: Chirurgia Dopo il ciclo completo e dopo aver ripetuto gli esami di ri-stadiazione, si procede alla chirurgia, che può essere una quadrantectomia (intervento conservativo) o una mastectomia con ricostruzione . Fase 4: Terapie post-operatorie (adiuvanti) In alcuni casi, vengono proposte altre cure dopo l’operazione , come radioterapia o ulteriori farmaci per consolidare i risultati ottenuti e ridurre i rischi di recidive. Conclusioni La terapia neoadiuvante nel cancro al seno è uno strumento efficace e sempre più utilizzato per migliorare gli esiti clinici , ridurre il tumore e personalizzare il trattamento chirurgico e farmacologico . È importante affidarsi a un team esperto e a strutture dedicate e affidabili per comprendere a fondo le opzioni disponibili e affrontare il percorso terapeutico con maggiore consapevolezza ed efficacia . Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- IPERSENSIBILITA' DEL CAPEZZOLO: QUANDO PREOCCUPARSI COSA FARE.
La ipersensibilità del capezzolo è un disturbo comune che può colpire donne e uomini a qualsiasi età. Spesso non è motivo di allarme, ma in alcuni casi può essere il segnale di una condizione che merita attenzione medica. In questo articolo analizziamo le cause più frequenti , i segnali da non sottovalutare e quando è opportuno rivolgersi a un esperto . Cos’è l'ipersensibilità del capezzolo La sensibilità o dolore al capezzolo può manifestarsi come: fastidio al tatto bruciore o pizzicore o prurito dolore localizzato ipersensibilità al freddo o agli abiti Questa condizione può essere transitoria o persistente , continua o ricorrente, monolaterale o bilaterale , e può dipendere da fattori ormonali, meccanici, dermatologici o, più raramente, patologici . Cause comuni della ipersensibilità del capezzolo 1. Cambiamenti ormonali Nelle donne, gli ormoni giocano un ruolo fondamentale. La sensibilità può comparire durante: il ciclo mestruale la gravidanza l’ allattamento la menopausa Questi cambiamenti sono fisiologici, ma se il sintomo persiste , è bene monitorarlo . 2. Attrito o sfregamento Reggiseni troppo stretti , indumenti sintetici o sport ad alta intensità (come la corsa) possono provocare irritazioni cutanee e aumentare la sensibilità del capezzolo. 3. Allergie o dermatiti Prodotti cosmetici, detersivi o creme possono causare reazioni cutanee locali che si manifestano con prurito, arrossamento o dolore . 4. Infezioni In alcuni casi, possono svilupparsi infezioni locali come: Mastite (più frequente in allattamento) Infezioni fungine o batteriche Ascessi Queste situazioni richiedono attenzione medica . 5. Papilloma intraduttale Si tratta di una piccola escrescenza benigna che si sviluppa nei dotti galattofori . Può provocare secrezione dal capezzolo e dolore localizzato . Quando preoccuparsi: segnali da non ignorare È consigliabile consultare un medico specialista (come il senologo ) se la sensibilità del capezzolo è accompagnata da: Secrezione spontanea (soprattutto se è brunastra o ematica) Arrossamento persistente Alterazione della forma o retrazione del capezzolo Presenza di noduli Dolore localizzato che non passa nel tempo Diagnosi: cosa aspettarsi dalla visita specialistica Durante la visita senologica , il medico potrà eseguire: Esame clinico Ecografia mammaria Mammografia (se indicata in base all’età e al sospetto clinico) Eventuali esami citologici o istologici se vi è fuoriuscita di liquido o presenza di lesioni La diagnosi precoce è fondamentale, soprattutto nei rari casi in cui il sintomo sia correlato a patologie più serie come il carcinoma mammario . Rimedi e consigli pratici Se non vi sono patologie sottostanti , è possibile alleviare la sintomatologia con: Reggiseni in cotone traspirante e della giusta misura Evitare saponi aggressivi o profumati Applicazione di creme lenitive in caso di irritazione Consulto con ginecologo o dermatologo per valutare l’uso di terapie topiche Conclusioni La sensibilità del capezzolo , pur essendo spesso legata a cause benigne e transitorie , non va mai ignorata se persiste nel tempo o si associa ad altri sintomi sospetti . Affidarsi a un centro senologico qualificato permette di ricevere una diagnosi precisa e, se necessario, un trattamento tempestivo e adeguato . Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)
- IL TUMORE AL SENO NELLE DONNE GIOVANI: COME PREVENIRE E DIAGNOSTICARLO PRESTO
Introduzione Il tumore al seno è tradizionalmente considerato una patologia che colpisce prevalentemente le donne sopra i 50 anni. Tuttavia, negli ultimi anni, si è osservato un aumento dei casi di tumore al seno nelle giovani donne , anche sotto i 40 anni. Questo rende fondamentale la consapevolezza di fare una diagnosi precoce , l’adozione di comportamenti preventivi e un’attenta osservazione di eventuali segnali sospetti . Il Tumore al Seno nelle Donne Giovani: Dati e Caratteristiche Una realtà in crescita Sebbene rappresentino una minoranza dei casi totali, le diagnosi di tumore al seno in età giovane sono in aumento. In Italia, circa il 7% dei tumori mammari viene diagnosticato a donne sotto i 40 anni. In questa fascia d’età, la malattia può presentarsi in forme più aggressive e con caratteristiche biologiche diverse rispetto ai casi in età più avanzata. Fattori di rischio principali I principali fattori di rischio per il tumore al seno nelle giovani includono: Familiarità e mutazioni genetiche (come BRCA1 e BRCA2 ) Ciclo mestruale precoce (prima dei 12 anni) Stile di vita sedentario Dieta ricca di grassi e povera di fibre Fumo e alcol Esposizione prolungata agli estrogeni L’Importanza della Prevenzione Prevenzione primaria: agire sullo stile di vita Una corretta prevenzione primaria può ridurre significativamente il rischio. Alcune buone pratiche includono: Mantenere un peso corporeo nella norma Fare attività fisica regolare Seguire una dieta equilibrata come quella mediterranea, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e povera di carni rosse e zuccheri raffinati Limitare il consumo di alcol Evitare il fumo Prevenzione secondaria: diagnosi precoce Nelle giovani, lo screening mammografico non è previsto di routine. Tuttavia, è importante: Conoscere la propria storia familiare Eseguire visite senologiche ed ecografie mammarie periodiche a partire dai 20-25 anni, soprattutto in presenza di casi di tumore in famiglia Valutare, in accordo con il medico, l’opportunità di una mammografia precoce o di una risonanza magnetica in caso di familiarità o dubbi diagnostici Segnali da Non Sottovalutare I sintomi iniziali Nelle fasi iniziali, il cancro al seno può essere asintomatico, ma è fondamentale prestare attenzione a: Noduli al seno non dolorosi e persistenti di nuova insorgenza Cambiamenti nella forma o nel volume del seno Alterazioni della pelle (retrazioni, arrossamenti, buccia d’arancia) Secrezioni anomale dal capezzolo Gonfiore o fastidio persistente nella zona ascellare L’autopalpazione: uno strumento utile L’ autopalpazione mensile del seno , pur non essendo una tecnica diagnostica, è uno strumento prezioso per conoscere il proprio corpo e riconoscere tempestivamente eventuali cambiamenti. Va eseguita preferibilmente una settimana dopo la fine del ciclo mestruale. La Diagnosi: Tempestività ed Efficacia Quando rivolgersi allo specialista Se si nota uno dei sintomi sopra descritti, è fondamentale rivolgersi a un senologo o al proprio medico curante per avviare tempestivamente le indagini diagnostiche del caso. Gli esami più utilizzati includono Ecografia mammaria (particolarmente indicata nei seni giovani, più densi) Mammografia digitale Risonanza magnetica Agoaspirato o biopsia per analisi citologiche o istologiche di noduli dubbi Conclusioni Il tumore al seno nelle giovani è una realtà che richiede attenzione , informazione e tempestività . Non bisogna sottovalutare alcun segnale, anche se minimo, ed è opportuno adottare fin da subito abitudini salutari che possono fare la differenza. Una diagnosi precoce può salvare la vita . Autrice: Isabella Radino -Digital Writer Superv. Scientifica: Dott. Alexios Thodas, Direttore dell' U.O.C . di Chirurgia Senologica - IRCCS CROB Rionero in Vulture (PZ)













